I principali indici azionari tecnologici statunitensi hanno registrato un forte calo alla chiusura delle contrattazioni del 3 settembre (ora locale), con le azioni di Nvidia che hanno perso 279 miliardi di dollari. Questa notizia ha innescato un brusco calo di titoli analoghi in Europa e in Asia.
In attesa di tagli dei tassi di interesse da parte della Fed.
Il prezzo delle azioni di Nvidia, la multinazionale tecnologica statunitense, è crollato del 9,5% alla chiusura delle contrattazioni del 3 settembre (ora locale), registrando il calo giornaliero più marcato di sempre per la capitalizzazione di mercato di un'azienda statunitense. Questo crollo del prezzo delle azioni di Nvidia ha fatto seguito a un'ondata di vendite nel settore tecnologico, in quanto gli investitori hanno espresso dubbi sulle prospettive di sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) e sul potenziale ritorno degli investimenti in questo campo. A seguito di questo sviluppo, Nvidia ha perso 279 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Nelle ultime settimane, lo scetticismo degli investitori sulla possibilità di recuperare gli investimenti nelle principali aziende tecnologiche si è esteso anche alle società più preziose di Wall Street. Le azioni dell'iShares Semiconductor Fund sono scese del 7,6%, mentre quelle di Intel, Marvell Technology e Micron hanno registrato cali di almeno l'8%. I titoli tecnologici a grande capitalizzazione hanno subito ribassi generalizzati, con Apple, Meta Platforms, Amazon, Alphabet e Microsoft (MSFT) che hanno perso valore.
Ad agosto, le azioni statunitensi hanno registrato un'impennata, grazie all'attenuarsi delle preoccupazioni degli investitori sullo stato di salute dell'economia e alla crescente aspettativa di un imminente taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Tuttavia, questa tendenza si è invertita all'inizio di settembre, nel primo giorno di contrattazioni dopo la festività del Labor Day (2 settembre). Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha accennato a un possibile taglio dei tassi, forse già nella riunione di settembre, aggiungendo però che i dati economici statunitensi in uscita il 6 settembre avrebbero influenzato le decisioni relative al ritmo e all'entità dei tagli.
Di conseguenza, le borse europee e asiatiche hanno subito un calo.
Influenzati dagli Stati Uniti, anche i mercati azionari europei hanno aperto in ribasso il 4 settembre. L'indice paneuropeo Stoxx 600 ha perso l'1,1% nelle prime contrattazioni, con cali in tutti i settori. I titoli tecnologici hanno ceduto il 2,5%, mentre quelli del settore automobilistico e bancario hanno registrato un calo dell'1,3%. In Asia, secondo il Japan Times, le azioni giapponesi hanno subito il calo più marcato in un mese. L'indice Nikkei 225, che raggruppa le blue-chip, è crollato del 4,7%, il calo maggiore dal -12% del 5 agosto. L'indice generale Topix giapponese ha perso il 3,7%. Anche i titoli tecnologici in Corea del Sud, India, Thailandia e Indonesia hanno registrato ribassi il 4 settembre.
Secondo Tomoichiro Kubota, analista di mercato senior presso Matsui Securities, il rally del mercato azionario guidato dall'intelligenza artificiale si è concluso e gli attuali sviluppi del mercato destano preoccupazione per una possibile recessione economica. Inoltre, sono riemerse le preoccupazioni per l'aumento dei costi di finanziamento in Giappone dopo che il governatore della Banca del Giappone (BOJ), Kazuo Ueda, ha ribadito che la BOJ continuerà ad aumentare i tassi di interesse se l'economia e i prezzi si comporteranno come previsto. Le dichiarazioni di Ueda hanno contribuito a mantenere lo yen in rialzo dell'1% rispetto al dollaro statunitense. Alcuni analisti considerano questo calo del mercato azionario una reazione temporanea piuttosto che l'inizio di una nuova crisi.
Compilato da KHANH MINH
Fonte: https://www.sggp.org.vn/co-phieu-cong-nghe-toan-cau-giam-manh-post757238.html








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