Il signor Vu Thanh Tu Anh, responsabile del team di ricerca per il Rapporto economico annuale 2025 del Delta del Mekong, ha sottolineato che il Delta del Mekong si trova ad affrontare un'enorme responsabilità con risorse relativamente limitate. Allo stesso tempo, le imprese della regione operano in un mercato globale sempre più frammentato e la competizione geopolitica e geoeconomica si fa sempre più complessa. Nuove instabilità e rischi aumentano i costi aziendali e creano maggiore pressione sulle imprese. In particolare, la transizione ecologica non è più un'opzione, ma un requisito imprescindibile. Standard come CBAM e ESG stanno gradualmente diventando "passaporti" per le imprese che desiderano accedere a mercati più ampi. Ciò dimostra che il vecchio modello di crescita basato sullo sfruttamento delle risorse, sulla manodopera a basso costo e su processi produttivi poco elaborati ha raggiunto i suoi limiti. Se non si trasformeranno in tempo, le imprese del Delta del Mekong rischiano di diventare "vittime" delle forti fluttuazioni dell'economia globale.
Il professore associato Ho Sy Hung, presidente della Camera di Commercio e Industria del Vietnam (VCCI), ha affermato che il problema preoccupante non è solo il forte calo del numero di imprese, ma anche la "carenza di medie imprese". Ben l'87,8% delle imprese nella regione sono microimprese, mentre il numero di medie imprese – le "locomotive" che guidano la catena del valore – è molto ridotto. Ciò rende difficile per molte imprese crescere, partecipare attivamente al mercato internazionale e generare un effetto a catena sull'economia locale.
Il Rapporto economico annuale 2025 per la regione del Delta del Mekong evidenzia una serie di ostacoli che frenano lo sviluppo delle imprese nella regione, come infrastrutture logistiche inadeguate, costi di trasporto elevati, carenza di manodopera qualificata, difficoltà di accesso ai capitali per la trasformazione produttiva, scarsa capacità di attrarre investimenti diretti esteri (IDE) e limitati collegamenti nella catena del valore. Attualmente, i costi logistici rappresentano il 20-25% dei costi di produzione; circa il 70% delle merci esportate dalla regione deve ancora transitare attraverso Ho Chi Minh City e la regione sud-orientale.
Nel 2025, il Delta del Mekong attrarrà meno di 1 miliardo di dollari di investimenti diretti esteri (IDE), pari a circa il 2,45% del totale degli IDE dell'intero Paese. Attualmente, la regione conta solo 374 imprese con IDE operative, la densità più bassa di imprese con IDE a livello nazionale. Nel frattempo, un'indagine della Camera di Commercio e Industria del Vietnam (VCCI) mostra che la difficoltà maggiore per le imprese oggi non è più la mancanza di capitali, bensì il mercato. Ben il 60,2% delle imprese ritiene che trovare clienti sia la sfida più grande, a testimonianza del calo del potere d'acquisto e della domanda dei consumatori.
Il ruolo centrale del nuovo modello di crescita
Secondo il signor Ho Sy Hung, la svolta per il Delta del Mekong entro il 2030 non consisterà nell'aumentare la produzione di riso, pesce o frutta, bensì nella capacità di creare un ecosistema imprenditoriale integrato che comprenda agricoltura, trasformazione, logistica, finanza e tecnologia, in grado di competere in un contesto economico verde e digitalizzato.
Per raggiungere tale obiettivo, il Ministero delle Finanze propone di proseguire con riforme incisive delle istituzioni e del contesto imprenditoriale, in linea con lo spirito della Risoluzione 68-NQ/TW del Politburo sullo sviluppo dell'economia privata; passando da una mentalità basata su "richieste e sovvenzioni" a una basata su "creatività e servizi", ponendo le imprese al centro del processo di riforma. Al contempo, è necessario garantire pari accesso a risorse quali capitali, terreni, dati, tecnologia e risorse umane altamente qualificate.
La signora Dang Mai Kim Ngan, vicedirettrice generale per gli affari fiscali e legali di Deloitte Consulting, ritiene che per attrarre investimenti in modo più efficace, le autorità locali debbano pianificare in modo trasparente, creare una "mappa degli investimenti" regolarmente aggiornata e posizionare il Delta del Mekong come centro nazionale per la trasformazione e la logistica agricola. Inoltre, è necessario sviluppare risorse umane altamente qualificate, promuovere la trasformazione digitale, supportare le imprese nell'innovazione e creare aziende leader nella catena di approvvigionamento. In particolare, è fondamentale creare le condizioni per la formazione di un maggior numero di medie imprese, una forza in grado di guidare la catena di approvvigionamento, collegare agricoltori e cooperative al mercato e consentire ai prodotti locali di partecipare più attivamente alla catena del valore globale.
Nei primi mesi del 2026 sono emersi segnali positivi: il numero di nuove imprese costituite nel Delta del Mekong è aumentato di oltre il 78%, il capitale sociale di oltre il 23% e il numero di imprese che hanno ripreso l'attività è cresciuto di quasi il 12%. Questo fa ben sperare in una nuova fase di sviluppo, in cui le imprese diventeranno la vera forza trainante della crescita economica della regione.
Gli esperti ritengono che, affinché il Delta del Mekong raggiunga uno sviluppo rivoluzionario nel prossimo futuro, sia necessario un ecosistema imprenditoriale sufficientemente solido per organizzare produzione, trasformazione, logistica, commercio e innovazione. Quando le imprese saranno al centro del nuovo modello di crescita, i vantaggi agricoli e delle risorse della regione potranno essere trasformati in valore aggiunto e crescita sostenibile.
Testo e foto: NAM HUONG
Fonte: https://baocantho.com.vn/dinh-vi-lai-dong-luc-phat-trien-kinh-te-vung-dbscl-a205961.html









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