
Dalle economie di scala alla pressione dei nuovi standard
Il Regolamento UE sulle esportazioni di caffè (EUDR) richiede che i prodotti di caffè importati dimostrino di non aver causato deforestazione dopo il 31 dicembre 2020, garantendo la legalità del terreno e la tracciabilità di ogni singolo appezzamento. L'esportazione di caffè richiede non solo un prodotto delizioso e di alta qualità, ma anche una chiara "tracciabilità" dalla piantagione al porto. Nel frattempo, l'intera provincia conta solo 435 ettari di piantagioni di caffè con codici di area di coltivazione registrati, un numero esiguo rispetto agli oltre 328.000 ettari attualmente in produzione.
Al di là della semplice assegnazione di codici alle aree di piantagione, la sfida maggiore consiste nella creazione e nell'unificazione di un database forestale aggiornato al 31 dicembre 2020, la base giuridica più importante per dimostrare che non si è verificata alcuna deforestazione. Attualmente, la provincia deve rivedere e standardizzare le mappe forestali in base ai nuovi confini amministrativi e necessita anche di immagini telerilevate di alta qualità per il confronto. Si tratta di un compito complesso e costoso, che richiede gli sforzi coordinati di molti settori e il supporto del governo centrale e delle organizzazioni internazionali. Nel frattempo, la produzione di caffè a Lam Dong si basa principalmente su circa 220.000 famiglie di agricoltori, per lo più piccoli produttori. La raccolta di dati GPS e poligonali per ogni appezzamento, la guida degli agricoltori nella dichiarazione delle informazioni e l'aggiornamento del sistema di tracciabilità... è un'impresa enorme che non può essere completata solo con sforzi amministrativi.
Dal punto di vista commerciale, la signora Trinh Thi Thanh, direttrice di un'azienda di acquisto ed esportazione di caffè nel distretto di Nam Gia Nghia, ha affermato che, subito dopo la diffusione del regolamento UE contro la deforestazione, l'azienda ha esaminato proattivamente l'intera area di approvvigionamento delle materie prime e ha implementato diverse soluzioni per soddisfare i nuovi requisiti del mercato europeo. Tuttavia, la realtà produttiva presenta numerose sfide, poiché la maggior parte delle piantagioni di caffè sono di piccole dimensioni e consociate con molte altre piante, il che rende la registrazione dei codici di area di coltivazione e la creazione di un sistema di tracciabilità un processo lungo e oneroso. Le imprese necessitano urgentemente di un maggiore supporto da parte degli enti statali preposti alla gestione, in particolare per quanto riguarda la fornitura di linee guida unificate su procedure, dati forestali e meccanismi di verifica della conformità al regolamento UE sulla deforestazione, al fine di ridurre rischi e costi per le imprese e gli agricoltori.
Il test non è destinato solo agli agricoltori.
La provincia di Lam Dong ha gettato solide basi per una produzione di caffè sostenibile. Attualmente, quasi 119.000 ettari di piantagioni di caffè nella provincia hanno ottenuto le certificazioni VietGAP, 4C, UTZ, Rainforest e biologica, formando 65 filiere che coinvolgono oltre 29.000 famiglie di agricoltori e decine di imprese e cooperative. I modelli di consociazione del caffè con alberi da frutto e colture industriali, che coprono circa 60.000 ettari, non solo aumentano il reddito, ma sono anche in linea con i principi ecologici, riducendo la pressione sulle risorse del suolo e delle foreste.
Tuttavia, la certificazione di sostenibilità e i collegamenti con la catena di approvvigionamento sono solo condizioni necessarie. Il Regolamento UE sui prodotti agricoli (EUDR) richiede un livello di trasparenza più elevato, maggiori dettagli e un rispetto legale più rigoroso. Se le imprese non riescono a implementare un sistema di tracciabilità sincronizzato, se le autorità locali non hanno una chiara comprensione dello stato attuale dei terreni e delle foreste e se agli agricoltori non vengono fornite indicazioni specifiche, il rischio di essere esclusi dal mercato UE è molto concreto. Secondo la tabella di marcia, le grandi imprese dovranno conformarsi all'EUDR entro il 31 dicembre 2025, mentre le piccole e microimprese entro il 30 giugno 2026.
Al contrario, il Regolamento UE sulle materie prime (EUDR) potrebbe diventare un potente impulso per una profonda ristrutturazione dell'industria del caffè di Lam Dong. Aree di approvvigionamento ben organizzate, con dati completi e rispetto degli standard ambientali, godranno di un netto vantaggio nelle negoziazioni di prezzo e di mercato. Gli enti statali preposti alla gestione creano il quadro giuridico e i dati di base, le imprese investono proattivamente in sistemi di tracciabilità e collaborano con i coltivatori, mentre questi ultimi devono modificare le proprie abitudini produttive, registrare e divulgare le informazioni in modo trasparente.
Fonte: https://baolamdong.vn/eudr-thu-thach-nganh-ca-phe-lam-dong-426243.html








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