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Dobbiamo fare pressione sull'AFC!

Il ritardo della Confederazione calcistica asiatica (AFC) nella gestione dello scandalo relativo alla naturalizzazione della nazionale malese sta suscitando indignazione diffusa nella regione.

Người Lao ĐộngNgười Lao Động14/03/2026




Molti si chiedono se la Federazione calcistica vietnamita debba esercitare una pressione significativa di fronte a un incidente che incide direttamente sugli interessi della nazionale.

A seguito delle decisioni della FIFA e del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), la responsabilità di gestire le conseguenze delle partite di qualificazione alla Coppa d'Asia 2027 spetta all'AFC. Tuttavia, ad oggi, l'organo di governo del calcio continentale non ha ancora emesso una decisione definitiva.

Dobbiamo fare pressione sull'AFC! - Immagine 1.

Sette giocatori nati all'estero, presumibilmente naturalizzati cittadini malesi attraverso procedure irregolari, sono stati sanzionati dalla FIFA e dal TAS, ma l'AFC non ha ancora annunciato i provvedimenti disciplinari nei confronti della Federazione calcistica malese e della nazionale malese per le qualificazioni alla Coppa d'Asia 2027. (Foto: AF - NST)

In particolare, il Segretario Generale dell'AFC, Windsor John, ha recentemente dichiarato che la questione "non è ancora chiusa perché la FIFA sta ancora indagando su chi si cela dietro lo scandalo delle naturalizzazioni in Malesia".

Questa dichiarazione ha sollevato interrogativi tra molti esperti. Nell'ordinamento giuridico sportivo, l'accertamento della responsabilità individuale e la valutazione delle conseguenze della competizione sono due processi distinti.

Se l'AFC continua ad attendere una conclusione in merito alle persone coinvolte nello scandalo, il processo di gestione delle partite potrebbe protrarsi per mesi, anche dopo la fine delle qualificazioni. In questo scenario, la squadra che ne trarrebbe maggior vantaggio sarebbe senza dubbio la nazionale malese.

Pertanto, molti tifosi nella regione stanno esprimendo la loro frustrazione e si chiedono: questo ritardo sta forse avvantaggiando la Federazione calcistica malese (FAM)?

Nel calcio internazionale, un principio consolidato è che la federazione interessata debba tutelare proattivamente i propri interessi. Un esempio lampante è lo scandalo delle naturalizzazioni che ha coinvolto la nazionale di calcio di Timor Est.

Tra il 2012 e il 2015, Timor Est ha utilizzato numerosi giocatori nati in Brasile, a cui era stata concessa illegalmente la cittadinanza, per competere a livello internazionale. La questione è venuta alla luce dopo che la Federazione calcistica palestinese ha presentato un reclamo alla FIFA.

Successivamente, anche la Federazione calcistica di Macao (Cina) ha presentato una petizione simile. Queste denunce hanno costretto l'AFC ad avviare un'indagine su vasta scala. Di conseguenza, a Timor Est è stato vietato di naturalizzare giocatori per un lungo periodo, molte partite sono state perse a tavolino e i funzionari coinvolti sono stati interdetti dalla partecipazione ad attività calcistiche.

Senza denunce formali da parte delle federazioni interessate, il caso avrebbe potuto non essere approfondito a sufficienza.

In Europa e in Sud America, la tutela dei diritti legali è addirittura considerata parte integrante della strategia competitiva. Un esempio significativo è quanto accaduto durante le qualificazioni ai Mondiali del 2018 in Sud America.

Dopo aver scoperto che la nazionale boliviana aveva schierato Nelson Cabrera, un giocatore ritenuto non idoneo a partecipare alle qualificazioni ai Mondiali, le federazioni calcistiche cilena e paraguaiana hanno immediatamente presentato reclamo alla FIFA. Di conseguenza, alla Bolivia è stata inflitta una sconfitta a tavolino per 0-3 nelle partite in questione, modificando significativamente la classifica del girone.

Questo episodio viene spesso citato come esempio lampante del fatto che nel calcio moderno la battaglia si combatte non solo sul campo, ma anche nelle sedi legali delle federazioni.

Con il caso malese ancora in attesa di una sentenza definitiva, la questione non è solo come l'AFC lo gestirà. Ancor più importante, quali preparativi ha fatto la Federazione calcistica vietnamita per tutti i possibili scenari?

Se la decisione finale è conforme al regolamento, la controversia può considerarsi chiusa. Tuttavia, se la sanzione non rispecchia pienamente le conseguenze dell'impiego di un giocatore non idoneo, la VFF ha il diritto di presentare ricorso alla FIFA o di proseguire il contenzioso presso il TAS.

Questa è la seconda opzione che molte federazioni in tutto il mondo tengono sempre a mente. Non per creare conflitti, ma per garantire che i diritti della nazionale non vengano trascurati in un lungo iter legale.

Nel calcio moderno, l'equità non deriva solo dalle regole; dipende anche dal coraggio delle federazioni di essere assertive e proattive nel tutelare i propri interessi!


Fonte: https://nld.com.vn/phai-gay-suc-ep-len-afc-196260314194648647.htm


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