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La storia di come la professione si è trasformata in cinema: restano ancora molti interrogativi.

Il team che ha realizzato il film "My Child Tells Me" riconosce che portare l'arte circense sul grande schermo è una sfida importante: come trasmettere appieno la suspense e la tensione intrinseche a questa forma d'arte, esprimendo al contempo gli aspetti metaforici del percorso di crescita del personaggio.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng30/01/2026

Quando il circo arriva sullo schermo.

Secondo il direttore creativo Tran Thanh Huy, sebbene la struttura di "My Son Tells His Father" sia stata sviluppata nel 2021, il regista Do Quoc Trung ha avuto l'idea di integrare l'arte circense nel film solo all'inizio del 2023. Questa idea è nata dalle sue esperienze personali, avendo assistito a innumerevoli storie dietro le quinte di un circo. Lì, gli artisti circensi affrontano pericoli quotidiani durante gli allenamenti e gli spettacoli. "Ho pensato che, se avessimo inserito questo tema nel contesto del film, il rapporto tra un padre che deve trovare il modo di salvarsi la vita ogni giorno e un figlio che non si fa scrupoli a farsi male avrebbe offerto molti spunti interessanti da esplorare", ha dichiarato il regista Do Quoc Trung.

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Le arti circensi vengono ricreate in "Mio figlio mi racconta una storia".

Durante il periodo di preparazione, il regista e le squadre di professionisti hanno visitato il circo numerose volte per osservare personalmente ogni minimo dettaglio: dal trucco e dalla preparazione degli oggetti di scena ai momenti in cui gli artisti circensi affrontavano le proprie paure. Per garantire l'autenticità, molti artisti circensi professionisti sono stati invitati a partecipare come istruttori e consulenti. L'esperto di circo Phan Chi Thanh ha impartito direttamente le sue competenze agli artisti, che non avevano mai camminato su una fune prima di allora.

La natura unica delle performance circensi presenti nel film ha rappresentato una sfida significativa per il cast. L'attore Kieu Minh Tuan ha dichiarato che, per calarsi completamente nel ruolo, ha dovuto perdere quasi 30 kg ed eseguire personalmente la maggior parte delle scene pericolose, ricorrendo raramente a controfigure.

L'attore Quoc Khanh ha dovuto più volte reprimere la nausea durante le scene in cui si dondolava su una corda e si appendeva a testa in giù. Anche Le Loc, pur essendo inizialmente piuttosto sicuro di sé grazie alla sua buona forma fisica, è impallidito durante la prima prova e ha persino pensato di rinunciare.

Essendo stato il primo film a portare l'arte circense sul grande schermo, l'aspetto più memorabile di "Mio figlio mi racconta una storia" non sono solo le spettacolari scene circensi. La professione del funambolo, un lavoro che richiede un equilibrio assoluto, dove ogni passo è una sfida tra la vita e la morte, viene utilizzata come simbolo metaforico del viaggio del padre e del figlio nel film: fragile, rischioso, ma anche pieno di coraggio.

C'è ancora molto spazio.

Nel 2025, il cinema vietnamita ha prodotto oltre 40 film. Tuttavia, il numero di pellicole che menzionavano o raffiguravano professioni reali si contava sulle dita di una mano. Alcuni esempi includono: l'autista di ambulanza in "Yin Yang Road"; il creatore di videogiochi in "The Generation of Miracles"; lo streamer in "Closing the Deal"; l'addetto all'obitorio in "Finding the Corpse: Headless Ghost"; e la guida turistica in "Falling in Love with My Best Friend"... Tuttavia, in questi film, le professioni dei personaggi svolgevano principalmente un ruolo di sfondo, conferendo alla narrazione un'atmosfera scialba, se non addirittura superficiale.

Ad esempio, in "The Generation of Miracles", il personaggio di Tien viene presentato come un game designer, ma la sua rappresentazione si basa principalmente su descrizioni verbali, prive di dettagli professionali convincenti. Allo stesso modo, in "The Deal", sebbene i produttori abbiano abilmente portato sullo schermo una professione "di tendenza", molti punti della trama risultano poco realistici. In precedenza, il cinema vietnamita aveva già proposto due film che esploravano gli aspetti nascosti del livestreaming, dei KOL (Key Opinion Leader) e dei social media – "Live: Live Streaming" e "Fanti" – ma i dettagli professionali erano solo aneddotici e non sufficientemente convincenti.

Portare le professioni sullo schermo presenta almeno due sfide: come rappresentare accuratamente la natura della professione in modo che il pubblico ci creda, e come collegarla in modo fluido alla trama. Molte troupe cinematografiche si sono impegnate per superare questa sfida. Il regista Hoang Tuan Cuong ha raccontato che la storia di "Yin Yang Road" è ispirata a veri autisti di ambulanze. Allo stesso modo, per partecipare a "Ma Da", l'attrice Viet Huong ha dovuto imparare a nuotare, immergersi e documentarsi sulla realtà del lavoro di chi recupera i cadaveri.

Portare le professioni sullo schermo è un ambito promettente per il cinema vietnamita. Tuttavia, solo quando i registi supereranno la visione delle professioni come mero "sfondo" e le integreranno nei percorsi di vita dei personaggi, le storie acquisiranno sufficiente profondità e forza persuasiva.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/chuyen-nghe-len-phim-van-nhieu-tran-tro-post836048.html


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