
Molti delegati hanno espresso preoccupazione in merito alle normative riguardanti la durata della riabilitazione dalla tossicodipendenza.
La delegata Nguyen Thi Viet Nga (della delegazione di Hai Phong) ha sostenuto che i 24 mesi previsti per la prima fase di riabilitazione e i 36 mesi per la seconda (articolo 28 della bozza) sono corretti e necessari, affermando che tale lasso di tempo è coerente con un processo di riabilitazione completo. Si tratta di un processo scientifico che non può essere attuato efficacemente in un breve periodo.

In pratica, i modelli di riabilitazione a breve termine in molte località hanno portato a tassi di ricaduta molto elevati. Inoltre, secondo le statistiche delle autorità competenti, le droghe sintetiche, in particolare gli stimolanti ATS, sono responsabili di oltre il 70% dei casi, causando danni cerebrali permanenti e richiedendo lunghi processi di trattamento e riabilitazione. "Se manteniamo periodi di riabilitazione brevi, la legge non sarà in grado di stare al passo con la realtà, non disponendo degli strumenti necessari per proteggere sia i tossicodipendenti che la comunità", ha sottolineato il rappresentante.
Pertanto, prolungare la durata del trattamento per la dipendenza è necessario, ragionevole, coerente con le evidenze scientifiche e contribuisce a ridurre i tassi di ricaduta e a migliorare la qualità del trattamento.
Tuttavia, per garantire l'efficacia pratica di tale regolamento, i delegati di Hai Phong hanno proposto tre suggerimenti:
In primo luogo, per quanto riguarda la regolamentazione sull'estensione della durata della riabilitazione dalla tossicodipendenza, è necessario un maggiore investimento nelle strutture di riabilitazione (infrastrutture, personale di supporto psicologico, medici specialisti, programmi di riabilitazione comportamentale, ecc.) per garantire che coloro che si sottopongono a riabilitazione non vengano semplicemente "trattenuti più a lungo", ma ricevano effettivamente un trattamento secondo il protocollo corretto; altrimenti, l'estensione dei tempi rischia di trasformarsi in una forma di detenzione prolungata, risultando inefficace.
In secondo luogo, è necessario definire chiaramente le responsabilità delle province e delle città, soprattutto di quelle con un elevato numero di tossicodipendenti; senza un'adeguata rete di strutture di riabilitazione, sarà difficile attuare normative che prevedano periodi di trattamento più lunghi.
In terzo luogo, è necessario un meccanismo di monitoraggio indipendente per garantire che la riabilitazione obbligatoria non sostituisca completamente altre misure sociali.

Nel corso della discussione sulla durata della riabilitazione dalla tossicodipendenza, il delegato Nguyen Tam Hung (proveniente da Ho Chi Minh City) ha suggerito al comitato di redazione di valutare l'introduzione di un meccanismo di interconnessione delle cartelle cliniche elettroniche tra centri di riabilitazione, forze di polizia a livello comunale, strutture mediche e servizi di assistenza sociale. Ciò consentirebbe di affrontare in modo esaustivo l'attuale sistema di gestione frammentato, di monitorare in maniera completa il processo di trattamento e di ridurre il rischio di ricaduta.
Nel frattempo, il delegato Nguyen Hoang Uyen (delegazione di Tay Ninh) ha espresso preoccupazione per la riabilitazione volontaria dalla tossicodipendenza a domicilio e nella comunità (prevista dal punto a, comma 1, articolo 29). Recentemente, il modello di riabilitazione volontaria dalla tossicodipendenza a domicilio e nella comunità è stato implementato con due obiettivi principali: ampliare le forme di riabilitazione e garantire il diritto di scegliere i metodi di trattamento. Ciò dimostra l'aspetto umano del processo di recupero.

Tuttavia, le norme previste dal progetto di legge non rispecchiano accuratamente le caratteristiche specifiche di questa forma di riabilitazione. L'applicazione di tempistiche e procedure uniformi, analoghe a quelle della riabilitazione obbligatoria, riduce la flessibilità e non incentiva i tossicodipendenti a partecipare volontariamente.
Pertanto, i delegati della provincia di Tay Ninh hanno suggerito al comitato di redazione di valutare la possibilità di modificare il regolamento per distinguere chiaramente tra riabilitazione volontaria e obbligatoria; per la riabilitazione domiciliare e comunitaria, dovrebbero essere previsti tempi più brevi e procedure adeguate alle reali condizioni del tossicodipendente, della sua famiglia e delle autorità locali.
Allo stesso tempo, i delegati hanno suggerito la necessità di linee guida specifiche per le procedure di attuazione, che siano semplici, facili da applicare e non gravino eccessivamente sul livello comunale. Inoltre, per migliorare l'efficacia del modello di riabilitazione volontaria, è necessario integrare meccanismi di supporto professionale, monitoraggio medico e gestione delle cartelle cliniche, al fine di limitare le ricadute precoci dovute alla mancanza di supervisione e all'insufficienza di personale specializzato nelle strutture. Questi accorgimenti contribuiranno a far sì che il modello di riabilitazione volontaria svolga appieno il suo ruolo, si adatti alle realtà pratiche e incoraggi i tossicodipendenti a partecipare al trattamento in modo proattivo e duraturo.
Fonte: https://hanoimoi.vn/tang-thoi-han-cai-nghien-ma-tuy-la-can-thiet-724649.html








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