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Turismo oscuro: una forma di turismo spesso fraintesa dal punto di vista etico.

Việt NamViệt Nam17/03/2025

Il turismo oscuro porta i visitatori in luoghi di tragedie passate, spesso frainteso come morbosa curiosità o ossessione per la morte.

I luoghi che sono stati teatro di tragedie, come la centrale nucleare di Chernobyl, Hiroshima o i campi di sterminio in Cambogia, attraggono migliaia di turisti ogni anno.

Visitare questi luoghi si chiama turismo oscuro.

Questa tendenza ha lasciato perplessi molti ricercatori e turisti tradizionali. Si chiedono perché così tante persone siano attratte da luoghi associati a un passato doloroso anziché godersi una vacanza al mare.

Il dottor Philip Stone, fondatore dell'Institute of Dark Tourism Research (iDTR) presso l'Università del Central Lancashire, nel Regno Unito, afferma che il turismo oscuro ruota principalmente attorno alla commemorazione dei defunti attraverso musei, mostre, memoriali e siti storici. Alcuni esempi famosi di questo tipo di turismo includono il sito del genocidio di Tuol Sleng in Cambogia, una famigerata prigione sotto il regime dei Khmer Rossi; Hiroshima e Nagasaki, entrambe bombardate con bombe atomiche nel 1945; la foresta dei suicidi di Aokigahara; e l'isola di Hashima, una città fantasma abbandonata dopo il crollo dell'industria carbonifera giapponese.

Nella "città fantasma" di Pripyat, a Chernobyl, i cani vagano liberamente. Foto: Dimitar Dilkoff/Agence France-Presse

Ogni visitatore ha le proprie ragioni per partecipare a questo tipo di attività. Alcuni desiderano confrontarsi con il dolore del passato, mentre altri sono semplicemente curiosi e desiderosi di approfondire la storia. Vedere di persona i resti delle vittime nel campo di concentramento di Auschwitz o leggere i nomi di coloro che sono scomparsi al Memoriale dell'11 settembre può aiutarli a comprendere più a fondo le perdite subite nel corso della storia.

Tuttavia, il turismo legato alla cultura afroamericana non solo evoca tragedie, ma solleva anche interrogativi su come la società ricorda il passato e commemora gli eventi dolorosi. Non tutti condividono questa tendenza, temendo che i luoghi tragici possano essere commercializzati. Alcuni paesi, inoltre, limitano la promozione di immagini associate a ricordi dolorosi.

Nonostante la sua crescente popolarità, il turismo oscuro è ancora frainteso sotto molti aspetti. Un'idea sbagliata è che i turisti siano attratti dalla morte e dal dolore. Il dottor Duncan Light, esperto di gestione del turismo presso la Bournemouth University (Regno Unito), afferma che gli studi dimostrano che la maggior parte dei turisti che visitano i siti storici non lo fa per morbosa curiosità, ma per conoscere, commemorare eventi tragici o rendere omaggio alle vittime. Molti visitano questi luoghi anche per entrare in contatto con i propri cari defunti o per esplorare la propria identità nazionale.

"Nessuno di questi motivi è in realtà sinistro", ha affermato il dottor Light.

Filmati di persone che si sono suicidate nella foresta di Aokigahara. Foto: Rob Gilhooly

Il turismo afroamericano viene spesso confuso con altri tipi di turismo, come il turismo nei quartieri poveri (visitando aree degradate), il turismo di guerra (visitando zone di conflitto in corso) o il turismo pericoloso (partecipando ad attività rischiose come l'esplorazione di grotte).

Secondo Dark-Tourism, una guida online al turismo oscuro, esistono molti preconcetti su questo tipo di turismo. In sostanza, il turismo oscuro è un approccio "consapevole e rispettoso" alla storia, che aiuta le persone a comprendere meglio gli aspetti più oscuri del passato senza abbellire o sensazionalizzare gli eventi.

Una delle questioni più controverse è il confine tra commemorazione e commercializzazione. Il dottor Stone sostiene che, sebbene i visitatori non si trovino a confrontarsi direttamente con la morte, sono comunque esposti a storie di perdita. Questo può portarli a riflettere sulla propria finitezza.

Turisti al Museo del Genocidio di Tuol Sleng, Cambogia. Foto: Britannica

Tuttavia, i turisti non sempre mostrano rispetto per i siti storici. Si sono verificati diversi episodi controversi in cui turisti si sono scattati selfie o hanno posato in modo inappropriato nel campo di concentramento di Auschwitz. Questo tipo di turismo scoraggia tali comportamenti irrispettosi. Musei, memoriali e siti storici si propongono di essere luoghi della memoria, che aiutano le persone a confrontarsi con il passato e a trarne insegnamenti per il futuro.

Secondo la dottoressa Stone, il turismo afroamericano è una forma complessa di turismo, che possiede un valore sia storico che educativo , pur essendo al contempo oggetto di controversie etiche e di governance. Nonostante incomprensioni e opinioni contrastanti, questa tendenza continua ad attrarre viaggiatori da tutto il mondo, poiché le persone sono costantemente alla ricerca di modi per connettersi con il passato e riflettere sul significato della vita.


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