![]() |
Da Lat ( provincia di Lam Dong ) si trova sull'altopiano di Lam Vien, a un'altitudine di circa 1.500 metri sul livello del mare. Grazie a questa posizione, il clima è fresco tutto l'anno, il che le è valso il soprannome di "Piccola Parigi nel cuore dell'Indocina". Questa terra fu scoperta nel 1893 dal medico ed esploratore francese Alexandre Yersin. Nel 1899, il governo francese progettò Da Lat come località di villeggiatura, rendendola una meta prediletta dall'élite indocinese. Negli anni '50, il lago Xuan Huong conservava ancora la sua bellezza incontaminata, con ampi prati verdi che abbracciavano le sue acque tranquille e fitte pinete che lo circondavano. Foto: Tu Trung. |
![]() |
La chiesa di Domaine de Marie, nota anche come convento di Saint-Vincent-de-Paul o chiesa di Mai Anh, fu costruita tra il 1930 e il 1943 sulla collina di Mai Anh, a circa 1 km dal centro di Da Lat. L'edificio si distingue per il suo caratteristico colore rosa, che combina armoniosamente l'architettura classica europea con i materiali locali. Un tempo convento delle suore di Saint-Vincent-de-Paul dedite all'assistenza degli orfani, oggi è un ente benefico e un'attrazione turistica. (Foto scattata nel 1948) |
![]() |
Durante un viaggio per la rivista LIFE nel 1961, il fotografo americano John Dominis immortalò Da Lat attraverso una serie di preziose fotografie in bianco e nero, successivamente digitalizzate e archiviate dal Center for Historical Documents, Research and Preservation dell'Università del Texas. Il suo obiettivo si concentrò su luoghi simbolo come il lago Xuan Huong, il mercato di Da Lat e le vie centrali, dove la vita scorre lenta e pacifica. Foto: John Dominis. |
![]() ![]() |
Da Lat è famosa per i suoi pendii. La foto mostra il pendio di Minh Mang (oggi il "Quartiere Occidentale" di Truong Cong Dinh Street) che conduce a Cau Queo Street (oggi Phan Dinh Phung Street). Un tempo quest'area era una delle strade più vivaci, ricca di barbieri, studi fotografici, negozi di scarpe, hotel e altro ancora. Foto: John Dominis. |
![]() |
Situato nel cuore della città, il mercato di Da Lat è stato costruito nel 1958, in sostituzione del mercato di Cay Go, distrutto da un incendio. Progettato dall'architetto Ngo Viet Thu, il mercato si sviluppa su due piani e offre una varietà di prodotti agricoli e frutta tipica. Foto: John Dominis. |
![]() |
La stazione ferroviaria di Da Lat, costruita dai francesi in sei anni (1932-1938), è una delle poche opere architettoniche classiche rimaste intatte nella città avvolta dalla nebbia. La ferrovia a cremagliera che collega Da Lat e Thap Cham richiese 24 anni per essere completata. Dal 1972, la stazione fu abbandonata a causa della guerra, ma venne riaperta nel 1975 prima di cessare nuovamente l'attività per inefficienza economica . Attualmente, la stazione serve principalmente i turisti, con un breve percorso ferroviario di 7 km da Da Lat a Trai Mat, dove i visitatori possono rivivere un'atmosfera nostalgica sui vecchi binari. Foto: Flickr |
![]() |
Il ristorante Thủy Tạ a Da Lat è stato progettato e costruito dai francesi sul lago Xuan Huong tra il 1935 e il 1938. Inizialmente chiamato "La Grenouillère" (che significa "Stagno delle Rane"), è stato poi rilevato dai vietnamiti dopo il 1954 e ribattezzato "Thủy Tạ", che significa "padiglione sull'acqua" ed evoca un'atmosfera dell'Asia orientale. Oggi è un ristorante e caffè molto frequentato sia dai residenti che dai turisti di Da Lat. (Foto: Tư Trung) |
![]() |
Prima di diventare una città turistica che accoglie oltre 10 milioni di visitatori all'anno (2024), Da Lat era una località di villeggiatura per l'élite indocinese, un luogo dove i francesi cercavano rifugio dal caldo delle pianure. Le immagini di Da Lat del 1966 mostrano foreste di pini che abbracciano valli e dolci pendii. A quel tempo, solo poche ville sparse sorgevano sulle colline. Foto: Ross Evans. |
![]() |
Una veduta panoramica della città di Da Lat nel 1968, ripresa dalla direzione del Lycée Yersin. Il lago Xuan Huong riflette il sereno cielo azzurro, a destra si erge il campo da golf Doi Cu con il suo rigoglioso manto erboso, di fronte si staglia l'immacolato Da Lat Palace Hotel, di un bianco immacolato, e in lontananza la Chiesa del Pollo con il suo campanile che svetta contro il cielo azzurro. A quel tempo, l'intera città era ancora immersa in vasti paesaggi verdi. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Un'altra prospettiva del centro di Da Lat nel 1968, con la Hoa Binh Hall ben visibile sulla destra. Nell'angolo sinistro dell'inquadratura, appare l'Hotel Thuy Tien, elegante e un tempo considerato un simbolo del turismo di Da Lat, che ospitava la classe alta e i visitatori stranieri. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Il lago Xuan Huong, il "cuore" di Da Lat, si è formato negli anni '10 del Novecento quando i francesi costruirono una diga per bloccare il torrente Cam Ly, creando un lago artificiale al servizio del paesaggio e della regolazione del clima della città turistica. Il lago è lungo circa 2 km e si snoda intorno al centro città. Il nome "Xuan Huong" deriva da quello di una famosa scrittrice della letteratura vietnamita, evocando il fascino unico e il romanticismo di questa città di montagna. (Foto scattata nel 1968. Foto: per gentile concessione di Bill Robie.) |
