Allora, ogni mattina di inizio autunno, io e i miei amici correvamo fuori a giocare. L'autunno era come un quadro sereno, con foglie dorate che cadevano lentamente, ricoprendo la stradina sterrata. Ci tenevamo per mano e correvamo lungo le strade, facendo volare gli aquiloni o giocando a saltare la corda, spensierati come bambini che non avevano mai conosciuto preoccupazioni. Forse, nella mia memoria, l'autunno è sempre associato a quei giochi all'aperto. In alcuni giorni, quando pioveva leggermente, correvamo fuori a giocare nelle pozzanghere. Le nostre risate risuonavano come campane squillanti, vivaci e senza pensieri. Ricordo che, dopo quei giochi birichini, ci riunivamo tutti sotto la tettoia di casa, ad ascoltare la nonna che raccontava storie. Ognuno si accalcava per sedersi vicino a lei, con gli occhi che brillavano di attesa per ogni parola. La nonna era la migliore narratrice che io abbia mai conosciuto. Con una voce calda e dolce, raccontava antiche fiabe, storie di coniglietti furbi, fate bellissime e le meravigliose avventure di ragazzi coraggiosi. La piccola Lan sedeva tranquilla, con gli occhi spalancati come se volesse divorare ogni parola, mentre Tí le sedeva accanto, muovendo la bocca a ritmo di ogni storia. Noi bambini ascoltavamo con entusiasmo, come se quelle storie fossero magiche e ci trasportassero nei meravigliosi mondi che lei aveva creato. Quell'autunno, anche se non c'erano avventure magiche come nelle fiabe, mi sentivo sempre come un personaggio di quelle storie. Mentre la luce dorata del sole svaniva, filtrando tra le foglie, sedevamo in silenzio all'ombra degli alberi, parlando dei piccoli sogni che ognuno di noi custodiva nel cuore. Una leggera brezza autunnale soffiava, creando il fruscio delle foglie, come i sussurri della natura. Sedevamo insieme, sentendo il respiro dell'autunno, e ogni volta che ricordiamo quel momento, quella sensazione di pace persiste nei nostri cuori.
E cosa c'è di più bello che riunirsi in famiglia per una cena serale? La nonna prepara piatti semplici e sostanziosi: ciotole di zuppa dolce, frittelle di patate dolci fumanti. L'aroma di patate dolci e zuppa di cetriolini sottaceto riempie l'aria, riscaldando i cuori di tutti. Ogni volta che mangiamo, sento uno strano calore, come se l'autunno avesse permeato ogni respiro della nostra famiglia. I miei amici, ognuno con la sua frittella di patate dolci, ne assaggiano di nascosto qualche boccone ridacchiando, spingendo la nonna a rimproverarli scherzosamente: "Mangiate piano, altrimenti sarete troppo pieni per mangiare il riso!". Tutta la famiglia si riunisce, le loro voci e le loro risate riempiono l'aria. Le calde luci gialle illuminano i nostri cari, creando una scena autunnale perfetta, bella e serena.
Ora, ogni volta che arriva l'autunno, quei ricordi riaffiorano prepotentemente. Ricordo le lunghe giornate passate a correre e giocare, le risate che echeggiavano nel tranquillo villaggio, i pomeriggi trascorsi con gli amici a correre nei campi e ad ammirare il tramonto. Ogni volta, ci sedevamo lì, in silenzio, a contemplare il paesaggio, con solo il fruscio del vento tra le risaie dorate e il cinguettio degli uccelli nell'immensa distesa aperta. Ricordo anche di essere seduta accanto a mia nonna, ad ascoltarla mentre raccontava storie di un passato lontano, ricordi che custodiva come preziosi doni del tempo.
L'autunno, per me, è sempre stata una stagione meravigliosa. Non per via di eventi grandiosi, ma per i momenti semplici e sereni, quel luogo che racchiude tutta la dolcezza dell'infanzia. Le foglie dorate, i pomeriggi tranquilli: tutti elementi indispensabili nel mosaico dei ricordi d'infanzia, che tessono un quadro perfetto che non dimenticherò mai.
Linh Chau
Fonte: https://baolongan.vn/mua-thu-cuon-tron-trong-ky-uc-a200694.html







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