
Alla chiusura delle contrattazioni, il petrolio Brent è salito dell'1,1% a 96 dollari al barile, mentre il petrolio West Texas Intermediate (WTI) è aumentato dell'1,7% a 93,76 dollari al barile, raggiungendo entrambi i prezzi di chiusura più alti dal 26 maggio.
Il mercato è concentrato sugli sviluppi tra Stati Uniti e Iran. I media iraniani riportano che l'Iran sta valutando una proposta statunitense per porre fine al conflitto, nonostante una temporanea interruzione delle comunicazioni tra le due parti negli ultimi giorni. Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump insiste sul fatto che i negoziati sono in corso e prevede di raggiungere un accordo per estendere il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz nel prossimo futuro.
Dopo oltre tre mesi di conflitto, lo Stretto di Hormuz – rotta marittima per circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali – rimane in gran parte chiuso, interrompendo le forniture e contribuendo a un aumento di oltre il 50% dei prezzi dell'energia dall'inizio dei combattimenti. Gli esperti di Ritterbusch and Associates ritengono che il mercato petrolifero rimanga altamente volatile poiché la situazione del conflitto è imprevedibile, mentre le prospettive di riapertura dello Stretto di Hormuz sono incerte.
Nel frattempo, l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) ha avvertito che le scorte globali di petrolio potrebbero scendere a livelli preoccupanti prima dell'estate, un periodo in cui la domanda solitamente aumenta vertiginosamente. Negli Stati Uniti, le previsioni di un calo di 4 milioni di barili nelle scorte la scorsa settimana alimentano ulteriormente i timori di una possibile riduzione dell'offerta nel prossimo futuro.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/gia-dau-tang-khoang-1-nho-tin-hieu-dam-phan-my-iran-20260603075019970.htm







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