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(Parte 3) Molte difficoltà ostacolano i "progressi rapidi"

VHO - Dietro modelli relativamente efficaci, la digitalizzazione dei siti del patrimonio culturale si scontra ancora con una serie di "colli di bottiglia" che impediscono al processo di implementazione di soddisfare le aspettative.

Báo Văn HóaBáo Văn Hóa11/05/2026

(Parte 3) Molte difficoltà ostacolano i
La trasformazione digitale dei siti del patrimonio culturale dovrebbe iniziare con soluzioni semplici e adeguate alle capacità attuali.

Dalle infrastrutture alle risorse umane, dai finanziamenti ai meccanismi operativi e alla condivisione dei dati, tutto converge verso un'unica realtà: l'ostacolo maggiore non è solo la tecnologia, ma l'approccio e lo stile di gestione.

Questi "colli di bottiglia" stanno rallentando il processo.

La Decisione n. 611/QD-TTg del Presidente del Consiglio sulla trasformazione digitale nel settore culturale entro il 2030, con una visione al 2045, ha fissato obiettivi molto chiari per la trasformazione digitale del settore culturale entro il 2030: il 100% dei settori disporrà di una piattaforma digitale comune, il 100% dei dati relativi al patrimonio culturale sarà standardizzato e condiviso e l'80% dei siti del patrimonio culturale avrà un identificativo digitale… Si tratta di obiettivi innovativi, che aprono grandi aspettative per la formazione di un moderno ecosistema digitale del patrimonio culturale.

Tuttavia, basandosi sull'applicazione pratica in molti musei, siti storici e località, il divario tra l'obiettivo e la realtà rimane piuttosto ampio. Secondo il signor Nguyen Anh Minh, direttore del Museo delle Belle Arti del Vietnam, la difficoltà principale risiede nell'infrastruttura tecnica. Molti dispositivi tecnologici non sono ancora sincronizzati, mentre le tecnologie moderne come la digitalizzazione 3D, la realtà virtuale e l'intelligenza artificiale richiedono investimenti molto ingenti.

Inoltre, la mancanza di software specializzato per la gestione dei contenuti digitali crea notevoli ostacoli all'archiviazione, alla sicurezza e alla sincronizzazione dei dati. Un secondo collo di bottiglia è rappresentato dalle risorse umane. La forza lavoro attuale è in gran parte formata su metodi tradizionali e non ha familiarità con l'ambiente digitale. Allo stesso tempo, la digitalizzazione del patrimonio richiede persone che possiedano sia una profonda conoscenza del patrimonio stesso sia competenza tecnologica e nella comunicazione digitale. Si tratta di una lacuna che non sarà facile da colmare a breve termine.

Anche i finanziamenti e i meccanismi finanziari rappresentano un ostacolo significativo. Molte organizzazioni che implementano la digitalizzazione si affidano principalmente a progetti a breve termine, non disponendo di budget stabili per la manutenzione e l'aggiornamento dei propri sistemi. Sebbene i modelli socializzati abbiano del potenziale, mancano di meccanismi di cooperazione a lungo termine, il che può causare interruzioni al termine del progetto.

Un altro problema rilevante riguarda i dati. Molti enti dispongono ancora di sistemi di dati "chiusi", restii alla condivisione o all'interconnessione delle informazioni. Ciò contrasta con lo spirito della trasformazione digitale, dove il massimo valore può essere creato solo attraverso la connettività. Inoltre, anche la questione del diritto d'autore e della proprietà dei dati digitali presenta numerose sfide. Come ha sottolineato il signor Nguyen Anh Minh, alcuni prodotti creati da partner esterni implicano che i musei non abbiano il pieno controllo sui dati, limitandone così lo sfruttamento a lungo termine, soprattutto a fini commerciali.

Dal punto di vista della gestione statale, la signora Pham Thi Lan Anh, responsabile del Dipartimento per la Gestione del Patrimonio (Dipartimento della Cultura e dello Sport di Hanoi ), ritiene che una delle ragioni principali per cui la digitalizzazione non ha fatto rapidi progressi sia dovuta a una comprensione incompleta del concetto. "Molte persone equiparano ancora la digitalizzazione del patrimonio allo scattare fotografie documentarie o al convertire documenti cartacei in formato digitale. Questo è solo l'inizio e non riflette accuratamente la vera natura della digitalizzazione", ha sottolineato la signora Lan Anh.

Secondo la signora Lan Anh, la digitalizzazione del patrimonio deve essere un processo sincronizzato, che parta dall'inventario, dalla raccolta e standardizzazione dei dati, dalla costruzione di database, fino all'applicazione della tecnologia per creare nuove forme di espressione e metodi di trasmissione. L'obiettivo finale non è solo la conservazione, ma aiutare il patrimonio a "vivere" nella vita contemporanea. Questo approccio incompleto ha portato a una situazione in cui in alcuni luoghi la digitalizzazione del patrimonio è vista come una moda, privilegiando la forma alla sostanza. I dati vengono creati ma non utilizzati in modo efficace, non collegati alle esigenze del pubblico o delle industrie culturali.

