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Le diffuse pressioni di vendita hanno causato un calo di oltre 52 punti dell'indice VN.

Il 12 dicembre, la borsa ha registrato un raro e brusco calo, il peggiore delle ultime settimane, con il rosso che ha dominato quasi l'intero tabellone, trascinando l'indice VN-Index ben al di sotto della soglia dei 1.650 punti. Un clima di cautela ha prevalso dall'inizio alla fine delle contrattazioni, riflettendo l'apprensione degli investitori di fronte a una serie di fattori sfavorevoli, dagli sviluppi internazionali ai deflussi di capitali esteri.

Báo Tin TứcBáo Tin Tức12/12/2025

I settori finanziario e immobiliare hanno guidato il declino.

Alla chiusura delle contrattazioni del 12 dicembre, l'indice VN si attestava a 1.646,89 punti, in calo di 52,01 punti, pari al 3,06%. Questo calo è stato interpretato dagli osservatori come la continuazione della correzione iniziata all'inizio di dicembre. Anche alla Borsa di Hanoi , l'indice HNX ha registrato un calo del 2,26%, chiudendo a 250,09 punti. L'indice UPCoM ha subito una flessione dell'1,3%. La liquidità totale del mercato ha superato i 27.400 miliardi di VND, indicando un flusso di capitali continuo, ma in gran parte determinato da vendite intense.

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Il 12 dicembre la borsa ha subito un forte calo, con il rosso che si è diffuso su tutto il tabellone elettronico. (Screenshot)

Fin dall'inizio della seduta, il grafico di mercato ha mostrato una forte inclinazione ribassista. L'indice è rapidamente sceso dal livello di 1.690 punti e i tentativi di recupero sporadici nel corso della giornata non sono stati sufficienti a compensare la forte pressione di presa di profitto sui titoli a grande capitalizzazione. Alla chiusura della seduta, il rosso ha dominato completamente, con oltre 600 titoli in ribasso, molti dei quali con cali significativi del 5-7%.

I titoli del settore finanziario e bancario, che nei mesi precedenti avevano svolto un ruolo di supporto per l'indice, sono diventati il ​​fulcro di questo calo. Il VIX ha perso il 6,84%, il VPB il 5,68%, il TCB il 4,19%, il CTG il 4,25% e il VND addirittura il 5,91%. La pressione di vendita non si è concentrata solo sul settore bancario, ma si è estesa anche alle società di intermediazione mobiliare, assicurative e di servizi finanziari, contribuendo in modo determinante al calo maggiore dell'indice VN in questo settore.

I titoli immobiliari hanno continuato la loro forte flessione, riflettendo la prolungata debolezza iniziata alla fine del terzo trimestre. VHM ha perso il 6,92%, CEO l'8,68%, VRE il 6,95% e DXG il 6,94%. In un mercato privo di informazioni positive e con flussi di capitale cauti, il settore immobiliare è diventato più sensibile alla volatilità, soprattutto dopo una serie di riprese non sostenibili.

Non solo il settore finanziario e quello immobiliare, ma anche la maggior parte degli altri settori hanno registrato cali. I servizi al consumo sono diminuiti del 6,52%, il calo più marcato della giornata. Hardware e attrezzature, commercio, energia e beni industriali hanno tutti registrato cali tra il 3% e il 5%. Telecomunicazioni e alimentari e bevande hanno visto cali più contenuti, ma non sono comunque riusciti a mantenere una performance positiva.

Il numero di titoli in rialzo è stato molto limitato e insufficiente a fornire un supporto psicologico significativo. Alcuni titoli, come PNJ e BMP, hanno registrato lievi guadagni, ma i bassi volumi di scambio hanno fatto sì che il loro impatto sull'indice fosse pressoché trascurabile.

