Al CES 2026, accanto ai familiari dispositivi basati sull'intelligenza artificiale per la produttività e l'intrattenimento, è emersa una tendenza silenziosa ma sorprendente. Molte nuove tecnologie non si concentrano su schermi o pannelli di controllo, bensì sul monitoraggio, l'analisi e persino la parziale sostituzione dell'esperienza personale umana.

Affiancati, questi prodotti evocano una sensazione di familiarità con scenari già visti in film di fantascienza come Black Mirror, ma questa volta sono molto più vicini alla vita reale.

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Un esempio lampante è lo "specchio della longevità" di NuraLogix. A prima vista, sembra un semplice specchio da bagno di alta gamma, ma al suo interno si cela un sistema di intelligenza artificiale in grado di analizzare il flusso sanguigno del viso per prevedere la salute cardiovascolare, il metabolismo, i livelli di stress e persino l'età biologica. Questa tecnologia trasforma l'abitudine quotidiana di guardarsi allo specchio in un rapido controllo dello stato di salute, sollevando al contempo interrogativi sul confine tra assistenza sanitaria e ossessione per l'invecchiamento.

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Su un altro fronte, le cuffie per il rilevamento dell'attività cerebrale di Neurable e HyperX dimostrano che l'intelligenza artificiale non solo traccia il comportamento, ma legge anche gli stati cognitivi. Questi dispositivi misurano i livelli di concentrazione e di affaticamento mentale attraverso i segnali elettroencefalografici (EEG), adattando così l'esperienza di gioco o lavorativa. Sebbene inizialmente introdotta per i videogiocatori, questa tecnologia apre la possibilità di misurare e ottimizzare le capacità cognitive umane in tempo reale.