
Il signor Kevin Warsh. (Foto: The Straits Times/VNA)
Secondo quanto riportato dal New York Post il 17 maggio, l'ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke era considerato l'uomo che aveva compiuto un "miracolo" durante la crisi finanziaria del 2008 e del 2009, adottando misure senza precedenti per salvare il sistema bancario americano dal collasso. Ora, Kevin Warsh assume la presidenza della Fed in circostanze completamente diverse, ma altrettanto pericolose.
Durante la crisi finanziaria, Bernanke, insieme a figure come Tim Geithner, abbassò i tassi di interesse a livelli prossimi allo 0%, iniettò un'enorme liquidità nel sistema bancario e attuò una politica di "Quantitative Easing", che prevedeva la stampa di moneta per impedire agli Stati Uniti di ricadere in una nuova Grande Depressione come quella degli anni '30.
Queste politiche rimangono controverse ancora oggi. Molti sostengono che la Fed abbia salvato banche che sarebbero fallite in condizioni di libero mercato. Altri, invece, affermano che l'errore più grande sia stato quello di lasciare che Lehman Brothers crollasse. Inoltre, molti critici sostengono che l'eccessiva stampa di moneta abbia gettato le basi per la successiva inflazione e creato bolle speculative nel settore finanziario.
Bernanke, tuttavia, aveva allora una missione ben precisa: fare tutto il possibile per salvare l' economia americana da un'altra Grande Depressione.
Kevin Warsh inizia il suo mandato come presidente della Federal Reserve in un contesto completamente diverso. Mentre sotto la guida di Bernanke la Fed ha stampato moneta per anni, Warsh attualmente non gode di consenso nemmeno sui tagli dei tassi di interesse a breve termine, come richiesto dal presidente Donald Trump.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Jerome Powell, che si è recentemente dimesso dalla carica di presidente della Fed e si è ripetutamente scontrato con il presidente Trump, rimane nel consiglio dei governatori della Fed e ha diritto di voto sui tassi di interesse.
Powell ha dichiarato che non si sarebbe dimesso dal suo incarico finché non fosse stata risolta l'indagine sulla sua testimonianza davanti al Senato in merito al costo di costruzione della nuova sede della Federal Reserve.
Questa indagine è stata promossa dal presidente Trump e in precedenza aveva rallentato il processo di conferma di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve.
La politica sui tassi d'interesse di Kevin Warsh è diventata il punto focale del suo futuro. Sebbene Warsh voglia abbassare i tassi d'interesse per assecondare le richieste del presidente Trump, è da tempo noto come un "falco dell'inflazione", ovvero una persona estremamente intransigente in materia di inflazione.
Dopo aver lasciato la Federal Reserve nel 2011 ed essere diventato accademico, Warsh ha spesso criticato le politiche monetarie espansive dei presidenti della Fed Bernanke, Janet Yellen e Jerome Powell.
Ha sostenuto che il lungo periodo di politica monetaria a basso costo della Fed successivo alla crisi finanziaria ha contribuito alle attuali pressioni inflazionistiche.
In passato, Warsh ha esortato la Fed ad adottare una politica più "disciplinata" e a ridurre il suo enorme bilancio. Se possibile, Warsh auspica sia una riduzione dei tassi di interesse a breve termine, sia una progressiva vendita dei titoli obbligazionari detenuti dalla Fed per contrastare l'inflazione.
Tuttavia, la situazione attuale rende tutto ciò molto difficile. L'inflazione al consumo negli Stati Uniti ha appena raggiunto il 3,8% su base annua, il livello più alto da maggio 2023. Le ragioni principali sono il conflitto in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi dell'energia.
La scorsa settimana, i prezzi all'ingrosso sono aumentati ancora più rapidamente. Entro il 15 maggio, il mercato dei futures ha iniziato a scommettere sulla possibilità che la Fed debba aumentare i tassi di interesse entro la fine dell'anno, anziché ridurli come previsto in precedenza.
Tra gli aspetti positivi, l'economia statunitense rimane piuttosto solida. L'esplosione dell'intelligenza artificiale (IA) sta generando un'ondata di investimenti e nuovi posti di lavoro, soprattutto nei settori a manodopera specializzata legati alle infrastrutture per l'IA.
Molti ottimisti credono che il conflitto in Medio Oriente non durerà per sempre e che, una volta terminato, i prezzi dell'energia torneranno a scendere, contribuendo ad attenuare le pressioni inflazionistiche.
Tuttavia, molti nutrono scetticismo al riguardo. Il conflitto in Medio Oriente è ormai entrato nel suo terzo mese, mentre Teheran continua a inviare segnali contraddittori sul suo programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz.
Molti esperti temono che, se il prezzo del petrolio dovesse raggiungere i 200 dollari al barile, l'economia statunitense potrebbe precipitare in una situazione di "stagflazione", ovvero caratterizzata da inflazione elevata e crescita lenta, simile a quella degli anni '70.
In sintesi, il capo della banca centrale statunitense, Kevin Warsh, si trova attualmente ad affrontare uno dei compiti più difficili nella storia della Fed.
Fonte: https://vtv.vn/thach-thuc-doi-voi-tan-chu-tich-fed-kevin-warsh-100260518100409366.htm








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