La maggior parte degli insegnanti è abituata a fotocopiare libri di consultazione, testi d'esame e compiti per distribuirli agli studenti. Tuttavia, pochi si rendono conto che questa pratica può violare il diritto d'autore ai sensi della legge sulla proprietà intellettuale.
La legge vietnamita consente l'uso ragionevole di opere a scopo didattico, ma non tutti i casi di fotocopiatura sono considerati leciti. Se un insegnante fotocopia alcune pagine di un libro voluminoso per illustrare una lezione, può essere accettabile, ma fotocopiare un intero libro di testo o quaderno di esercizi supplementare per distribuirlo a tutta la classe costituisce una violazione, poiché riduce significativamente i ricavi dell'autore e dell'editore.
Il problema è che la legge non specifica quante pagine sia consentito fotocopiare, né quante copie siano considerate ragionevoli. Questa vaga incertezza rende facile per gli insegnanti violare involontariamente le regole. Nel frattempo, la responsabilità legale ricade sia sull'insegnante che sulla scuola in caso di violazioni organizzate.
Un'altra pratica comune tra gli insegnanti nella creazione di diapositive e video didattici è quella di scaricare musica da YouTube e immagini da Google. Molti credono erroneamente che tutto ciò che è online sia gratuito e possa essere utilizzato liberamente. In realtà, tutte le canzoni, le immagini e i video sono protetti da copyright dal momento della loro creazione, indipendentemente dal fatto che siano registrati o meno. Quando gli insegnanti utilizzano queste risorse senza autorizzazione, si configura una violazione del copyright. Il rischio è ancora maggiore quando le scuole caricano video didattici contenenti contenuti protetti da copyright sui propri siti web o pagine social, trasformando un atto personale in una violazione pubblica facilmente individuabile e sanzionabile.
Oggigiorno, trovare informazioni è incredibilmente facile, ma il plagio non è mai stato così diffuso. Gli studenti copiano articoli parola per parola da Wikipedia, ChatGPT e blog personali e li presentano come compiti senza citare la fonte. Questo non è solo imbroglio accademico, ma anche una violazione del diritto d'autore. La causa principale è che agli studenti non viene insegnato come citare le fonti o riformulare le idee con parole proprie.
Inoltre, esistono comportamenti apparentemente innocui che violano la legge senza che gli studenti ne siano consapevoli. Tra questi, scattare foto ai compagni di classe in aula o registrarli in video durante le attività extrascolastiche e pubblicarli su Facebook o TikTok senza autorizzazione. La legge considera questo comportamento una violazione del diritto all'immagine, parte integrante dei diritti personali. Le scuole, inoltre, necessitano di regolamenti chiari sull'utilizzo delle immagini degli studenti nelle attività, che impediscano la pubblicazione di foto degli studenti sulla pagina Facebook della scuola senza il consenso dei genitori.
Attualmente, molte scuole incoraggiano gli studenti a intraprendere piccoli progetti scientifici e invenzioni sotto la guida degli insegnanti. Tuttavia, quando il prodotto ha successo e viene presentato a concorsi provinciali o nazionali, sorgono delle domande: chi è il proprietario? Lo studente può essere riconosciuto come autore? La scuola ha il diritto di utilizzare questo prodotto a fini promozionali? La legge stabilisce che l'autore di un'opera è la persona che l'ha creata. Se gli studenti hanno l'idea e la realizzano autonomamente, sono loro gli autori. Gli insegnanti che forniscono solo una guida non sono coautori, a meno che non apportino un contributo creativo sostanziale. La scuola non può inoltre acquisire automaticamente la proprietà del prodotto di uno studente semplicemente perché è stato creato durante l'orario scolastico o utilizzando le strutture scolastiche.
L'educazione alla proprietà intellettuale non deve necessariamente iniziare con concetti complessi come brevetti, marchi e segreti commerciali. Deve partire dalle attività quotidiane di insegnanti, studenti e scuole. Solo quando insegnanti e studenti comprenderanno e applicheranno correttamente questi diritti fondamentali di proprietà intellettuale, l'educazione all'invenzione e all'imprenditorialità basata sulla proprietà intellettuale avrà solide fondamenta. Perché rispettare i diritti altrui è il primo passo per proteggere i propri.
Fonte: https://thanhnien.vn/nhung-vi-pham-vo-tinh-ve-so-huu-tri-tue-185251130205902302.htm








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