
L'UE sta valutando la possibilità di ridurre le tasse sull'energia.
Il 22 aprile, la Commissione europea adotterà un documento programmatico che delineerà le azioni da intraprendere per mitigare l'impatto degli alti prezzi dei carburanti su imprese e consumatori. Il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz durante la guerra in Iran ha acuito le preoccupazioni relative alla persistenza di prezzi energetici elevati.
Sebbene la dipendenza dell'Unione Europea (UE) dalle forniture provenienti dal Medio Oriente sia limitata, la sua forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili rende la regione vulnerabile agli shock dei prezzi globali.
Il 13 aprile, i prezzi standard del gas naturale in Europa sono aumentati dell'8,5%, il 48% in più rispetto ai livelli pre-conflitto, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l'avvio di un blocco totale dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, i prezzi del petrolio Brent sono aumentati del 41% dall'inizio del conflitto quest'anno.
La questione dei prezzi dell'energia è diventata una priorità assoluta nell'agenda politica dell'UE, a causa delle preoccupazioni per il calo di competitività della regione rispetto a Cina e Stati Uniti. Il piano della Commissione europea sarà annunciato il giorno prima di una riunione informale dei leader europei, che ha sollecitato l'esecutivo ad adottare misure per alleviare l'onere dei costi energetici per l'industria.
Tuttavia, la Commissione europea si trova ad affrontare una sfida, poiché la maggior parte degli Stati membri sta perseguendo soluzioni nazionali separate, adattate alle proprie esigenze economiche e politiche interne. Invece di imporre cambiamenti, gli strumenti a disposizione della Commissione europea mirerebbero a un approccio coordinato per evitare di alimentare l'inflazione e i deficit di bilancio, garantendo al contempo che la regione prosegua il suo percorso verso la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Dall'inizio della guerra in Iran, i 22 Stati membri dell'UE hanno attuato oltre 120 misure per un costo totale di oltre 9 miliardi di euro (equivalenti a 10,5 miliardi di dollari), secondo un rapporto dell'Istituto Jacques Delors. Questa cifra non include gli ulteriori 13 miliardi di euro sostenuti a causa dell'aumento del prezzo dei combustibili fossili importati.
Il mese scorso, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha segnalato che le misure a breve termine sono solo temporanee e mirate e che l'UE deve affrontare rapidamente i fattori strutturali che causano gli elevati prezzi dell'energia, concentrandosi sul settore elettrico. I prossimi provvedimenti includeranno il miglioramento della capacità delle infrastrutture di rete e la riduzione delle tariffe di rete.
Inoltre, la Commissione europea introdurrà anche misure per ridurre le tasse sull'elettricità ed eliminare alcune sovrattasse, in modo da garantire che l'elettricità goda di un trattamento fiscale più favorevole rispetto ai combustibili fossili.
Fonte: https://vtv.vn/eu-can-nhac-viec-giam-thue-nang-luong-100260414095822764.htm








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