
La Corea del Sud estende l'accordo di libero scambio all'emisfero australe per contrastare le tensioni globali.
In un contesto di crescente protezionismo e di un ambiente geopolitico sempre più instabile, la Corea del Sud sta intensificando la sua strategia di espansione degli accordi di libero scambio (ALS) verso le regioni emergenti dell'emisfero australe, con l'obiettivo di diversificare le proprie catene di approvvigionamento e mantenere lo slancio della crescita delle esportazioni.
Intervenendo a una riunione ministeriale sugli affari economici esteri tenutasi a Seul, il vice primo ministro e ministro delle Finanze sudcoreano Koo Yun Cheol ha sottolineato che il governo intende espandere con decisione la "mappa" degli accordi di libero scambio (ALS) verso regioni come l'emisfero australe, l'America Latina e l'Africa. Questa strategia mira non solo a risolvere le questioni commerciali ancora irrisolte, ma riveste anche un ruolo cruciale nel rafforzamento della base delle esportazioni.
Il signor Koo ha affermato che, nonostante le numerose barriere al commercio globale, le esportazioni della Corea del Sud hanno comunque raggiunto un livello record di 86,13 miliardi di dollari nel marzo dello scorso anno, con un aumento del 48,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: un risultato attribuito alla rete di accordi di libero scambio (FTA) costruita negli ultimi due decenni.
Oltre ad ampliare il proprio raggio d'azione geografico, la Corea del Sud punta anche a ristrutturare il proprio modello di accordi di libero scambio (FTA) per renderlo più flessibile. Si prevede che i futuri accordi saranno "modulari", incentrati su aree strategiche come l'economia digitale, la crescita verde, le catene di approvvigionamento e la cooperazione industriale e degli investimenti, migliorando così la sua capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti dell'economia globale.
Parallelamente alla sua politica commerciale, la Corea del Sud sta promuovendo anche un nuovo approccio denominato "finanziamento allo sviluppo in stile coreano". Questo approccio è concepito come uno strumento per supportare le imprese nell'ingresso nei mercati dell'emisfero australe attraverso varie forme di sostegno, come prestiti, garanzie, assicurazioni e investimenti azionari, unitamente alla mobilitazione di risorse dal settore privato. Si prevede la creazione, nella prima metà dell'anno, di un comitato interministeriale incaricato di sviluppare e attuare questo quadro normativo.
Il vice primo ministro Koo ha inoltre riconosciuto francamente le crescenti sfide esterne, in particolare le indagini commerciali statunitensi ai sensi della Sezione 301 e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Alla luce di ciò, il governo sudcoreano ha stabilito la necessità sia di costruire "barriere" per mitigare i rischi immediati, sia di preparare "mulini a vento", ovvero strategie a medio e lungo termine, per mantenere la competitività dell'economia.
Per quanto riguarda le misure commerciali adottate dagli Stati Uniti, il governo sudcoreano ha dichiarato che continuerà a mantenere uno stretto dialogo per tutelare gli interessi delle imprese, spiegando al contempo in modo proattivo che le capacità produttive e di esportazione della Corea del Sud stanno contribuendo positivamente alla ripresa dell'industria statunitense.
Gli economisti sudcoreani ritengono che l'estensione dell'accordo di libero scambio all'emisfero australe non solo rifletta gli sforzi per diversificare i mercati, ma dimostri anche il riposizionamento proattivo della Corea del Sud in un ordine economico globale in rapida evoluzione. Questa mossa è vista come una strategia volta sia a ridurre la dipendenza dai mercati tradizionali sia ad aprire nuove opportunità di crescita a lungo termine.
Fonte: https://vtv.vn/han-quoc-mo-rong-fta-ve-nam-ban-cau-100260413230806867.htm








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