In realtà, se ci concentriamo solo sulla "digitalizzazione a scopo di archiviazione", il patrimonio culturale rimarrà "congelato" nello spazio digitale. Al contrario, se inserito in una strategia complessiva, il patrimonio può diventare una risorsa per l'innovazione, la formazione , il turismo e molti altri settori. Uno dei maggiori ostacoli odierni è la mancanza di risorse umane interdisciplinari.

Come ha osservato il signor Nguyen Anh Minh, la creazione di un team capace di connettere belle arti, tecnologia e media è un fattore chiave per il funzionamento efficace del sistema digitale. Questo aspetto è stato sottolineato anche dalla signora Pham Thi Lan Anh, che ha illustrato tre soluzioni fondamentali per promuovere la digitalizzazione del patrimonio culturale: la creazione di un database standardizzato; l'investimento in infrastrutture tecnologiche legate allo sviluppo delle risorse umane; e il miglioramento del meccanismo di coordinamento tra le parti interessate.

In questo contesto, l'elemento di "coordinamento" assume particolare importanza. Senza la collaborazione tra enti di gestione, unità specializzate, aziende tecnologiche e comunità creativa, i prodotti digitalizzati faticheranno a raggiungere la qualità e la scalabilità. La realtà attuale dimostra che nel settore del patrimonio culturale molti progetti di digitalizzazione vengono ancora realizzati individualmente, privi di interconnessione all'interno di un ecosistema di dati unificato, il che porta a duplicazioni, sprechi di risorse e difficoltà nella creazione di valore aggiunto sostenibile.

Molti musei, siti storici e archivi creano i propri database digitali, tour 3D, guide automatizzate o applicazioni di realtà virtuale secondo standard proprietari, rendendo difficile la connessione e la condivisione dei dati. I turisti che visitano i siti storici in molte località sono ancora costretti a utilizzare diverse piattaforme, con conseguente mancanza di un'esperienza uniforme.

Nel frattempo, gli stessi tipi di documenti, come decreti reali, documenti sino-vietnamiti, reperti archeologici o dati relativi al patrimonio immateriale, possono essere digitalizzati ripetutamente da numerose entità a causa della mancanza di un database condiviso. Molti progetti, inoltre, si limitano alla "scansione e all'archiviazione" e non sono collegati all'istruzione, al turismo o alle industrie creative, pertanto i dati, una volta completati, non vengono utilizzati in modo efficace.

Alcune località hanno investito ingenti risorse in tecnologie AR/VR, codici QR e spazi espositivi digitali, ma mancano di una connettività standardizzata, il che porta ogni luogo ad avere la propria applicazione e il proprio sistema operativo. In particolare, i dati relativi al patrimonio culturale non sono ancora profondamente integrati con le piattaforme di turismo digitale, le mappe interattive o gli ecosistemi promozionali internazionali. Ciò dimostra che la digitalizzazione del patrimonio non può limitarsi al semplice inserimento dei dati nell'ambiente digitale, ma richiede una strategia globale per costruire un ecosistema interconnesso e sincronizzato, in grado di essere sfruttato a lungo termine per creare nuovo valore per la cultura, il turismo e le industrie creative.

(Articolo 3) Molte difficoltà ostacolano i
I dati relativi al patrimonio culturale non sono ancora pienamente integrati con le piattaforme digitali per il turismo.

È necessario un nuovo approccio.

Basandosi sull'esperienza pratica, il signor Nguyen Anh Minh ha suggerito di iniziare con soluzioni semplici e adatte alle capacità attuali, come i codici QR, i video introduttivi e le mappe interattive, anziché inseguire tecnologie complesse ma difficili da utilizzare. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la cooperazione con le aziende tecnologiche nazionali per garantire una gestione proattiva dei dati e dei diritti di proprietà intellettuale.

Questo rappresenta anche un modo per costruire un ecosistema digitale sostenibile, evitando la dipendenza da partner esterni. A livello politico, il completamento tempestivo del quadro giuridico, dei meccanismi finanziari e delle normative in materia di proprietà intellettuale è un prerequisito per promuovere la digitalizzazione del patrimonio.

Nel frattempo, la signora Pham Thi Lan Anh ha sottolineato l'importanza di costruire un sistema di database standardizzato che garantisca l'interoperabilità. Questo rappresenta la "spina dorsale" dell'intero processo di digitalizzazione. La digitalizzazione del patrimonio è un processo a lungo termine che richiede perseveranza e investimenti sistematici. Il patrimonio è in continua evoluzione, quindi la digitalizzazione non è un punto di arrivo, ma un percorso continuo.

In questo processo, una corretta definizione delle priorità del patrimonio – dal patrimonio a rischio e rappresentativo a quello con potenziale di sviluppo di nuovi prodotti – contribuirà a ottimizzare le risorse e a migliorare l'efficienza. Ancora più importante, il patrimonio non dovrebbe essere considerato solo come "ricordi" da preservare, ma come una risorsa che può contribuire direttamente allo sviluppo economico e sociale.

(Continua )

Fonte: https://baovanhoa.vn/van-hoa/bai-3-nhieu-cai-kho-dang-bo-di-nhanh-226742.html


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