Un paziente che presenta febbre, affaticamento e diarrea potrebbe passare inosservato tra le centinaia di pazienti che si presentano ogni giorno. Tuttavia, se quella persona ha viaggiato in un'area colpita dall'Ebola nei 21 giorni precedenti, il rischio sia per l'ospedale che per la comunità è completamente diverso. Pertanto, gli esperti ritengono che raccogliere informazioni epidemiologiche fin dal momento del ricovero di un paziente sia fondamentale per l'individuazione precoce e la prevenzione delle epidemie.
Nel contesto del continuo monitoraggio e aggiornamento dell'epidemia di Ebola in diversi paesi africani da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il settore sanitario vietnamita ha richiesto alle strutture sanitarie di rafforzare le proprie capacità di risposta. Presso l'ospedale Bach Mai, sono stati attuati preparativi completi, dalla formazione del personale medico alla revisione delle procedure per l'accoglienza, lo screening e l'isolamento dei casi sospetti.

Impedire che il virus Ebola penetri oltre la "porta d'accesso" dell'ospedale.
Sebbene il Vietnam non abbia registrato alcun caso di Ebola, gli esperti ritengono che il rischio di diffusione della malattia nel Paese sussista ancora a causa dell'aumento degli scambi commerciali internazionali, del turismo e dei viaggi.
La difficoltà maggiore nell'individuare l'Ebola risiede nel fatto che i sintomi iniziali sono piuttosto vaghi. I pazienti spesso manifestano febbre, mal di testa, dolori muscolari, affaticamento, vomito o diarrea, sintomi comuni a molte altre malattie infettive come la dengue, l'influenza stagionale, la malaria o le malattie gastrointestinali acute.
Secondo la dottoressa Doan Thu Tra, direttrice ad interim dell'Istituto di Medicina Tropicale Bach Mai, l'Ebola ha un periodo di incubazione che va dai 2 ai 21 giorni. Durante la fase asintomatica, gli individui infetti non trasmettono il virus. Tuttavia, una volta che la malattia si manifesta, il virus può essere trasmesso attraverso il sangue e i fluidi corporei, aumentando il rischio di infezione se non viene diagnosticata tempestivamente.
"I primi sintomi dell'Ebola sono facilmente trascurabili. Pertanto, oltre ai sintomi clinici, raccogliere informazioni sui viaggi effettuati e sui contatti epidemiologici è particolarmente importante nel processo di screening", ha affermato il dottor Tra.
Secondo la dottoressa Doan Thu Tra, gli operatori sanitari dovrebbero considerare, come un riflesso professionale immediato, di chiedere al paziente informazioni sui suoi spostamenti e sui contatti avuti con casi sospetti o provenienti da zone epidemiche, fin dal momento in cui lo accolgono.
Identificazione dei rischi
Durante un corso di formazione sulla rilevazione, diagnosi e trattamento della malattia da virus Ebola, organizzato dall'ospedale Bach Mai, molti esperti hanno sottolineato il ruolo cruciale dei primi minuti nel processo di ricovero del paziente.
Secondo il dottor Nguyen Quoc Thai, vicedirettore del dipartimento di malattie infettive generali presso l'Istituto di medicina tropicale Bach Mai, bastano poche domande mirate nei primi due minuti per consentire agli operatori sanitari di identificare rapidamente i rischi e attivare le necessarie misure preventive.
Secondo lui, un errore comune è quello di considerare l'Ebola solo quando un paziente presenta segni di sanguinamento. In realtà, molti casi nelle fasi iniziali della malattia si manifestano solo con febbre, affaticamento o disturbi digestivi.

Per standardizzare il processo di risposta, gli esperti hanno proposto il principio "2-5-30". Secondo questo principio, i sintomi e i fattori epidemiologici dovrebbero essere valutati entro i primi due minuti; l'isolamento temporaneo dovrebbe essere organizzato entro i successivi cinque minuti; e l'intero sistema di risposta, compresi il controllo delle infezioni, la segnalazione e il trattamento, dovrebbe essere attivato entro i primi trenta minuti.
Gli esperti considerano questo un periodo cruciale per prevenire la diffusione dell'infezione fin dal primo contatto con i pazienti.
Il controllo delle infezioni riveste un ruolo centrale.
Oltre allo screening, il controllo delle infezioni è considerato la linea di difesa più importante per prevenire la diffusione di malattie nelle strutture sanitarie.
La dottoressa Truong Anh Thu, responsabile del dipartimento di controllo delle infezioni presso l'ospedale Bach Mai, ha dichiarato che tutti i casi sospetti di Ebola devono essere gestiti secondo procedure rigorose fin dal momento dell'individuazione.
In caso di sospetto contagio, il paziente deve essere allontanato dalle aree affollate per limitare i contatti. Contemporaneamente, gli operatori sanitari devono utilizzare dispositivi di protezione individuale completi e attuare immediatamente le misure di controllo delle infezioni.
Oltre al rispetto delle normative relative all'uso e alla rimozione dei dispositivi di protezione individuale, anche lo smaltimento dei rifiuti, la disinfezione ambientale, il trasporto dei pazienti e la gestione dei campioni devono essere rigorosamente applicati al fine di ridurre al minimo il rischio di esposizione.
Approccio proattivo dall'ospedale alla comunità.
Secondo gli esperti, l'Ebola è una malattia infettiva pericolosa con un alto tasso di mortalità, ma il rischio può essere controllato se diagnosticata precocemente e trattata secondo le procedure appropriate.
L'ospedale Bach Mai ha attualmente richiesto a tutti i reparti di rivedere i propri piani di prevenzione e controllo delle epidemie, di rafforzare il monitoraggio dei casi sospetti e di mantenere uno stato di prontezza operativa. L'obiettivo non è solo quello di fornire un trattamento efficace in caso di comparsa di contagi, ma anche di garantire che non si verifichino infezioni all'interno della struttura ospedaliera.
Per il pubblico in generale, gli esperti consigliano di monitorare le informazioni provenienti da fonti ufficiali, di comunicare proattivamente la propria storia di viaggi quando si richiede assistenza medica e di non nascondere assolutamente alcun fattore epidemiologico relativo alle aree di focolaio o ai casi a rischio di esposizione.
Nel contesto delle malattie infettive che continuano a rappresentare numerose sfide imprevedibili a livello globale, la vigilanza di ogni operatore sanitario e la collaborazione di ogni cittadino sono considerate la prima linea di difesa per prevenire la diffusione dell'Ebola all'interno della comunità.
Fonte: https://tienphong.vn/hai-phut-vang-nhan-dien-nguy-co-lay-nhiem-virus-ebola-post1848322.tpo







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