
Il rapporto incrementale capitale-prodotto (ICOR) dovrebbe essere reso pubblico per tutti i settori, le province e le città. (Nella foto: la linea 1 della metropolitana Ben Thanh - Suoi Tien è uno dei progetti di investimento pubblico della città - Foto: TTD)
Un rapporto su diverse questioni nuove e importanti contenute nei documenti preliminari presentati di recente al XIV Congresso del Partito ha fissato l'obiettivo di mantenere l'indice ICOR intorno a 4,5, il che significa che sono necessari 4,5 dong di capitale d'investimento per generare 1 dong di PIL aggiuntivo.
In un'intervista al quotidiano Tuoi Tre, il professor Mac Quoc Anh , direttore dell'Istituto di Economia e Sviluppo Aziendale, ha fornito maggiori dettagli sulla natura dell'ICOR e sulle soluzioni per migliorare questo indice al fine di ottenere una crescita rapida e sostenibile.
Una forma di "dimenticanza"?
* Signore, il rapporto incrementale capitale-output (ICOR) è considerato una "misura dell'efficienza del capitale", ma ultimamente è stato raramente menzionato nei rapporti sullo sviluppo?
- L'ICOR (Incremental Capital Output Ratio, rapporto incrementale capitale-output) riflette l'efficienza del capitale investito, ovvero quanto capitale è necessario per generare un'unità aggiuntiva di PIL. Si tratta di un indicatore fondamentale che aiuta i responsabili politici a valutare la qualità della crescita, non solo il tasso di crescita. Tuttavia, per molti anni, l'ICOR è stato quasi "dimenticato" nei rapporti sulla crescita a livello locale, principalmente per tre motivi.
Innanzitutto, la mentalità di sviluppo continua a privilegiare la quantità rispetto alla qualità. Molte amministrazioni locali utilizzano ancora il "capitale totale investito e registrato", la "dimensione del progetto" e il "budget totale erogato" come indicatori di successo, mentre l'efficienza nell'utilizzo del capitale non viene monitorata attentamente.
In secondo luogo, manca un meccanismo unificato per la misurazione e la pubblicazione periodica dell'ICOR. Attualmente, questo indice viene calcolato principalmente a livello nazionale dall'Ufficio Generale di Statistica, mentre a livello locale o settoriale i dati disponibili sono limitati. Pertanto, l'ICOR non è diventato uno strumento di monitoraggio obbligatorio nel processo di investimento pubblico e privato.
In terzo luogo, il sistema di investimento rimane frammentato e privo di trasparenza. Senza pratiche standardizzate di gestione dei progetti e l'applicazione della tecnologia digitale per il monitoraggio dell'efficienza del capitale, misurare con precisione l'ICOR è pressoché impossibile.
Di conseguenza, nel periodo 2016-2020, il Vietnam ha registrato un ICOR medio di circa 6,1, molto più alto di quello di molti paesi ASEAN (Thailandia intorno a 4, Malesia intorno a 3,5). Ciò significa che dobbiamo spendere più capitale per ottenere la stessa unità di crescita, segno che l'efficienza degli investimenti non è commisurata alle risorse impiegate.
* I documenti preliminari presentati al XIV Congresso del Partito fissano l'obiettivo di mantenere un ICOR intorno a 4,5. A suo parere, questo livello è raggiungibile?
- È assolutamente fattibile, ma richiede un cambiamento radicale di mentalità e di metodi di investimento.
Per raggiungere questo livello, sono necessari tre prerequisiti. In primo luogo, una maggiore produttività del lavoro e una migliore qualità degli investimenti. Attualmente, secondo i dati della Banca Asiatica di Sviluppo (ADB) per il 2024, la produttività del lavoro in Vietnam è solo circa il 60% di quella della Thailandia e il 45% di quella della Malesia. Quando la produttività è bassa, l'ICOR (Indice di Costo del Lavoro) sarà sempre elevato, perché la stessa quantità di capitale deve "sopportare" costi maggiori per produrre il bene.
