
Eliminare alcune condizioni per la pianificazione urbanistica generale.
Il Decreto n. 34/2026/ND-CP modifica e integra l'articolo 7 del Decreto n. 178/2025/ND-CP, che disciplina i casi di redazione dei piani regolatori urbanistici, ampliando la base giuridica e attenuando alcune condizioni: riducendo la soglia di densità abitativa (minimo 300 abitanti/km² rispetto al precedente minimo di 500 abitanti/km²), abolendo il requisito di superficie minima per le nuove aree urbane e aumentando la flessibilità nella determinazione dell'ambito di pianificazione. Nello specifico:
Articolo 7. Casi per la redazione di piani regolatori urbani
1. L'ambito di applicazione del piano regolatore urbano, come stabilito dall'articolo 3, comma 4, e dall'articolo 21, punto b), comma 1, della Legge sulla pianificazione urbana e rurale, è definito come segue:
a) Città; province che prevedono di istituire città all'interno del sistema urbano secondo il piano generale del sistema urbano e rurale o il piano regionale o il piano provinciale;
b) Le zone speciali sono aree urbane orientate all'interno del sistema urbano secondo il piano generale del sistema urbano e rurale, o il piano regionale, o il piano provinciale, o il piano regolatore comunale;
c) Comprendente più quartieri adiacenti o un quartiere indipendente (senza quartieri circostanti), identificato come appartenente al sistema urbano secondo l'orientamento nel piano generale del sistema urbano e rurale o nel piano regionale o nel piano provinciale o nel piano regolatore della città;
d) Comprendente più quartieri adiacenti o un quartiere indipendente (senza quartieri circostanti) e l'ambito di un comune adiacente, definito come appartenente al sistema urbano secondo l'orientamento nel piano generale del sistema urbano e rurale o piano regionale o piano provinciale o piano generale della città, pur soddisfacendo le condizioni di una superficie minima di 50 km² , una densità di popolazione minima di 300 persone/ km² e un tasso minimo di lavoro non agricolo del 30%;
d) Avere un ambito di pianificazione minimo in base ai confini amministrativi dell'unità a livello di comune, identificata come nuova area urbana appartenente al sistema urbano come orientato nel piano generale del sistema urbano e rurale o nel piano regionale o nel piano provinciale o nel piano regolatore cittadino.
2. L'ambito di pianificazione previsto dal piano regolatore urbano approvato funge da base per la gestione dello sviluppo urbano.
Ampliamento del campo di applicazione delle modifiche al piano regolatore.
Il Decreto n. 34/2026/ND-CP modifica e integra l'articolo 8 relativo ai casi di istituzione di piani urbanistici, ampliando l'ambito di applicazione della normativa per includere diverse tipologie di aree e abolendo le rigide norme sulla dimensione delle aree. Nello specifico:
Articolo 8. Casi per la redazione di piani urbanistici
1. Le aree incluse nel piano regolatore della città o nel piano regolatore di una nuova area urbana in cui è prevista la costruzione di una città; le aree incluse nel restante piano regolatore urbano o nel piano regolatore di una zona economica o nel piano regolatore di una zona turistica nazionale devono essere dotate di piani di suddivisione in aree, secondo quanto stabilito nel piano di attuazione del piano regolatore, in base alla superficie determinata sulla base della struttura spaziale del piano regolatore approvato e decisa dal Comitato popolare provinciale.
2. Le zone funzionali di cui al punto b, comma 5, articolo 3 della Legge sulla pianificazione urbana e rurale hanno una dimensione determinata dal Comitato popolare provinciale in base alle esigenze di gestione dello sviluppo oppure determinata con obiettivi e requisiti specifici per gli investimenti nella costruzione di infrastrutture tecniche conformemente alla legge sull'edilizia.
3. L'area viene individuata sulla base del piano generale o del piano provinciale (per le zone speciali all'interno di una provincia, non orientate all'urbanizzazione) per la realizzazione di progetti di investimento in opere infrastrutturali conformemente alla legge in materia di edilizia.