Uno dei punti salienti della seduta è stato il persistente elevato livello di vendite nette da parte degli investitori stranieri. I dati di mercato mostrano che i capitali esteri hanno venduto centinaia di miliardi di dong netti sulla Borsa di Ho Chi Minh, concentrandosi su titoli a grande capitalizzazione come VIC, VCB,ACB e diverse altre azioni bancarie. Solo VIC ha registrato vendite nette per quasi 183 miliardi di dong, diventando il titolo con l'impatto più negativo sui portafogli di trading degli investitori stranieri.

Il trend di ritiro di capitali dal mercato vietnamita è proseguito dalla fine del terzo trimestre e la seduta di negoziazione del 12 dicembre ha ulteriormente dimostrato che questa pressione non si è arrestata. Le continue vendite nette da parte degli investitori stranieri hanno reso più cauti molti investitori nazionali, soprattutto perché i titoli blue-chip, che rappresentano il nucleo del mercato, sono i più colpiti.

Al contrario, alcuni titoli come HPG, VRE e SSI hanno registrato acquisti netti, ma il volume degli acquisti è stato relativamente basso rispetto al volume delle vendite e insufficiente a creare un trend equilibrato.

A fronte degli sviluppi internazionali, si sta diffondendo un sentimento di cautela.

Il forte calo del mercato vietnamita si è verificato in un contesto di notevole volatilità sui mercati globali. Le azioni statunitensi e molti mercati asiatici hanno registrato cali generalizzati la notte precedente, influenzando il sentiment degli investitori a livello nazionale. Il panorama economico globale rimane incerto a causa dell'inflazione, dei tassi di interesse e del commercio internazionale, il che porta a una tendenza alla contrazione dei flussi di capitale e alla ricerca di beni rifugio.

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I prezzi delle azioni sono fortemente influenzati dalle transazioni degli investitori stranieri. (Screenshot)

In Vietnam, molte società finanziarie ritengono che il mercato stia entrando in una naturale fase di correzione dopo il precedente forte rally. La perdita della soglia dei 1.700 punti da parte del VN-Index nella seduta precedente è vista come un segnale di un indebolimento a breve termine. Nel frattempo, i nuovi afflussi di capitali non si sono ancora manifestati in modo sufficientemente consistente, lasciando il mercato privo di supporto di fronte alla pressione di vendita del 12 dicembre.

Un altro fattore che ha smorzato le aspettative degli investitori è stato il forte calo registrato nel primo giorno di quotazione da alcuni nuovi titoli, in particolare da alcuni del settore finanziario dopo la loro IPO. Questo sviluppo ha creato una percezione di rischio più elevata, soprattutto per coloro che cercavano opportunità nei titoli di nuova quotazione.

Nonostante il forte calo del mercato, molti esperti ritengono che questa potrebbe essere una correzione necessaria per riequilibrare domanda e offerta. La fascia tra 1.630 e 1.650 punti è considerata un'importante zona di supporto, dove la domanda potrebbe delinearsi con maggiore chiarezza qualora il sentiment si stabilizzasse. Tuttavia, i flussi di capitali esteri rimangono una fonte di preoccupazione. Se le vendite nette dovessero proseguire, gli investitori nazionali avrebbero difficoltà a creare autonomamente un supporto duraturo.

Per gli investitori a breve termine, l'utilizzo di una leva finanziaria elevata durante periodi di forte volatilità del mercato può aumentare il rischio. Gli investitori a medio-lungo termine, invece, tendono a osservare più a lungo per rivalutare la capacità di ripresa dell'azienda all'inizio di un nuovo ciclo economico.

La seduta del 12 dicembre si è chiusa con diversi segnali negativi, ma ha anche mostrato un graduale ritorno del mercato a una fase di maggiore cautela dopo un periodo di rapida crescita. L'andamento delle prossime sedute dipenderà dalla capacità dei capitali di tornare a investire nei titoli blue-chip, dalla stabilità dei mercati internazionali e dall'attività di trading degli investitori esteri. Se il sentiment dovesse rafforzarsi, l'indice VN-Index potrebbe trovare un equilibrio prima di delineare un trend più chiaro entro la fine del mese.

Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/ap-luc-ban-lan-rong-vnindex-mat-hon-52-diem-20251212151615415.htm


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