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| Gli investitori sono tornati ad acquistare titoli tecnologici durante i ribassi, contribuendo a far superare al Dow Jones la soglia dei 50.000 punti, grazie al contemporaneo raffreddamento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi. |
Wall Street ha chiuso la seduta del 21 maggio (nelle prime ore del mattino del 22 maggio, ora del Vietnam) con movimenti positivi su tutti e tre i principali indici, grazie al significativo miglioramento del sentiment degli investitori, dovuto al crollo dei prezzi del petrolio e al raffreddamento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi dopo una serie di forti aumenti. Questa ripresa ha contribuito a riequilibrare il mercato dopo diverse sedute volatili, alimentate dai timori di inflazione e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Alla chiusura delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average è salito di 276,31 punti, pari allo 0,55%, attestandosi a 50.285,66 punti. L'S&P 500 ha guadagnato 12,75 punti, pari allo 0,17%, raggiungendo quota 7.445,72 punti, avvicinandosi al suo massimo storico. Il Nasdaq Composite, infine, ha registrato un lieve rialzo di 22,74 punti, pari allo 0,09%, chiudendo a 26.293,10 punti.
In particolare, l'indice Russell 2000, che rappresenta le società a piccola capitalizzazione, è salito di quasi l'1%, raggiungendo quota 2.843,45 punti. Questo sviluppo suggerisce che i flussi di capitale si stanno diffondendo maggiormente, anziché concentrarsi esclusivamente sui titoli tecnologici a grande capitalizzazione come nel periodo precedente.
L'attenzione del mercato durante la seduta si è concentrata sulla brusca inversione di tendenza dei prezzi globali del petrolio. Il prezzo del greggio Brent era schizzato oltre i 109 dollari al barile nella sessione mattutina a causa delle preoccupazioni per l'escalation delle tensioni legate all'Iran. Tuttavia, verso la fine della seduta, i prezzi del petrolio sono inaspettatamente scesi sotto i 103 dollari al barile, allentando così la pressione inflazionistica sull'economia statunitense e sui mercati finanziari globali.
Gli investitori ritengono che il calo dei prezzi dell'energia potrebbe allentare la pressione sulla Federal Reserve affinché mantenga una politica monetaria restrittiva per un periodo prolungato. Questo è anche un fattore chiave a sostegno del sentiment degli investitori, favorendo il ritorno dei capitali verso i titoli azionari dei settori growth e tecnologico.
Parallelamente all'andamento dei prezzi del petrolio, anche il mercato obbligazionario statunitense ha mostrato segnali positivi. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è sceso leggermente, attestandosi intorno al 4,57%, dopo diverse sedute precedenti di forti aumenti. Questo sviluppo ha contribuito a ridurre la pressione sulle valutazioni azionarie, soprattutto nel settore tecnologico, sensibile alle fluttuazioni dei tassi di interesse.
Sul mercato elettronico, molti titoli a grande capitalizzazione hanno registrato guadagni. Le azioni Apple sono salite di quasi l'1%, mentre Amazon ha guadagnato oltre l'1% grazie alla rinnovata domanda nel settore tecnologico. In particolare, il titolo IBM ha registrato un'impennata di oltre il 12% in seguito a notizie positive riguardanti le sue attività operative e le prospettive tecnologiche.
Al contrario, Nvidia ha continuato a subire pressioni al ribasso a causa dell'intensificarsi delle prese di profitto da parte degli investitori, dopo un lungo periodo di rapida crescita. Le azioni del produttore di chip per l'intelligenza artificiale sono scese di circa l'1,75%, riflettendo un atteggiamento prudente nei confronti dei titoli tecnologici ad alta valutazione.
Secondo gli analisti, il mercato si trova attualmente in una situazione di stallo tra fattori favorevoli e rischi. Da un lato, l'economia statunitense continua a mostrare una relativa resilienza, con un mercato del lavoro stabile e utili aziendali costantemente positivi. Dall'altro, le pressioni inflazionistiche e le incertezze geopolitiche potrebbero indurre la Fed a mantenere tassi di interesse elevati più a lungo di quanto previsto dal mercato.
Gli esperti ritengono che il mercato obbligazionario sia attualmente il fattore principale che influenza l'andamento a breve termine delle azioni statunitensi. Quando i rendimenti obbligazionari aumentano bruscamente, i capitali tendono a spostarsi da attività rischiose come le azioni verso obbligazioni più sicure. Al contrario, quando i rendimenti diminuiscono, il mercato azionario si trova solitamente in una posizione favorevole per riprendersi.
Ciononostante, molte società di investimento mantengono una visione positiva su Wall Street nel medio e lungo termine, spinte dall'aspettativa che l'intelligenza artificiale (IA) continuerà ad alimentare la crescita degli utili aziendali. Le società tecnologiche, in particolare quelle attive nell'IA e nei semiconduttori, sono ancora considerate i principali motori del mercato azionario statunitense nel 2026.
A chiusura della seduta del 21 maggio, il ritorno al verde a Wall Street ha contribuito a ridare fiducia agli investitori dopo il periodo di volatilità di inizio settimana. Tuttavia, la cautela rimane, poiché il mercato continua a monitorare attentamente l'evoluzione dell'inflazione, la politica dei tassi di interesse della Fed e le tensioni geopolitiche globali nel prossimo periodo.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/pho-wall-bat-tang-tro-lai-dow-jones-vuot-moc-50000-diem-182385.html









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