Perché non si tratta di un semplice caso penale, ma di un campanello d'allarme che mette in luce problematiche molto preoccupanti nel campo dell'estetica e della bellezza.
In realtà, per ingannare i clienti, il salone di bellezza Vera e molti altri saloni di bellezza non autorizzati seguono da tempo uno schema simile: creare una facciata glamour attraverso un'ampia pubblicità sui social media, trasformare stanze prive di un'adeguata sterilizzazione in "cliniche di bellezza internazionali" e spacciare personale non qualificato per "esperti e medici" qualificati... Questo non è solo un comportamento fraudolento, ma comporta anche conseguenze per la salute estremamente pericolose e persino irreversibili.
È evidente che il caso della clinica estetica Vera e molti altri recenti episodi di negligenza in chirurgia estetica mettono in luce allarmanti lacune nella gestione. La sovrapposizione o la mancanza di coordinamento nella supervisione tra le autorità locali e gli enti sanitari ha creato pericolose falle che consentono a centri estetici non autorizzati e non sicuri di prosperare. Per ripulire il settore della bellezza da questa "corruzione", oltre a rafforzare le ispezioni, i controlli e a punire severamente le violazioni, è essenziale un meccanismo che definisca chiaramente le responsabilità. A ciò si aggiunge la vigilanza di ogni singolo cittadino, perché la bellezza sostenibile deve iniziare dalla sicurezza; non permettiamo che il percorso verso la fiducia in se stessi si concluda con dolorose tragedie sul tavolo operatorio di individui disonesti.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/khi-cai-dep-danh-doi-bang-tinh-mang-post846218.html







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