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L'UE sta per lanciare un sistema di verifica dell'età online.

L'Unione Europea si sta preparando ad implementare nelle prossime settimane uno strumento di verifica dell'età per gli utenti di internet al fine di proteggere i minori, ma si trova ad affrontare preoccupazioni in materia di privacy.

Hà Nội MớiHà Nội Mới18/04/2026

L'Unione Europea si sta preparando a introdurre strumenti di verifica dell'età per limitare l'accesso dei minori a contenuti online inappropriati. Foto: Nirandfar
L'Unione Europea si sta preparando a introdurre strumenti di verifica dell'età per limitare l'accesso dei minori a contenuti online inappropriati. Foto: Nirandfar

Intervenendo alla presentazione del nuovo strumento la scorsa settimana a Bruxelles, in Belgio, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che le principali piattaforme tecnologiche "non hanno più alcun motivo" per non verificare l'età degli utenti prima di consentire l'accesso a contenuti riservati come pornografia o gioco d'azzardo, e in futuro forse anche ai social media.

Questa iniziativa giunge mentre i leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer, stanno intensificando la pressione sulle piattaforme dei social media affinché riducano i rischi per la salute mentale e fisica degli utenti, in particolare degli adolescenti.

Si prevede che Macron terrà colloqui con i leader europei e con Ursula von der Leyen per promuovere misure volte a limitare l'uso dei social media da parte dei minori.

Secondo la Commissione europea, il nuovo strumento consentirà agli utenti di verificare la propria età prima di accedere a servizi con restrizioni. Se ampiamente implementato, gli utenti di Internet in Europa, compresi i visitatori provenienti dall'estero, potrebbero dover verificare la propria età per utilizzare questi servizi.

Le applicazioni di verifica dell'età non sono obbligatorie per le piattaforme, ma sono considerate una soluzione preferibile. Se le aziende scelgono altre opzioni, devono dimostrare un livello di efficacia equivalente.

Per mitigare i problemi di privacy, il sistema utilizza una tecnologia di "prova non divulgativa", che verifica soltanto se un utente soddisfa la soglia di età senza rivelare dati personali.

L'applicazione offrirà tre metodi di verifica: passaporto, carta d'identità nazionale e un codice QR verificato da una terza parte fidata, come una banca o una scuola. Il sistema memorizza solo lo stato di età (maggiore di 13, 15 o 18 anni), non dati personali dettagliati.

Tuttavia, il piano sta suscitando critiche da parte delle organizzazioni per la tutela della privacy. Thomas Lohninger, CEO di Epicenter.works (Austria), sostiene che collegare l'identità digitale alla verifica dell'età potrebbe comportare il rischio di sorveglianza degli utenti.

Ha sostenuto che il sistema non era ancora pronto per funzionare e ha esortato l'UE a concentrarsi sull'applicazione delle normative esistenti piuttosto che sullo sviluppo di nuovi strumenti.

Simeon de Brouwer dell'organizzazione europea per i diritti digitali sostiene che l'Europa non ha prestato sufficiente attenzione ad altri diritti digitali, come la libertà di espressione e l'accesso all'informazione, soprattutto per i bambini e gli adulti.

Rand Hammoud, direttore della sicurezza presso il Centro per la democrazia e la tecnologia in Europa, ha commentato: "Il piano non offre garanzie sufficienti in materia di protezione dei dati e anonimato, soprattutto per i gruppi vulnerabili come giornalisti, attivisti per i diritti umani o rifugiati".

Ha inoltre sollevato dubbi sull'accessibilità dei dati da parte dei governi e delle agenzie dell'UE.

Secondo la Commissione europea, sette paesi – Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Irlanda e Spagna – svilupperanno le proprie applicazioni e dovrebbero lanciarle entro la fine di quest'anno.

Tuttavia, il sistema può ancora essere aggirato tramite una rete privata virtuale (VPN) poiché utilizza gli indirizzi IP (Internet Protocol) per determinare la posizione dell'utente.

La signora von der Leyen ha affermato che un gruppo di esperti sta elaborando raccomandazioni politiche e prevede di presentarle quest'estate.

Ha sottolineato: "Educare i figli è responsabilità dei genitori, non delle piattaforme", e ha aggiunto che la tecnologia potrebbe essere pronta per l'implementazione in un futuro prossimo.

Fonte: https://hanoimoi.vn/eu-sap-trien-khai-xac-minh-do-tuoi-truc-tuyen-745793.html


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