In secondo luogo, ridurre la dispersione degli investimenti, soprattutto in quelli pubblici. In terzo luogo, promuovere la digitalizzazione dei processi di investimento e applicare tecnologie di gestione dei progetti, dalla fase di preparazione dell'investimento al monitoraggio dell'erogazione. Quando sono disponibili dati standardizzati e trasparenti, è possibile misurare con precisione l'efficienza dell'utilizzo del capitale.
La divulgazione pubblica dell'indice ICOR migliora il monitoraggio.
* A tuo parere, è necessario divulgare pubblicamente l'indice ICOR per ogni settore e per ogni località?
- Questo dovrebbe essere fatto come un passo avanti nella riforma della trasparenza di bilancio e dell'efficienza degli investimenti pubblici. Credo che la pubblicazione dell'ICOR per settore o per località abbia tre distinti impatti positivi.
In primo luogo, crea pressione per la trasparenza e una sana concorrenza tra le località. Quando l'ICOR viene reso pubblico, le località che mantengono una bassa efficienza degli investimenti e generano più PIL con la stessa quantità di capitale saranno riconosciute e attireranno maggiori investimenti.
In secondo luogo, aiuta gli investitori e le imprese private ad avere più dati per prendere decisioni, evitando di investire in settori inefficienti o con elevati costi di capitale.
In terzo luogo, supporta gli enti centrali nel monitorare la qualità della spesa pubblica e degli investimenti privati in modo più efficiente, evitando sprechi di risorse.
Naturalmente, affinché ciò sia fattibile, il metodo di calcolo dell'ICOR deve essere standardizzato per ogni tipologia di investimento, evitando confronti iniqui tra infrastrutture (ingenti capitali, lunghi periodi di ammortamento) e servizi o tecnologie (ingenti capitali, rapido ritorno sull'investimento). Il Ministero delle Finanze potrebbe essere incaricato di guidare e coordinare, insieme alla Corte dei Conti, l'istituzione di un sistema di pubblicazione periodica.
* Per raggiungere una crescita superiore al 10% annuo nel periodo 2026-2030 e massimizzare l'efficienza degli investimenti, su quali industrie o settori dovrebbe concentrare i propri capitali il Vietnam?
Per raggiungere sia una crescita rapida che un basso ICOR, il Vietnam deve riorientare la propria strategia di investimento verso quattro aree chiave.
Innanzitutto, c'è la tecnologia: l'innovazione, l'intelligenza artificiale e i dati digitali. Questo settore ha un forte effetto a cascata, contribuendo ad aumentare la produttività dell'intera economia. Investire un dollaro nella trasformazione digitale può far risparmiare dai tre ai quattro dollari in costi operativi, secondo le stime della Banca Mondiale.
In secondo luogo, vi sono l'economia verde e le energie rinnovabili. Queste non solo apportano valore economico, ma aiutano anche il Vietnam a conformarsi ai principi del CBAM, dell'ESG e all'impegno per le emissioni zero entro il 2050, espandendo così le esportazioni verso i mercati dell'UE, degli Stati Uniti e del Giappone.
In terzo luogo, vi sono le infrastrutture logistiche e le zone di sviluppo strategico. Lo sviluppo di cinture e corridoi logistici che collegano il Nord, il Centro e il Sud, i depositi container interni (ICD) e le filiere di approvvigionamento verdi contribuiscono a ridurre i costi logistici (che attualmente rappresentano il 16-18% del PIL, quasi il doppio rispetto a Singapore).
Il quarto elemento è la formazione professionale e le scienze applicate. Questo è il fondamento della produttività del lavoro, un fattore che incide direttamente sull'ICOR (Indice di redditività del lavoro). Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, nei prossimi cinque anni il Vietnam dovrà affrontare una carenza di oltre 3 milioni di lavoratori con competenze nelle tecnologie digitali e verdi.
Fonte: https://tuoitre.vn/can-minh-bach-chi-so-icor-20251103090155885.htm








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