Il prezzo del Bitcoin è schizzato da 100.000 a 106.000 dollari la mattina del 24 giugno (ora del Vietnam), prima di stabilizzarsi e oscillare attualmente intorno ai 105.000 dollari/BTC. Questo sviluppo segna una significativa ripresa, dopo che la criptovaluta più grande al mondo era scesa sotto i 98.500 dollari il 22 giugno.
La ripresa si è verificata in un contesto di allentamento delle tensioni di mercato, seguito all'inattesa dichiarazione dell'ex presidente statunitense Donald Trump su un "cessate il fuoco globale" tra Israele e Iran. Allo stesso tempo, anche le aspettative di un imminente passaggio della Federal Reserve (Fed) a una politica monetaria più accomodante hanno contribuito a sostenere il mercato.
Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che Teheran era pronta a interrompere gli attacchi se Israele avesse cessato i raid aerei entro le 4:00 del mattino, ora locale, dello stesso giorno.
In precedenza, l'Iran aveva condannato fermamente le azioni militari statunitensi e minacciato una dura risposta. Alcune fonti avevano indicato che Teheran avrebbe potuto valutare la chiusura dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima di particolare importanza per il trasporto globale di petrolio. Questo rischio ha causato un'impennata dei prezzi del petrolio greggio il 24 giugno.
L'aumento dei prezzi del petrolio ha inoltre sollevato preoccupazioni in merito all'inflazione energetica, che potrebbe mantenere elevati i tassi di interesse globali più a lungo.

Il prezzo del Bitcoin sale vertiginosamente (Immagine: Binance).
Sebbene le criptovalute non siano direttamente influenzate dalle fluttuazioni economiche tradizionali, data la loro natura speculativa, il mercato rimane altamente sensibile ai cambiamenti nel sentiment degli investitori in risposta alle situazioni geopolitiche .
La scorsa settimana, le dichiarazioni restrittive della Fed hanno esercitato pressione anche sul mercato valutario, alimentando i timori che i tassi di interesse negli Stati Uniti rimangano elevati più a lungo. I dati della società di analisi Kaiko mostrano che nelle ultime settimane il Bitcoin ha mostrato una correlazione sempre più forte con l'indice azionario Nasdaq.
Questo sviluppo suggerisce che il bitcoin viene ora considerato dagli investitori come un asset speculativo, sensibile ai tassi di interesse e ai rischi economici, simile ai titoli tecnologici, piuttosto che come un "bene rifugio" contro le fluttuazioni inflazionistiche, come inizialmente previsto.
La forte ripresa del Bitcoin ha alimentato le speculazioni secondo cui la criptovaluta potrebbe continuare la sua tendenza al rialzo, raggiungendo potenzialmente i 110.000 dollari. Tuttavia, molti investitori rimangono cauti riguardo alla possibilità che i rischi geopolitici possano ripresentarsi in qualsiasi momento.
Secondo gli esperti, il calo del 4,4% del Bitcoin nelle ultime 12 ore non è insolito, visti i trend storici. Solo negli ultimi 30 giorni, il mercato ha registrato almeno tre correzioni di entità simile. Un altro fattore a sostegno del mercato è la crescente aspettativa che la Federal Reserve riduca presto i tassi di interesse per supportare l'economia.
Gli analisti ritengono che scommettere su un livello di prezzo a breve termine di 110.000 dollari, basandosi unicamente sulla speranza di un cessate il fuoco in Medio Oriente, possa essere prematuro. Tuttavia, la rapida ripresa del Bitcoin fino a 100.000 dollari è una chiara dimostrazione che la domanda da parte degli investitori istituzionali rimane forte, anche se il mondo si trova ad affrontare una significativa incertezza geopolitica e rischi macroeconomici.
Fonte: https://dantri.com.vn/kinh-doanh/bitcoin-tang-dung-dung-sau-cu-soc-chien-su-trung-dong-20250624173313306.htm







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