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Sono felice di rivedere la stagione delle bauhinie rosse.

(Dong Nai) - Tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, quando il sole comincia a splendere sui vecchi tetti di tegole e la pioggerellina si attenua, improvvisamente mi rendo conto che l'estate si avvicina. Il mio cuore si stringe di nostalgia per la recinzione della mia città natale, dove i fiori di Lagerstroemia fioriscono silenziosamente di un rosso intenso in un angolo del giardino, con i loro magnifici grappoli di fiori.

Báo Đồng NaiBáo Đồng Nai26/03/2026

Ai tempi, nella mia città natale, ogni casa aveva alcuni alberi di vông piantati lungo la recinzione. Durante il freddo inverno, gli alberi perdevano tutte le foglie, e poi in primavera, da quei rami apparentemente secchi e spogli, cominciavano a spuntare boccioli di fiori a forma di artiglio di drago, inizialmente di un verde lussureggiante, che poi gradualmente assumevano una tonalità rosso intenso. I fiori di vông non sbocciano singolarmente, ma in grappoli, a forma di coppa, come piccole mani che cullano la luce del sole.

Ogni volta che mio fratello maggiore vedeva sbocciare i fiori di bauhinia, diceva: "Quando sbocciano i fiori di bauhinia, l'estate è quasi arrivata, sorellina". In piedi sulla veranda, alzavo lo sguardo verso i fiori rosso scuro che si stagliavano contro il cielo azzurro e provavo un'emozione indescrivibile. Noi bambini del povero villaggio raccoglievamo spesso i petali caduti dalla recinzione, separandoli con cura per costruire minuscole barchette a forma di drago che galleggiavano sulle pozzanghere dopo la pioggia. In quei pomeriggi, sgattaiolando via dai nostri genitori, io e i miei amici raccoglievamo le tenere foglie di bauhinia, usando stuzzicadenti per creare abiti "reali" per le nostre bambole di paglia. Il mondo dell'infanzia, allora, era racchiuso nel rosso dei fiori e nel verde delle foglie, semplice ma intramontabile.

Nella mia memoria, il fiore del mirto crespo ha una fragranza molto particolare e delicata, che solo io posso percepire, poiché i miei amici intorno a me dicono che non ha odore. Ricordo ancora vividamente quei fulgidi momenti di sole di mezzogiorno, appoggiato al vecchio albero di mirto crespo, ad ascoltare il frinire delle cicale mattutine e a guardare i petali cremisi cadere sulla mia spalla. Sollevavo delicatamente un fiore rosso fino al naso e ne inalavo il profumo delicato. La sensazione era stranamente pacifica, come se tutte le tempeste fuori si fossero fermate dietro quella siepe spinosa ma calda.

A volte mi chiedo, forse perché privo di un profumo accattivante che attiri le persone da lontano, il mirto crespo scelga di fiorire di un rosso così intenso, così silenziosamente: una bellezza che non ha bisogno di essere ostentata, eppure chi la vede una volta non la ricorderà mai.

Mia madre amava l'albero di vông in un modo diverso. Ne apprezzava le foglie, usandole per foderare la base delle torte, preparare involtini primavera o, occasionalmente, cucinare una zuppa che aiutava tutta la famiglia a dormire meglio. Durante la fioritura dell'albero di vông, mi ricordava spesso di spazzare la base, assicurandosi che i fiori caduti non sporcassero il sentiero. Mentre spazzavo, osservavo distrattamente i fiori rossi attaccati al manico della scopa, chiedendomi perché quel fiore avesse scelto di "bruciare" in modo così silenzioso, senza bisogno di clamore o dello sfarzo e del glamour della città.

Dopo anni di fatiche nella scintillante città, tornando nella mia città natale, sono rimasta scioccata nel constatare che le siepi fiancheggiate da rigogliosi alberi di banyan erano scomparse. La gente aveva abbattuto i banyan, ripulito le file di piante di tè e ibisco, sostituendoli con muri di mattoni e anonime recinzioni di ferro. Ma ogni marzo, quando scorgo un raro banyan ancora presente da qualche parte in campagna e qualcuno ne pubblica una foto sui social, il mio cuore fa un balzo. Rivedo me stessa da bambina, una bambina ingenua con le mani sporche, che custodisce gelosamente le braci rosse dei ricordi.

Per me, il fiore di bauhinia simboleggia i legami di vicinato, i ricordi di chi è nato e cresciuto in paese e i dolci confini della mia terra natale che sbocciano silenziosamente dentro di me, evocando un profondo affetto. Mi ricorda un periodo di povertà ma anche di grande gentilezza, l'abbraccio di mia madre e la primavera che scorreva tra le foglie. E in mezzo al trambusto della vita, trovo un momento di quiete, un rosso vibrante che mi riscalda l'anima attraverso ricordi lontani e nostalgici.

Imperatore Tang Hoang Phi

Fonte: https://baodongnai.com.vn/van-hoa/chao-nhe-yeu-thuong/202603/hanh-phuc-khi-gap-lai-mua-vong-do-67c2451/


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