Nella seconda settimana di aprile (6-10 aprile), il mercato dell'argento ha registrato segnali di ripresa sia sul mercato interno che su quello internazionale; tuttavia, la tendenza generale ha continuato a mostrare una certa incertezza di fronte a diversi importanti fattori macroeconomici, in particolare l'inflazione e la politica monetaria.

I prezzi dell'argento si sono ripresi in modo significativo, con un trend positivo a lungo termine ma prospettive a breve termine altalenanti. Foto: Thai Manh
Le pressioni inflazionistiche e i fattori geopolitici stanno guidando questa tendenza.
Secondo un rapporto del gruppo Phu Quy Gold, Silver and Gemstone, il prezzo dei lingotti d'argento sul mercato interno è aumentato notevolmente la scorsa settimana, raggiungendo un prezzo di vendita di circa 75,38 milioni di VND/kg e un prezzo di acquisto di 73,11 milioni di VND/kg, con un incremento del 4,62% rispetto alla fine della settimana precedente.
Al momento di questo aggiornamento, i lingotti d'argento di Phu Quy venivano scambiati a circa 74,399 milioni di VND/kg (prezzo di vendita) e 72,159 milioni di VND/kg (prezzo di acquisto), indicando una leggera correzione dopo una forte tendenza al rialzo.
Sul mercato internazionale, l'argento spot ha chiuso la settimana a 73,01 dollari l'oncia, in rialzo del 4,69% rispetto alla settimana precedente e dello 0,86% dall'inizio dell'anno. Anche i contratti future sull'argento quotati sulle borse Comex e Shanghai hanno registrato guadagni analoghi, a testimonianza di una tendenza generale alla ripresa sui principali mercati.

Tuttavia, la spinta rialzista dell'argento non è durata per tutta la settimana. Il prezzo di questo metallo prezioso ha subito una pressione al ribasso verso la fine della settimana a causa del rafforzamento del dollaro statunitense e dell'aumento dei prezzi dell'energia. Inoltre, le festività pasquali nei paesi occidentali hanno ridotto la liquidità del mercato, causando una sostanziale lateralizzazione dei prezzi dell'argento intorno ai 72 dollari l'oncia.
I dati economici pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato un forte aumento dei posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti, rafforzando le aspettative di una continua crescita economica e aumentando la probabilità che la Federal Reserve (FED) mantenga una politica monetaria prudente.
Nel frattempo, l'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare per quanto riguarda l'Iran, unitamente agli sviluppi in Ucraina, continua a creare un'imprevedibile volatilità nei mercati delle materie prime, argento compreso.
In particolare, le scorte di argento sulle principali borse hanno continuato a diminuire drasticamente. Le scorte di argento a Shanghai sono calate di oltre 33 tonnellate, attestandosi a circa 338 tonnellate, mentre quelle del Comex sono diminuite di oltre 19 tonnellate, raggiungendo il livello più basso dall'inizio del 2025. La quantità di argento disponibile per la consegna rappresenta attualmente solo circa il 23% delle scorte totali del Comex.
Questo sviluppo indica che l'offerta si sta riducendo, fornendo così un supporto a lungo termine ai prezzi dell'argento, sebbene permangano pressioni a breve termine derivanti dalla politica monetaria e dai costi del capitale.
Secondo le informazioni fornite ai giornalisti del quotidiano Industry and Trade, il gruppo Phu Quy Gold, Silver and Gemstone prevede che, nel breve termine, i prezzi dell'argento saranno significativamente influenzati dall'inflazione e dalle politiche sui tassi di interesse, ma nel lungo termine la tendenza al rialzo si manterrà grazie alla riduzione dell'offerta e all'aumento della domanda di beni rifugio.
Inoltre, le fluttuazioni del prezzo del petrolio e le tensioni geopolitiche continueranno a essere variabili importanti che influenzeranno il mercato dell'argento nel prossimo periodo.
Il mercato è in attesa dei dati sull'inflazione e dei segnali provenienti dalla Federal Reserve.
Questa settimana, il mercato si concentrerà su dati economici chiave come l'indice PMI manifatturiero statunitense, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) e l'indice PCE core, oltre all'indice dei prezzi al consumo (CPI) tedesco.
Se l'inflazione dovesse mostrare nuovamente segnali di aumento, la possibilità che la Fed ritardi o addirittura continui ad aumentare i tassi di interesse potrebbe esercitare pressione sui prezzi dell'argento nel breve termine. Tuttavia, nel lungo periodo, un contesto di inflazione elevata potrebbe incrementare la domanda di metalli preziosi in quanto bene rifugio.
Tecnicamente, il prezzo dell'argento si sta attualmente muovendo in un intervallo compreso tra 65 e 75 dollari l'oncia, con una zona di equilibrio intorno ai 70 dollari l'oncia. I livelli di supporto chiave si trovano a 65 e 60 dollari l'oncia, mentre la resistenza è identificata a 80 e 90 dollari l'oncia.
Sebbene il trend rialzista di lungo periodo rimanga intatto, si prevede che il mercato dell'argento continui a registrare una significativa volatilità nel breve termine, influenzata dall'inflazione, dai prezzi dell'energia e da fattori geopolitici globali.
Fonte: https://congthuong.vn/gia-bac-bat-tang-tro-lai-450559.html








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