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Il primo ministro australiano cerca "dolci ricompense" a Pechino.

Báo Quốc TếBáo Quốc Tế03/11/2023


Si prevede che la visita di Anthony Albanese a Pechino contribuirà a una più rapida ripresa delle relazioni bilaterali.
Thủ tướng Australia Anthony Albanese và Chủ tịch Trung Quốc Tập Cận Bình gặp gỡ bên lề Hội nghị thượng đỉnh G20 tại Bali, Indonesia ngày 15/11/2022. (Nguồn: Getty Images)
Il primo ministro australiano Anthony Albanese e il presidente cinese Xi Jinping si sono incontrati a margine del vertice del G20 a Bali, in Indonesia, il 15 novembre 2022. (Fonte: Getty Images)

Dal 4 al 7 novembre, il Primo Ministro australiano Anthony Albanese effettuerà una visita ufficiale in Cina. È previsto che incontri il suo omologo cinese Li Qiang e il Presidente Xi Jinping a Pechino, prima di partecipare alla China International Import Expo di Shanghai.

Tentativi di "scongelare"

Anthony Albanese diventerà quindi il primo Primo Ministro australiano a visitare la Cina dal 2016, anno in cui l'ex Primo Ministro Malcolm Turnbull incontrò il Presidente Xi Jinping al vertice del G20 di Hangzhou.

All'epoca, le relazioni bilaterali sembravano svilupparsi bene. Tuttavia, poco dopo, le agenzie di sicurezza e i media australiani iniziarono a esprimere preoccupazione per un'ondata di "interferenze straniere", in particolare da parte della Cina.

Sotto la guida dell'ex Primo Ministro Scott Morrison, la situazione si è fatta più seria, poiché il politico considerava il "confronto con la Cina" parte integrante della sua strategia politica. Un esempio lampante è l'iniziativa del Ministro degli Esteri australiano Marisa Payne, volta a posizionare Canberra tra le nazioni leader nel fare pressione e avviare un'indagine internazionale sulle origini della pandemia di Covid-19. Questa mossa è stata considerata una "linea rossa" per la Cina. Tale iniziativa ha provocato una dura reazione da parte di Pechino, con una serie di sanzioni e restrizioni su diverse merci e un congelamento del dialogo ad alto livello. I successivi tentativi dell'Australia di affrontare la sfida cinese hanno portato all'introduzione di ulteriori barriere commerciali, esacerbando le tensioni.

La situazione è migliorata gradualmente solo con l'arrivo al potere del signor Albanese. Durante questo periodo, la politica estera "calma e coerente" dell'Australia nei confronti della Cina ha contribuito a ridurre le tensioni. Le due parti hanno ripreso le visite ministeriali, in particolare tra i Ministeri del Commercio dei due Paesi, minimizzando le precedenti interruzioni degli scambi commerciali.

Il 10 aprile di quest'anno, con la mediazione dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), entrambe le parti hanno concordato che Pechino avrebbe "esaminato attentamente" i dazi imposti sull'orzo di Canberra. Quasi quattro mesi dopo, la Cina ha revocato i dazi sulla merce. Nello stesso mese, il Ministro del Commercio australiano Don Farrell ha annunciato che 55.000 tonnellate di orzo a prezzi di mercato erano arrivate in Cina.

Ancora più importante, il successo nell'eliminazione dei dazi sull'orzo ha aiutato l'Australia a sviluppare una procedura che potrebbe essere applicata ad altri prodotti soggetti a restrizioni simili da parte della Cina. In ottobre, Canberra ha avviato una procedura analoga per il vino, e presto potrebbe essere estesa anche all'aragosta e alla carne bovina.

In questo contesto, la visita di Anthony Albanese ha contribuito a facilitare il "disgelo" degli scambi ad alto livello, nonché i negoziati per risolvere le controversie commerciali. Ciò ha permesso al politico di continuare a perseguire vantaggi economici, portando a un ulteriore aumento delle esportazioni verso la Cina (203,25 miliardi di dollari australiani, equivalenti a 128,85 miliardi di dollari statunitensi, dall'inizio del 2023 ad agosto 2023).

Collaborare quando possibile, dissentire quando necessario.

Oltre all'economia e al commercio, anche la sicurezza e diverse altre questioni meritano attenzione. Prima della visita, la famiglia dello studioso australiano di origine cinese Yang Jun ha sollecitato il Primo Ministro albanese a chiederne il rilascio. Yang era detenuto con l'accusa di spionaggio dal 2019.

Le due parti potrebbero discutere del Trattato di sicurezza tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti (AUKUS). La scorsa settimana, il signor Albanese ha visitato gli Stati Uniti, incontrando il presidente Joe Biden e il nuovo presidente della Camera, Mike Johnson. Sottolineando la loro alleanza, entrambe le parti si sono impegnate a continuare a promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto.

In particolare, nonostante il caos che regnava alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Albanese è riuscito a incontrare oltre 60 legislatori, sia democratici che repubblicani, esortandoli ad approvare la bozza del trattato di sicurezza AUKUS entro la fine del 2023. Pechino si è fermamente opposta a questo accordo sui sottomarini nucleari. Non è chiaro se i leader cinesi solleveranno la questione con Albanese durante la sua prossima visita.

Tuttavia, la posizione di Joe Biden sull'alleanza tra Stati Uniti e Regno Unito, così come sulla visita del Primo Ministro australiano in Cina, è chiara. Il leader ha affermato: "Insieme al Regno Unito, noi (Stati Uniti e Australia) stiamo investendo per generazioni nella sicurezza condivisa". Riguardo alla visita di Albanese a Pechino, il Presidente Biden ha ribadito: "Sosteniamo pienamente e comprendiamo la volontà del Primo Ministro (australiano) di recarsi a Pechino e incontrare il Presidente Xi... Il dialogo con la Cina e il mantenimento dei canali di comunicazione sono estremamente importanti". Secondo il leader, "siamo in competizione strategica nella regione. Questa è la realtà in questa fase".

Da parte sua, il signor Albanese ha affermato di "riconoscere chiaramente" la sfida posta dalla Cina. Intervenendo a un ricevimento offerto dalla vicepresidente Kamala Harris e dal ministro degli Esteri Antony Blinken, ha sottolineato che Canberra si avvicinerà a Pechino con "pazienza, cautela e ponderazione": "Siamo due Paesi con storie, culture e sistemi politici profondamente diversi. L'Australia cerca sempre di cooperare con la Cina laddove possibile, di dissentire quando necessario e di continuare a impegnarsi, nel nostro migliore interesse". La sua prossima visita a Pechino sarà un'opportunità per dimostrare questo approccio.



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