Aggiungere l'obbligo di presentare i documenti di pianificazione urbana e rurale attraverso il sistema informativo nazionale.
Il Decreto n. 34/2026/ND-CP modifica anche il punto c, comma 1, dell'articolo 9, che disciplina i casi di predisposizione del piano regolatore, non specificando una soglia di superficie precisa per le zone funzionali (come previsto dalla vecchia normativa, inferiore a 200 ettari). Sulla base della pianificazione dettagliata approvata. Nello specifico:
"c) Aree funzionali con una scala e una superficie determinate dall'autorità competente che approva il piano dettagliato secondo il piano provinciale o il piano generale della città per la realizzazione di progetti di investimento e costruzione conformemente alla legge sull'edilizia, ad eccezione dei casi specificati al comma 2 del presente articolo."
Il Decreto n. 34/2026/ND-CP modifica e integra anche il comma 1 dell'articolo 15 relativo alle responsabilità degli enti di pianificazione, aggiungendo l'obbligo di trasmettere i documenti tramite il sistema nazionale di dati e le norme sulla gestione dei casi transitori. Nello specifico:
"1. L'ente responsabile della redazione dei documenti di pianificazione trasmetterà tali documenti, unitamente ai fascicoli di pianificazione urbanistica e rurale, attraverso il sistema informativo nazionale sulle attività di costruzione all'ente di valutazione per la perizia."
I documenti di pianificazione urbana e rurale che non siano stati presentati per la valutazione secondo quanto previsto dalla presente clausola entro il 1° gennaio 2026, dopo l'approvazione, dovranno essere trasmessi dall'ente di pianificazione al sistema nazionale di database sulle attività di costruzione.
Responsabilità dei comitati popolari provinciali nella gestione dei fondi operativi per la pianificazione urbana e rurale.
Il Decreto n. 34/2026/ND-CP modifica e integra il comma 3 dell'articolo 21 relativo alle responsabilità dei Comitati Popolari provinciali nella gestione dei fondi destinati alle attività di pianificazione urbana e rurale. Nello specifico, stabilisce quanto segue:
3. Il Comitato popolare a livello provinciale (per la pianificazione sotto l'autorità di approvazione del Primo Ministro ) e l'autorità di approvazione della pianificazione sono responsabili dell'emanazione dei piani di bilancio annuali e dell'approvazione dei preventivi di spesa per le attività di pianificazione urbana e rurale. Il Comitato popolare a livello provinciale può delegare o autorizzare enti subordinati ad approvare i preventivi di spesa per le attività di pianificazione urbana e rurale in conformità con le disposizioni della legge sull'organizzazione degli enti locali.
Nei casi in cui l'attività di pianificazione, sia urbana che rurale, sia intrapresa dall'investitore in qualità di ente di pianificazione, quest'ultimo è responsabile dell'approvazione del preventivo di spesa per la preparazione dell'attività di pianificazione, sia urbana che rurale.
Secondo il Ministero delle Costruzioni, il Decreto che modifica e integra alcuni articoli del Decreto n. 178/2025/ND-CP ha concretizzato i contenuti previsti dalla Legge n. 144/2025/QH15 che modifica e integra alcuni articoli della Legge sulla pianificazione urbanistica e rurale nel 2025, in conformità con l'organizzazione del governo locale a due livelli e con le normative sul decentramento e la delega di autorità nelle attività di pianificazione urbanistica e rurale emanate.
Al contempo, è necessario migliorare la normativa in materia di pianificazione urbana e rurale per superare le carenze, le limitazioni, le difficoltà e gli ostacoli esistenti nell'attuazione pratica, soddisfacendo le esigenze di riforma del pensiero legislativo, semplificazione delle procedure amministrative, miglioramento del contesto degli investimenti e delle imprese, e rispondendo alle esigenze di sviluppo scientifico e tecnologico, innovazione e trasformazione digitale.
Fonte: https://baonghean.vn/sua-doi-mot-so-quy-dinh-ve-lap-quy-hoach-do-thi-va-nong-thon-10321250.html






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