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La privacy nell'istruzione

GD&TĐ - Contribuendo al documento presentato alla 14a Assemblea Nazionale in materia di istruzione e formazione, un delegato dell'Assemblea Nazionale ha proposto l'abolizione della graduatoria dei risultati accademici e la non divulgazione pubblica dei punteggi degli esami e dei test degli studenti.

Báo Giáo dục và Thời đạiBáo Giáo dục và Thời đại14/11/2025

In Vietnam, la tutela dei dati personali dei minori, compresi i risultati scolastici, è chiaramente sancita da documenti legali. La Legge sui Minori vieta la pubblicazione o la divulgazione di informazioni private e segreti personali dei minori senza il consenso dei bambini di età pari o superiore a 7 anni e dei loro genitori o tutori. Il Decreto 56/2017/ND-CP definisce i "risultati scolastici" come parte integrante delle informazioni private dei minori. Analogamente, in molti Paesi il diritto alla privacy in merito ai risultati scolastici è tutelato dalla legge; sia le scuole che le famiglie hanno l'obbligo di proteggere tale diritto.

Nei documenti del Ministero dell'Istruzione e della Formazione, tra cui la Circolare 27/2020/TT-BGDĐT relativa alla valutazione degli studenti delle scuole primarie e la Circolare 22/2021/TT-BGDĐT relativa alla valutazione degli studenti delle scuole secondarie, viene sempre ribadito lo spirito umano di "non confrontare uno studente con un altro"; a ciò si aggiunge l'esigenza che la valutazione promuova il progresso degli studenti, valorizzando l'incoraggiamento e la motivazione, evitando di creare pressioni e di alimentare la competizione per i voti.

Il fatto che i rappresentanti dell'Assemblea Nazionale abbiano proposto di non divulgare pubblicamente i risultati degli esami e dei test degli studenti – cosa peraltro non consentita – ricorda l'episodio del 2019, quando il Comitato Permanente del Comitato Popolare di Ho Chi Minh City pubblicò un documento in cui si chiedeva al settore dell'istruzione cittadina di studiare l'abolizione delle classifiche degli studenti all'interno delle classi, provocando un'ondata di indignazione pubblica. Questo episodio potrebbe in parte riflettere la realtà che, a livello locale, esistono ancora insegnanti e dirigenti scolastici che non hanno realmente riformato il loro pensiero pedagogico, mantenendo metodi obsoleti e concetti superati?

Da molti anni, il settore dell'istruzione si sta impegnando nella riforma della valutazione degli studenti, con l'obiettivo di sviluppare qualità e competenze che li aiutino a diventare più sicuri di sé, proattivi e creativi nel loro percorso di apprendimento. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che, affinché questo spirito di riforma permei realmente ogni classe e ogni insegnante, sia fondamentale una corretta comprensione del significato dei voti.

I voti non sono l'obiettivo finale dell'istruzione, ma piuttosto uno strumento di feedback che aiuta insegnanti e studenti a comprendere la propria situazione attuale e a progredire insieme. Il progresso degli studenti deve certamente avere la priorità rispetto ai voti. Per raggiungere questo obiettivo, gli insegnanti necessitano di una formazione professionale che li renda sicuri, autonomi e flessibili nella valutazione degli studenti, considerando ciascuno di essi con una prospettiva umana, equa e incoraggiante.

Gli insegnanti devono anche comprendere che il feedback sui risultati di apprendimento non si limita alla semplice "comunicazione dei voti", ma è piuttosto un processo di incoraggiamento, guida e supporto, che aiuta gli studenti a riconoscere la propria situazione attuale, a individuare le aree di miglioramento e a sviluppare fiducia nel proprio potenziale di progresso. Solo quando gli insegnanti comprenderanno e metteranno in pratica correttamente questo spirito, il feedback diventerà una forza trainante per lo sviluppo degli studenti.

Al contrario, se gli insegnanti e i dirigenti scolastici rimangono limitati nella loro comprensione, non afferrano appieno i regolamenti e continuano ad ancorarsi a mentalità obsolete, considerando i voti come unico parametro di successo, allora la pratica di divulgare pubblicamente i risultati, confrontare gli studenti o esercitare pressioni attraverso le classifiche persisterà. Questo è simile al detto "chi risparmia la verga vizia il figlio", danneggiando involontariamente gli studenti e andando contro l'obiettivo educativo di promuovere il loro progresso e la loro felicità.

Fonte: https://giaoducthoidai.vn/quyen-rieng-tu-trong-hoc-tap-post756636.html


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