
Nei primi giorni di contrattazione del 2026, tutti gli indici azionari cinesi hanno registrato un forte rialzo.
Nel mercato azionario cinese, durante la prima settimana di contrattazioni successiva alle festività di Capodanno, l'indice azionario cinese ha superato la soglia dei 4.000 punti, nonostante gli sviluppi geopolitici in Venezuela abbiano avuto un certo impatto sui mercati azionari globali in generale e su quello cinese in particolare.
Nei primi giorni di contrattazione del 2026, tutti gli indici azionari cinesi hanno registrato un'impennata. L'indice Shanghai Composite, in particolare, ha superato quota 4.000 punti per la prima volta da metà novembre dello scorso anno. La forza trainante di questa crescita è stata principalmente rappresentata dai titoli del settore dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale (IA). Un sottoindice che monitora l'industria dei semiconduttori è salito del 5,6%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre mesi, mentre un altro indice legato all'IA ha registrato un aumento del 3,2%.
A seguito degli sviluppi in Venezuela, gli investitori hanno teso a vendere le azioni delle compagnie petrolifere e del gas cinesi, temendo i rischi degli investimenti cinesi nel Paese. Le azioni di PetroChina, CNOOC e Sinopec hanno chiuso tutte ai minimi.
Tuttavia, il sentiment di mercato rimane sostenuto dalle aspettative relative a una serie di politiche annunciate di recente dalla Banca Popolare Cinese (PBOC) in occasione della sua conferenza annuale di lavoro per il 2026, conclusasi pochi giorni fa.
La Banca Popolare Cinese (PBOC) ridurrà il coefficiente di riserva obbligatoria e i tassi di interesse per mantenere un'ampia liquidità, continuando al contempo ad attuare una politica monetaria accomodante, con l'obiettivo di garantire che la finanza sostenga con forza una crescita economica stabile e uno sviluppo di alta qualità nel primo anno del 15° Piano quinquennale.
Fonte: https://vtv.vn/chung-khoan-trung-quoc-vuot-moc-4000-diem-100260109183744108.htm







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