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Le lacrime che hanno reso Ronaldo una leggenda.

Il momento in cui Ronaldo crollò sul campo del Da Luz non rappresentò solo la tristezza del suo diciannovesimo anno di età, ma anche l'inizio di una leggenda che avrebbe conquistato tutta Europa.

ZNewsZNews23/07/2025

Una volta Ronaldo versò lacrime quando il Portogallo perse una partita.

Il 4 luglio 2004, lo stadio Da Luz di Lisbona sembrava sul punto di esplodere. Il Portogallo, con la sua talentuosa "generazione d'oro" - Luis Figo, Rui Costa, Deco - si presentava alla finale degli Europei in casa con la ferma convinzione di poter conquistare il suo primo titolo mondiale.

Ma il calcio non perdona mai. La Grecia, considerata sfavorita, ha compiuto un'impresa storica grazie alla sua tenace tattica difensiva e a un singolo gol di Angelos Charisteas.

Al fischio finale, l'immagine di un giovane che crollava in lacrime si è impressa nella memoria di milioni di tifosi: il diciannovenne Cristiano Ronaldo che provava per la prima volta il dolore della sconfitta ai massimi livelli.

Dallo shock di Lisbona alla voglia di vittoria

Ronaldo aveva appena concluso la sua prima stagione con il Manchester United. L'allenatore Luiz Felipe Scolari lo considerava una scommessa audace, ma il giovane dimostrò ben presto che quella scelta era stata quella giusta.

Ronaldo segnò nella partita d'esordio – nonostante la sconfitta del Portogallo per 1-2 contro la Grecia – e continuò a brillare in semifinale contro l'Olanda con un superbo colpo di testa. Figo, il suo grande mentore, vedeva in Ronaldo l'immagine del suo "successore", incoraggiandolo sempre a mostrare con sicurezza le proprie capacità.

Tuttavia, in finale, tutti gli sforzi del Portogallo si rivelarono vani. Possedevano una tecnica squisita, energia giovanile e una voglia ardente, ma non riuscirono a penetrare la difesa disciplinata della Grecia.

Al termine della partita, Ronaldo scoppiò in lacrime. Non erano solo le lacrime di un giovane giocatore, ma il dolore di un'intera nazione che anelava alla gloria.

La differenza più grande in Ronaldo sta nel suo atteggiamento verso la sconfitta. Non si lascia abbattere. Il dolore di Lisbona di quell'anno è diventato la forza motrice che lo ha forgiato in un uomo resiliente, costantemente ossessionato dalla vittoria. Euro 2004 ha segnato l'inizio del suo percorso per diventare una leggenda del calcio.

Ronaldo anh 1

Oggi, a 40 anni, Ronaldo è una leggenda del calcio mondiale .

Dodici anni dopo, in occasione di EURO 2016, Ronaldo non era più il ragazzo di un tempo. Scese in campo con la fascia da capitano al braccio, l'icona numero uno del calcio portoghese. E la storia sorrise a Ronaldo.

Questa volta, il Portogallo ha superato la Francia, paese ospitante, con un tiro potentissimo dalla lunga distanza di Eder in finale. Ronaldo ha versato lacrime, ma erano lacrime di gioia, anche se ha dovuto lasciare il campo nel primo tempo a causa di un infortunio.

Tappe fondamentali della crescita

Ripensando a EURO 2004, il percorso di Ronaldo è stato come una sinfonia ricca di emozioni. Nella partita d'esordio contro la Grecia (1-2), è entrato in campo a partita in corso e ha segnato il suo primo gol con la nazionale, seppur un gol della bandiera. Nella vittoria contro la Russia (2-0), Ronaldo è entrato in campo al 78° minuto, dimostrando tutta la sua energia e la sua voglia di giocare.

Nella cruciale partita contro la Spagna (1-0), alla sua prima partita da titolare, Ronaldo ha lasciato il segno sulla fascia con audaci scatti di velocità. Nei quarti di finale contro l'Inghilterra (2-2, vinta 6-5 ai rigori), ha trasformato con successo un rigore, dimostrando la freddezza di un giocatore senza paura.

Nella semifinale contro l'Olanda (2-1), Ronaldo aprì le marcature con un potente colpo di testa. Nella finale contro la Grecia (0-1), nonostante avesse giocato tutti i 90 minuti, Cristiano non poté nulla contro il "muro" greco e finì in lacrime.

Fu in quei momenti che venne ritratto in modo vivido un Ronaldo giovane ma appassionato: i capelli tirati indietro, il fisico non ancora perfetto, ma gli occhi che brillavano sempre di fiducia.

Ronaldo anh 2

Nonostante l'età, Ronaldo non ha ancora intenzione di smettere.

A distanza di oltre vent'anni, l'immagine del numero 17 in lacrime sul campo del Da Luz rimane un'icona. Ci ricorda che ogni gloria nasce da amare sconfitte. Senza il dolore del 2004, non esisterebbe CR7, con i suoi cinque Palloni d'Oro, i numerosi record di gol e lo status di icona mondiale.

Quelle lacrime non erano solo di tristezza; segnarono l'inizio di un viaggio straordinario. Ronaldo trasformò la sconfitta in motivazione, le lacrime in carburante per raggiungere la vetta. Non solo conquistò la vittoria per sé stesso, ma elevò anche il calcio portoghese a livelli senza precedenti, dimostrando che una sconfitta oggi può essere il fondamento della gloria domani.

Fonte: https://znews.vn/nhung-giot-nuoc-mat-lam-nen-huyen-thoai-ronaldo-post1571075.html


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