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| A Wall Street, i titoli tecnologici hanno continuato a sostenere il mercato, nonostante le pressioni derivanti dalle tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei prezzi del petrolio. |
Secondo agenzie di stampa internazionali come Reuters, AP e Investopedia, il mercato ha aperto in ribasso dopo il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran lo scorso fine settimana, suscitando preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture globali di petrolio. Questo sviluppo ha immediatamente fatto impennare i prezzi del petrolio greggio, che a un certo punto hanno superato i 100 dollari al barile, alimentando i timori di inflazione e costi energetici.
Contrariamente alle preoccupazioni iniziali, tuttavia, i principali indici si sono gradualmente ripresi durante la seduta. Alla chiusura, l'S&P 500 è salito dell'1%, tornando ai livelli pre-attacco statunitense e israeliano all'Iran di fine febbraio, a solo l'1,3% dal suo massimo storico raggiunto all'inizio di quest'anno. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 301 punti, pari allo 0,6%, e il Nasdaq Composite è salito dell'1,2%, trainato dai titoli tecnologici.
Questo sviluppo suggerisce che il mercato ha mantenuto una relativa stabilità, anche se i rischi geopolitici non si sono attenuati. Gli investitori sembrano scommettere su uno scenario in cui il conflitto non si trasformi in una vera e propria crisi economica , e si aspettano al contempo che i canali di negoziazione rimangano aperti.
Uno dei fattori che ha contribuito all'allentamento delle tensioni di mercato è stato il rallentamento dei prezzi del petrolio durante la seduta, dopo il forte rialzo registrato in precedenza. Sebbene il Brent si sia mantenuto vicino ai 100 dollari al barile, questo valore è risultato significativamente inferiore al picco di quasi 119 dollari raggiunto nel momento di massima tensione. Ciò ha contribuito a ridurre la pressione sul sentiment degli investitori.
Tuttavia, il rischio di interruzioni nell'approvvigionamento petrolifero rimane. Lo Stretto di Hormuz, che trasporta circa il 20% delle forniture petrolifere mondiali, continua a essere un punto critico, poiché l'Iran minaccia di inasprire le restrizioni alle attività marittime. Uno scenario di blocco prolungato potrebbe spingere i prezzi dell'energia ancora più in alto, esercitando così pressione sull'inflazione e sulla politica monetaria della Federal Reserve (Fed) statunitense.
In questo contesto, i titoli tecnologici hanno continuato a svolgere un ruolo chiave di supporto per il mercato. Le società legate all'intelligenza artificiale (IA) e al software hanno registrato guadagni positivi, contribuendo a mantenere il trend rialzista del Nasdaq. Questo settore ha continuato ad attrarre i maggiori afflussi di capitali, grazie alle aspettative di crescita a lungo termine.
Molti singoli titoli hanno registrato fluttuazioni significative. Oracle ha registrato un'impennata del 12,7%, riprendendosi con forza dopo un periodo di forti cali dovuti alle preoccupazioni sui costi degli investimenti nell'intelligenza artificiale. ServiceNow è salita del 7,3%, mentre AppLovin ha guadagnato il 6,7%, indicando una tendenza alla ripresa nel settore del software tecnologico.
In particolare, le azioni di Sandisk hanno registrato un'impennata dell'11,8% in seguito alla notizia della loro inclusione nell'indice Nasdaq 100, attirando afflussi di capitali dai principali ETF. Al contrario, le azioni di Goldman Sachs sono scese di circa l'1,9-2%, nonostante utili superiori alle attese, poiché i ricavi del segmento trading sono risultati inferiori alle aspettative del mercato.
Oltre al settore tecnologico, anche la stagione degli utili del primo trimestre 2026 sta iniziando ad attirare l'attenzione. Goldman Sachs è una delle prime grandi banche a pubblicare il suo bilancio, dando il via a una serie di istituzioni finanziarie come JPMorgan Chase, Citigroup, Bank of America e Wells Fargo che pubblicheranno i loro report questa settimana.
Secondo i dati di LSEG, gli utili delle società dell'indice S&P 500 nel primo trimestre dovrebbero aumentare di quasi il 14% su base annua, il che suggerisce che i fondamentali delle imprese statunitensi rimangono relativamente solidi nonostante un contesto macroeconomico volatile.
Tuttavia, la pressione derivante dai prezzi del petrolio e dalle dinamiche geopolitiche non è scomparsa. Alcuni settori sensibili ai costi del carburante, come l'aviazione e il turismo, hanno registrato performance meno positive, evidenziando una netta divergenza nel mercato.
Nel complesso, la seduta di trading del 13 aprile ha rispecchiato il dilemma di Wall Street: da un lato, rischi geopolitici e inflazione, dall'altro, aspettative di crescita degli utili e resilienza economica.
Grandi istituzioni come BlackRock e Morgan Stanley mantengono una visione positiva sulle azioni statunitensi, ritenendo che le recenti fluttuazioni siano principalmente di natura tecnica. Tuttavia, nel breve termine, si prevede che il mercato rimarrà altamente volatile, a seconda degli sviluppi in Medio Oriente e dei risultati trimestrali delle aziende.
Nel lungo termine, è probabile che i capitali continuino ad affluire nei settori in crescita, in particolare nella tecnologia e nell'intelligenza artificiale, che dovrebbero continuare a trainare il prossimo ciclo di crescita del mercato azionario statunitense.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/pho-wall-giang-co-cong-nghe-nang-do-thi-truong-180465.html









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