Una serie di problemi tecnici, modifiche al programma e alle sedi di gara, e l'inaspettato ritiro degli atleti cambogiani da diverse competizioni... tutto ciò dimostra che la Thailandia, paese ospitante, nonostante la sua vasta esperienza nell'organizzazione dell'evento, si trova ancora ad affrontare una sfida difficile: come mantenere vivo lo spirito dei Giochi del Sud-est asiatico.
Questa è la settima volta che la Thailandia ospita i Giochi del Sud-est asiatico. Nelle ultime tre edizioni, il Paese ha proattivamente spostato i Giochi da Bangkok, trasferendoli in province come Nakhon Ratchasima o Chiang Mai, con l'obiettivo di distribuire i benefici dello sviluppo e diffondere lo spirito sportivo. Tuttavia, questa scelta comporta anche maggiori rischi: infrastrutture inadeguate, costi operativi elevati e finanziamenti limitati.
Pertanto, la cancellazione dei 33° Giochi del Sud-est asiatico a Songkhla a causa delle inondazioni pone ulteriormente la Thailandia in una posizione svantaggiosa, poiché Bangkok, sede principale, non dispone delle strutture necessarie per i Giochi di quest'anno e ora deve farsi carico dell'ulteriore onere organizzativo. I 33° Giochi del Sud-est asiatico si trasformano quindi in una corsa contro il tempo tra le aspettative e i limiti realistici.
Le difficoltà finanziarie della Thailandia sono innegabili, con tagli al bilancio e entrate praticamente nulle derivanti dai diritti televisivi e dalla pubblicità. Ma questa non è solo la storia del Paese ospitante. Riflette un paradosso crescente: i Giochi del Sud-est asiatico si stanno espandendo in termini di portata, sforzandosi di raggiungere gli standard internazionali, eppure il loro appeal presso il pubblico e i benefici economici sono in netto calo.
I Giochi, un tempo orgoglio della regione, ora lottano per sopravvivere, mettendo alla prova sia la capacità organizzativa sia il significato stesso della loro esistenza. Questo, inavvertitamente, diventa una pressione, o addirittura un peso, per le nazioni ospitanti nell'ambito del meccanismo di rotazione delle responsabilità.
È proprio in questi tempi difficili che lo spirito di "Un solo Sud-est asiatico" deve essere ravvivato più che mai. Ciò assume un significato ancora maggiore in quanto i 33° Giochi del Sud-est asiatico rappresentano un evento storico, segnando la prima volta che tutte le 11 nazioni dell'ASEAN hanno partecipato da quando Timor Est è entrato ufficialmente a far parte della comunità. Il "Circolo dell'ASEAN" si completa sulla mappa sportiva, aprendo un nuovo capitolo nel percorso di integrazione regionale.
Per la prima volta, i Giochi del Sud-est asiatico sono diventati un vero e proprio terreno di gioco per l'intera regione ASEAN, rispecchiando la visione di integrazione globale che i leader regionali perseguono da due decenni. Pertanto, la 33ª edizione dei Giochi del Sud-est asiatico non è solo una prova per la Thailandia, ma un banco di prova per tutto il Sud-est asiatico.
Con il tema di ASEAN 2025 "Inclusione e sostenibilità", i 33° Giochi del Sud-est asiatico dovrebbero diventare un simbolo di condivisione e solidarietà in tutta l'ASEAN attraverso lo sport. Gli Stati membri non possono semplicemente restare a guardare e aspettare che la Thailandia porti la nave al traguardo in sicurezza. Ciò che serve ora è un'azione proattiva, un onere condiviso, non solo solidarietà.
I 33° Giochi del Sud-est asiatico dovrebbero quindi essere considerati una lezione pratica, un'occasione in cui tutta l'Asia sud-orientale può riflettere sul proprio approccio allo sport: dalla governance, al finanziamento, alle infrastrutture, fino alla definizione di successo. Invece di misurare solo le medaglie, il valore dei Giochi del Sud-est asiatico dovrebbe essere misurato dalla diffusione dello spirito ASEAN, dai momenti in cui gli atleti si sostengono a vicenda, dalla capacità di unire le comunità e promuovere lo sviluppo sostenibile dello sport regionale.
Quando la fiaccola dei Giochi del Sud-est asiatico 33 è stata accesa durante la cerimonia di apertura, non solo ha rappresentato lo sport thailandese, ma è servita anche a ricordare lo spirito dell'ASEAN dopo oltre mezzo secolo dalla sua formazione. Gli sforzi della Thailandia per superare le difficoltà forniranno preziosi insegnamenti.
Ma, cosa ancora più importante, se gli Stati membri si renderanno conto che salvare i Giochi del Sud-est asiatico non è solo responsabilità del Paese ospitante, bensì una responsabilità condivisa per proteggere un marchio regionale, allora i 33° Giochi del Sud-est asiatico – nonostante l'inizio difficile – potrebbero benissimo diventare il punto di partenza di un nuovo capitolo: più professionale, più sostenibile e in cui lo spirito di "Un solo Sud-est asiatico" venga rafforzato attraverso azioni concrete.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/sea-games-33-va-thu-thach-tinh-than-mot-dong-nam-a-post827166.html








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