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Fiori gialli di albicocco alla vigilia del Tet

All'ombra dell'albero di albicocco in fiore nel giardino antistante la casa, si ha spesso la sensazione che il tempo rallenti. Non perché il vento smetta di soffiare o il sole diventi meno intenso, ma perché ogni anno, con l'avvicinarsi del dodicesimo mese lunare, alzando lo sguardo verso i rami dell'albero di albicocco appena sbocciati, che rivelano piccoli boccioli verdi pieni di promesse, il cuore si riempie di vecchi ricordi. Ricordi delle passate festività del Tet, ricordi di persone che erano solite sedersi sotto quest'albero.

Báo An GiangBáo An Giang09/02/2026

Le donne delle zone rurali colgono le foglie dagli alberi di albicocco in fiore.

Oggi è il ventiduesimo giorno del dodicesimo mese lunare, domani è il giorno in cui mandiamo il Dio della Cucina in cielo. Quando ero piccola, sentire gli adulti parlare del Dio della Cucina che andava in cielo mi riempiva di aspettative, immaginando che da quel giorno in poi, il Tet sarebbe corso in casa mia. Ora che sono più grande, quella tappa importante è ancora come un filo che rievoca i miei ricordi. Ogni anno, l'albero di albicocco viene spogliato delle sue foglie, lasciando solo i rami spogli, poi silenziosamente inizia a germogliare. È come la gente del mio paese natale, silenziosa ma tenace. Rimanendo lì, attraverso innumerevoli stagioni di pioggia e sole, vedendo i bambini crescere e gli anziani andarsene, aspetta pazientemente la stagione dei fiori dorati.

Sotto l'albero di albicocco, la scena familiare si ripete, ma le persone sono cambiate. Diverse madri sono chine, intente a preparare sottaceti, salare scalogni e affettare ravanelli. Il profumo del sole si mescola all'aroma pungente ma confortante dell'aceto e dello zucchero. Osservando le loro posture curve, improvvisamente mi torna in mente mia madre seduta lì, con le mani che si muovevano velocemente, mentre a bocca ammoniva i figli di non correre in giro e rovesciare i barattoli di sottaceti. Ora mia madre è fragile e quel lavoro è passato a me, ma ogni volta che lo faccio, mi sembra di riconnettermi con una vita passata.

Dall'altra parte del cortile, separata da una siepe di ibisco, sedeva la nonna a lucidare il suo bruciatore di incenso in ottone. L'ottone brillava a poco a poco, come a risvegliare ricordi del passato. Quando ero piccola, mi sedevo accanto a lei e le facevo ogni sorta di domande: come era tornato a casa il nonno? Aveva portato dei regali? La nonna sorrideva dolcemente e diceva che chi se n'è andato ritorna solo attraverso i ricordi dei figli e dei nipoti. Ora non siede più lì, ma ogni volta che vedo la zia Chín lucidare il bruciatore, il mio cuore si stringe, come se la presenza della nonna fosse ancora qui, sotto questo susino.

Nella regione di U Minh Thuong, gli abitanti sono impegnati a cogliere le foglie dagli alberi di albicocco dopo la raccolta del riso, che è stato portato nei cortili, dove si svolgono i preparativi per il Tet (Capodanno lunare).

Nelle campagne, l'atmosfera del Tet pervade ogni angolo. Le famiglie potano i fiori di albicocco, spazzano i giardini e dipingono le staccionate. I boccioli verdi e carnosi si affollano tra i rami, evocando un senso di speranza, come ai vecchi tempi, quando aspettavamo con ansia il Tet per i vestiti nuovi, i dolci e il ritorno dei nostri cari. Ora, il desiderio è diverso; speriamo solo nella presenza di volti familiari, nel suono delle risate e in un pasto abbondante senza posti vuoti.

Anche le calendule poste sotto i fiori di albicocco sono fiorite. Quel colore giallo ricorda sempre il Tet (Capodanno vietnamita) di un tempo, le mattine trascorse al mercato con la mamma, a tornare a casa con pesanti vasi di fiori, con i piedi sporchi di terra. Sono questi piccoli ricordi che mi accompagnano per tutta la vita.

Nella regione di U Minh Thuong, la raccolta del riso è appena terminata e i campi ad asciugare risplendono di riso dorato, destinato ai pasti familiari. Guardando le cataste di riso, mi tornano in mente le stagioni passate, quando da bambino correvo a piedi nudi nei campi, con i piedi che mi bruciavano per la paglia, eppure ridevo lo stesso. Ora i campi sono ancora dorati, solo le persone che corrono avanti e indietro sono diverse. Il tempo scorre così, in silenzio, lasciando solo un vago senso di vuoto ogni volta che mi volto indietro.

Fiori gialli di albicocco il ventiduesimo giorno del dodicesimo mese lunare.

L'albero di albicocco in fiore rimane immobile. Ha assistito a innumerevoli festività del Tet, alcune con grandi raduni, altre con poche persone. Conosce le risate, le lacrime, gli addii e i ricongiungimenti. I fiori verdi di oggi un giorno diventeranno di un giallo brillante, così come i ricordi svaniscono, ma le emozioni restano.

Seduta sotto i fiori di albicocco, ascoltando il vento che fruscia tra i boccioli, il mio cuore si addolcisce. Il Tet non è ancora arrivato, i fiori non sono ancora sbocciati, ma già sento nell'aria il profumo del passato. A quanto pare, ciò che commuove il cuore non sono le sfumature dorate del primo giorno del Tet, ma piuttosto questi giorni di attesa. Quando passato e presente siedono insieme all'ombra dell'albero, in silenzio, senza bisogno di chiamarsi per nome, sappiamo di non esserci mai veramente separati.

UN AGNELLO

Fonte: https://baoangiang.com.vn/mai-vang-ngay-giap-tet-a476409.html


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