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Sforzi internazionali per contenere l'epidemia di Ebola.

VHO - La nuova epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta destando preoccupazione a livello internazionale per il rischio di diffusione della malattia. Molti Paesi hanno rapidamente implementato misure di controllo e supporto d'emergenza per prevenire la diffusione del virus e minimizzare l'impatto della crisi sanitaria in corso.

Báo Văn HóaBáo Văn Hóa01/06/2026

Sforzi internazionali per contenere l'epidemia di Ebola - immagine 1
Personale medico si disinfetta dopo il contatto con una persona infetta da Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. (Foto: REUTERS)

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) osserva che l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a essere complessa, con un numero crescente di casi e un alto rischio di diffusione transfrontaliera. Secondo i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), da quando la RDC ha annunciato l'epidemia di Ebola il 15 maggio, sono stati registrati oltre 1.000 casi sospetti e centinaia di decessi.

Ancora più preoccupante è il fatto che questa epidemia sia causata dal ceppo Bundibugyo, per il quale attualmente non esiste un vaccino o una cura specifica. Nel frattempo, la Repubblica Democratica del Congo continua a non disporre di attrezzature mediche, dispositivi di protezione e risorse adeguate per rispondere efficacemente alla nuova epidemia di Ebola.

Attualmente, almeno 11 paesi africani sono considerati ad alto rischio di essere colpiti dall'epidemia di Ebola, tra cui Kenya, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania ed Etiopia. Senza un tempestivo aiuto internazionale, il rischio che la malattia continui a diffondersi è molto elevato. L'OMS ha classificato questa epidemia di Ebola, causata dal ceppo Bundibugyo, nella Repubblica Democratica del Congo come "un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale".

Anche la risposta all'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è stata criticata per la sua lentezza, che ha costretto gli operatori sanitari a darsi da fare per tracciare l'estensione della diffusione della malattia. Gli esperti temono il ripetersi della peggiore epidemia di Ebola della storia, quella che ha colpito l'Africa occidentale tra il 2014 e il 2016 causando oltre 11.000 morti.

In seguito alla dichiarazione di emergenza dell'OMS relativa all'epidemia di Ebola, molti paesi hanno attivato misure preventive prima che la malattia rischiasse di diffondersi oltre i confini regionali.

In Medio Oriente, Giordania e Bahrein hanno sospeso l'accettazione di passeggeri provenienti da paesi africani colpiti dall'epidemia. Anche paesi limitrofi come il Kenya hanno attivato strutture di quarantena alle frontiere e incaricato l'Istituto nazionale di sanità pubblica di intensificare i controlli. Dal 25 maggio, il governo ugandese ha chiuso il confine con la Repubblica Democratica del Congo per quattro settimane, imponendo a tutti i viaggiatori in entrata una quarantena di 21 giorni.

Negli Stati Uniti, l'amministrazione Trump ha annunciato che non avrebbe permesso l'ingresso nel Paese a persone affette da Ebola. Washington ha annunciato un divieto temporaneo di ingresso per i titolari di passaporto non statunitense che si fossero recati in Congo, Uganda o Sud Sudan nei 21 giorni precedenti e ha ordinato a tutti i cittadini statunitensi provenienti dalle zone colpite di recarsi in luoghi designati per il controllo della temperatura e il monitoraggio medico.

Inoltre, il Canada ha imposto un divieto di ingresso di 90 giorni alle persone provenienti da questi paesi e ha reso obbligatoria una quarantena di 21 giorni per i suoi cittadini. Anche il Messico ha inasprito le procedure di controllo negli aeroporti, ha sconsigliato ai propri cittadini di recarsi nella Repubblica Democratica del Congo e ha richiesto ai passeggeri provenienti dalla regione interessata di osservare una quarantena di 21 giorni.

In Asia, l'India ha rapidamente dispiegato sistemi di sorveglianza ai principali valichi di frontiera e ha consigliato ai cittadini di limitare i viaggi nelle aree colpite, mentre la Thailandia ha designato i passeggeri provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda in arrivo all'aeroporto di Suvarnabhumi, imponendo agli individui asintomatici una quarantena di 21 giorni e ricoverando i casi sospetti in strutture di cura.

In Vietnam, il Ministero della Salute ha implementato proattivamente attività di prevenzione e controllo della malattia fin dalle prime fasi, raccomandando al contempo alla popolazione di non farsi prendere dal panico. Chi rientra dalle zone colpite dovrebbe autoisolarsi preventivamente e monitorare il proprio stato di salute per 21 giorni. Il Ministero della Salute continuerà a collaborare strettamente con l'OMS e altre organizzazioni internazionali per aggiornare la situazione, valutare regolarmente i rischi e attuare misure di prevenzione e controllo della malattia adeguate all'evolversi della situazione.

Molti paesi e organizzazioni internazionali hanno inoltre attivato i propri sistemi di aiuto umanitario in risposta alla complessa evoluzione della pandemia. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno coordinato le spedizioni di aiuti medici per rafforzare la propria capacità di combattere la malattia.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), l'OMS e l'Unione Europea hanno contemporaneamente accelerato gli aiuti di emergenza nella Repubblica Democratica del Congo, inviando forniture mediche per prevenire la diffusione della malattia. Il rappresentante dell'UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo, John Agbor, ha affermato che la situazione attuale è una "corsa contro il tempo" e che queste nuove spedizioni di aiuti sono vitali per proteggere gli operatori sanitari in prima linea e per sostenere i bambini e le famiglie colpiti.

In quanto organismo centrale di coordinamento nella risposta globale, l'OMS sottolinea che la diffusione del virus non si limiterà ai confini nazionali. Pertanto, la priorità immediata è rafforzare la sorveglianza epidemiologica, i test rapidi, il tracciamento dei contatti, l'isolamento e il trattamento, nonché il controllo delle infezioni all'interno della comunità. Inoltre, una maggiore cooperazione internazionale nella risposta è considerata una soluzione immediata e necessaria per controllare l'epidemia in questa fase.

Fonte: https://baovanhoa.vn/the-gioi/quoc-te-no-luc-ngan-chan-dich-ebola-233252.html


Tag: Bruce

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