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Non lasciamo che la cultura... perda slancio!

VHO - L'adozione di un modello di governo a due livelli, a seguito della fusione delle unità amministrative, pone numerose sfide alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale.

Báo Văn HóaBáo Văn Hóa01/08/2025

In questo contesto, è necessaria un'adeguata strategia di gestione per impedire che queste regioni culturalmente ricche si trasformino in "pianure" culturali all'interno del nuovo sistema amministrativo.

Nel corso del processo di riorganizzazione amministrativa, in tutto il paese sono state attuate delle fusioni tra enti locali. Il modello di governo a due livelli (provincia - comune/quartiere/distretto) contribuisce a snellire l'apparato amministrativo e a ridurre le spese di bilancio.

Non lasciate che la cultura... perda slancio! - immagine 1
La cultura indigena contribuisce a rafforzare l'identità regionale dopo la fusione.

Tuttavia, l'abolizione del livello distrettuale comporta la scomparsa di dipartimenti specializzati, tra cui il Dipartimento distrettuale per la cultura e l'informazione, con conseguente carenza di personale addetto al monitoraggio diretto del patrimonio culturale a livello locale.

Nelle zone montuose e nelle regioni abitate da minoranze etniche, dove si concentrano numerosi siti di pregio culturale, sia materiali che immateriali, sta emergendo gradualmente una "lacuna" nella gestione.

In molti luoghi, gli operatori culturali a livello comunale sono responsabili di molteplici aree e mancano di competenze approfondite, mentre i dipartimenti a livello provinciale faticano a coprire in modo esaustivo le vaste e culturalmente diverse aree geografiche.

In realtà, la gestione del patrimonio non si limita alla conservazione dei manufatti o alla registrazione delle festività. Si tratta di una lunga catena di attività, che va dall'identificazione dei valori, alla trasmissione delle conoscenze, alla loro promozione, fino al collegamento con i mezzi di sussistenza, il turismo e la formazione delle giovani generazioni.

In assenza di un organismo sufficientemente competente per attuare direttamente queste iniziative a livello locale, il rischio di perdita del patrimonio, in particolare del patrimonio immateriale come la lingua, le conoscenze popolari, i rituali e l'artigianato tradizionale, è inevitabile.

Per evitare di trascurare le aree culturalmente svantaggiate, è necessaria una soluzione globale per la riprogettazione dell'apparato culturale dopo la fusione. Una proposta avanzata da molti esperti è quella di istituire un Centro regionale o intercomunale per la gestione del patrimonio, con il supporto professionale della provincia, coordinandosi in modo flessibile con artigiani e persone esperte di cultura locale.

Occorre porre l'accento sulla formazione di funzionari culturali locali specializzati nella conservazione del patrimonio, soprattutto nei comuni montani e nelle regioni abitate da minoranze etniche. Invece di affidare ai funzionari culturali (兼任) responsabilità aggiuntive, come quelle di accoglienza e amministrative, le loro responsabilità per la conservazione della cultura indigena dovrebbero essere chiaramente definite, in collaborazione con la comunità, per mantenere vive le tradizioni nella vita quotidiana.

Inoltre, è urgente riprogettare il sistema di bilancio culturale. L'allocazione delle risorse dovrebbe concentrarsi sulle località con un'alta concentrazione di siti di interesse storico-culturale ma prive delle condizioni necessarie per la loro conservazione.

Al contempo, è necessario ampliare il meccanismo di mobilitazione sociale, incoraggiando le organizzazioni non governative e le imprese a collaborare con la popolazione nei programmi di "recupero" del patrimonio culturale.

Un'esigenza strategica attuale è quella di integrare gli elementi culturali nel sistema di governo a due livelli. Il patrimonio non dovrebbe essere visto semplicemente come "ciò che è vecchio e che va conservato", ma come una componente dinamica dello sviluppo sostenibile.

Pertanto, tutti i piani di pianificazione, sviluppo infrastrutturale e sviluppo turistico nelle località accorpate devono includere il punto di vista della comunità culturale.

Nel lungo periodo, le fusioni e le ristrutturazioni amministrative dovrebbero essere accompagnate da una strategia nazionale per la tutela del patrimonio post-fusione, che tenga conto dei cambiamenti nell'apparato amministrativo e delle specificità locali.

In questo contesto, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo deve assumere un ruolo guida nello sviluppo di un quadro giuridico chiaro e nella standardizzazione dei processi di gestione del patrimonio, soprattutto in assenza di una gestione a livello distrettuale.

È inoltre necessario istituzionalizzare il coinvolgimento della comunità, in particolare degli artigiani locali, degli anziani e dei giovani amanti della cultura del territorio, attraverso politiche che sostengano, premino e riconoscano il loro ruolo.

La cultura tradizionale non può essere preservata unicamente attraverso certificati di tutela del patrimonio; deve continuare a vivere all'interno della comunità, cosa che può essere garantita solo attraverso una cura e un investimento autentici.

Dalla ristrutturazione del governo alla ristrutturazione della mentalità di gestione del patrimonio, i due percorsi sono inseparabili. Impedire che le aree di interesse storico-culturale si trasformino in "zone degradate" a seguito di accorpamenti è una responsabilità condivisa dall'intera società, con l'obiettivo di preservare l'identità, la memoria e l'anima di ogni regione nel flusso dello sviluppo nazionale.

Fonte: https://baovanhoa.vn/van-hoa/dung-de-van-hoa-hut-hoi-157903.html


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