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Tornare a casa dopo la tempesta

Guardando le notizie sulla tempesta, non riuscivo a dormire. Era stata annunciata come la tempesta più violenta degli ultimi anni, che si abbatteva sulla campagna dove sono nato. In città, la gente ne aveva sentito parlare solo attraverso il suono del telegiornale, attraverso freddi numeri: livello 12, raffiche fino a livello 15... Ma per me, quei numeri erano come pugnalate dritte nei miei ricordi, nel luogo dove sorgeva la mia vecchia casa, dove le file di alberi di betel si ergevano alte come sentinelle, e dove mia madre si chinava a spazzare il cortile ogni mattina.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng07/12/2025

L'auto si fermò in fondo al vicolo, una stradina familiare ora più deserta del solito, probabilmente tutti impegnati a ripulire dopo la tempesta. Camminai lentamente, osservando ogni tetto, ogni boschetto di bambù, ogni cespuglio di fiori selvatici come se tutto potesse svanire in un batter d'occhio. Quando finalmente vidi la mia casa, mi si riempirono gli occhi di lacrime. La vecchia casa era ancora lì, stranamente tranquilla. Il tetto di tegole grigie ricoperto di muschio era intatto, solo qualche foglia umida del baniano era sparsa sopra. Il portico, dove ero solita sedermi ad ascoltare la pioggia con mia madre, era ancora pulito, senza alcuna traccia della tempesta. L'albero di carambola nel cortile sul retro era ancora lì, sereno, con alcuni frutti gialli maturi che facevano capolino da dietro le foglie, quasi a sorridermi per darmi il benvenuto a casa.

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Foto: NHU KHUE

Appena la porta di legno si aprì, l'odore di muffa e di vecchio si mescolò al fumo d'incenso proveniente dall'altare ancestrale. Non potei fare a meno di commuovermi. Tutto era esattamente come l'avevo lasciato: la teiera scheggiata che mia madre teneva nell'angolo della cucina, la fotografia di mio nonno appesa al muro, il barattolo di riso appena raccolto coperto da un panno a fiori. Queste cose semplici sono introvabili in città. Qui, ogni oggetto sembrava portare con sé il respiro del tempo, custodendo ricordi e affetto. Mia madre uscì dalla cucina sul retro. I suoi capelli grigi erano spettinati per le notti insonni, le mani ancora tremanti per la fatica di mettere in sicurezza la casa. Ma il suo sorriso era radioso come sempre, un sorriso abbastanza forte da lenire tutte le ansie del mio cuore. Corsi ad abbracciarla. Nessuna parola potrebbe descrivere adeguatamente la sensazione di toccare qualcosa di così caro, qualcosa di apparentemente fragile eppure più duraturo di qualsiasi altra cosa.

Mia madre mi raccontò che durante la tempesta il vento ululava come se volesse abbattere il tetto, ma in qualche modo la casa era rimasta in piedi. "Dev'essere stata la protezione dei nostri antenati", disse, poi sorrise, con gli occhi lucidi di lacrime. Guardai fuori in giardino; le ultime gocce di pioggia brillavano al sole del tardo pomeriggio. Ogni raggio di luce illuminava le tegole del tetto, facendolo sembrare come se avesse indossato un nuovo abito, scintillante di speranza. Tutto mi sembrava familiare, come una fiaba con me come protagonista. Non importava quanto lontano viaggiassi, non importava quanto vivaci diventassero le strade della città, non riuscivo mai più a ritrovare quella sensazione: la sensazione di appartenere a un luogo. La casa era rimasta immutata; solo io ero cresciuta, mi ero allontanata sempre di più e poi avevo ritrovato la strada per tornare.

Ho capito che, sebbene le tempeste possano abbattere alberi, spazzare via raccolti e case, non possono intaccare i ricordi, i sentimenti e l'attaccamento che le persone provano per la propria terra. Una casa non è solo un riparo. È una parte della mia anima, il luogo dove imparo a rialzarmi dopo ogni tempesta della vita. Quella notte, mi sono sdraiato nella mia vecchia stanza, ascoltando il vento fischiare in giardino. Non c'era più tempesta, solo il dolce tepore che emanava dalle mura tranquille. Sapevo che domani, tornando in città, avrei dovuto ricordare che, dopo ogni tempesta, la mia città natale mi aspettava ancora, intatta, non importa quanto la vita mi avesse messo alla prova; avevo sempre un posto in cui tornare.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/ve-nha-sau-bao-post827311.html


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