![]() |
La cascata di Pongour, nota anche come "Cascata a sette livelli", è una delle meraviglie naturali più spettacolari dell'altopiano di Lam Vien, situato a circa 40-50 km a sud del centro di Da Lat. La cascata, alta oltre 40 metri, è immersa in una foresta incontaminata, con l'acqua che precipita lungo sette livelli naturali di roccia, creando una spuma bianca sullo sfondo verde intenso. (Foto scattata nel 1968. Foto: per gentile concessione di Bill Robie.) |
![]() |
A Da Lat, molti edifici e la pianificazione urbanistica si sono conservati quasi intatti nonostante siano trascorsi più di cinquant'anni. Il ponte Ong Dao, un ponte leggermente curvo che attraversa le rive del lago Xuan Huong, conduce al centro di Da Lat ed era un tempo un luogo di ritrovo prediletto per le passeggiate di residenti e turisti. Nelle vicinanze, la rotonda centrale e il tranquillo paesaggio montano della cittadina sono rimasti pressoché invariati rispetto ai giorni nostri. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
A Da Lat, nel 1968, l'atmosfera del Tet (Capodanno lunare) pervadeva la cittadina di montagna. I negozi erano temporaneamente chiusi, lasciando spazio ai colori vivaci degli abiti nuovi e alle risate gioiose delle persone che passeggiavano lungo i pendii centrali. Sulla facciata della Hoa Binh Hall, la scritta "Felice Anno Nuovo" spiccava tra il paesaggio primaverile. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Nel 1968, la Sala della Pace, vista da Via Duy Tan, appariva come un vivace centro di attività a Da Lat. Sulle pendici, i veicoli a tre ruote Lambro (comunemente noti come "xe lam") prodotti dalla Innocenti (Italia) erano allineati uno dopo l'altro. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Il mercato di Dalat nel 1971, immortalato dall'obiettivo di Bill Robie, funge da ponte tra il passato e il presente di questa città di montagna. In precedenza, il vecchio mercato era stato completamente distrutto da un grave incendio, spingendo l'ambasciatore Lucien Auger a decidere di ricostruirlo in mattoni sulle vecchie fondamenta, ottenendo una struttura più spaziosa e resistente. Il nuovo edificio, con la sua architettura moderna, divenne rapidamente un simbolo commerciale e motivo di orgoglio per gli abitanti di Dalat. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Wilbur Eugene Garrett (USA), reporter del National Geographic , mise piede per la prima volta in Vietnam nel 1960. Il suo obiettivo non era puntato solo sulla guerra, ma anche sulla vita quotidiana del popolo vietnamita: momenti semplici intrisi di profonda umanità e cultura. Durante un viaggio di reportage a Da Lat e Nha Trang, Garrett si imbatté nell'immagine di una donna scalza che trasportava merci sulle spalle sotto il sole di mezzogiorno del mercato di Da Lat. Foto: Wilbur Eugene Garrett. |
![]() |
Per decenni, la scalinata in pendenza che conduce al mercato di Da Lat è stata un vivace luogo di ritrovo, dove i venditori ambulanti si affollavano sotto il sole degli altipiani. Nel 1971, l'immagine di donne con cappelli conici, che trasportavano frutta e verdura sulle spalle, mentre salivano i gradini, divenne un vivido spaccato del ritmo di vita della vecchia Da Lat. Oggi è una tappa prediletta dai turisti, che si siedono con una tazza di latte di soia caldo e ammirano le luci della città di notte. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
Nel 1971, nella vivace atmosfera del mercato di Da Lat, i fiori rimanevano un bene indispensabile, simbolo della bellezza unica della città. Foto: per gentile concessione di Bill Robie. |
![]() |
L'area esterna al mercato di Da Lat brulica di acquirenti e venditori. Semplici bancarelle e carretti di bambù sono stracolmi di prodotti agricoli tipici degli altipiani, come banane, cavoli, patate... Foto: Wayne R. Adelsperger. |
![]() ![]() ![]() ![]() |
Nelle strade baciate dal sole, il fotografo giapponese Doi Kuro ha immortalato il ritmo tranquillo della vita a Da Lat negli anni '90. A quel tempo, la città aveva ancora un ritmo lento, con bancarelle di cibo di strada che vendevano colazioni – dove le persone si riunivano attorno a ciotole di zuppa di noodle con manzo, zuppa di noodle con granchio, zuppa di noodle di riso o pane caldo e croccante. Ogni pasto costava solo dai 400 ai 700 dong. Foto: Doi Kuro. |
Fonte: https://znews.vn/anh-da-lat-xua-post1602502.html

































Commento (0)