Il mondo post-pandemia ha gettato le basi per una solida ripresa dell'economia indiana, in particolare nel settore turistico.
| Il Taj Mahal, meraviglia dell'architettura umana, è stato riconosciuto come sito patrimonio dell'umanità nel 1983. (Foto: l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e sua moglie in visita a questo sito iconico durante il loro viaggio in India nel febbraio 2020. Fonte: Smithsonian Magazine) |
Mentre il mondo entra nella fase di ricostruzione post-Covid-19, i paesi stanno attivamente riavviando le proprie economie, riprendendo gli scambi commerciali globali e sostenendo la ripresa dei rispettivi settori privati. Alcuni paesi si trovano ad affrontare difficoltà e faticano a riprendersi dalle devastanti conseguenze della pandemia. Altri, tuttavia, dimostrano una forte resilienza grazie a politiche economiche efficaci e a una cooperazione coordinata tra governo e cittadini.
L'India è un ottimo esempio di Paese che si è ripreso e ha registrato una crescita notevole dopo la pandemia, con il turismo come principale motore economico. Quali progressi concreti ha quindi raggiunto Nuova Delhi?
Numeri impressionanti
Secondo un rapporto di Booking.com e McKinsey & Company, nel 2022 i turisti indiani hanno svolto un ruolo chiave nella ripresa del settore turistico, rappresentando il 78% della spesa turistica del 2019, mentre gli altri paesi asiatici hanno raggiunto solo il 52%. Si prevede che i turisti indiani aumenteranno significativamente la loro spesa nei prossimi anni, rendendo Nuova Delhi la quarta destinazione turistica al mondo entro il 2030, con una cifra stimata di 410 miliardi di dollari.
Questa stima rappresenta un aumento del 173% rispetto al 2019, quando i turisti indiani hanno speso complessivamente 150 miliardi di dollari, rendendo Nuova Delhi la sesta città al mondo per spesa turistica. Inoltre, il rapporto prevede che il numero di viaggi turistici provenienti dal Paese sud-asiatico aumenterà da 2,3 miliardi di dollari nel 2019 a 5 miliardi di dollari entro il 2030.
| Varanasi, città situata sulle rive del fiume Gange, è uno dei luoghi più belli e sacri dell'India. (Fonte: The Times) |
Un altro rapporto dello studio Economic Impact Research (EIR) del World Travel & Tourism Council (WTTC) indica che il settore turistico indiano ha registrato una crescita significativa nel 2022, con un contributo al PIL aumentato di quasi il 90%, superando i 15.600 miliardi di rupie. Questa cifra rappresenta il 5,9% dell'economia complessiva, avvicinandosi al picco pre-pandemia del 7% raggiunto nel 2019.
Attualmente, questo settore continua la sua forte ripresa e si sta avvicinando ai livelli di crescita pre-pandemia. Si prevede che l'attività turistica contribuirà con 16.500 miliardi di rupie all'economia indiana nel 2023, solo il 3,5% in meno rispetto al dato del 2019.
Inoltre, il settore turistico creerà altri 1,6 milioni di posti di lavoro, portando il numero totale di occupati nel settore a quasi 39 milioni. Si prevede inoltre che la spesa turistica interna supererà i 12,6 trilioni di rupie.
Entro il 2033, si prevede che il settore turistico registrerà una crescita significativa, contribuendo con 36.800 miliardi di rupie al PIL nazionale. Ciò rappresenta circa il 7% dell'economia indiana. Allo stesso tempo, si prevede che l'industria del turismo creerà posti di lavoro per oltre 58,2 milioni di persone in tutto il paese, il che significa che circa una persona su dieci sarà impiegata nel settore turistico.
Intervenendo al vertice del G20 in India, la presidente e CEO del WTTC, Julia Simpson, ha accolto con favore i progressi nella ripresa del settore turistico indiano, sottolineando che il settore sta crescendo a un ritmo doppio rispetto al PIL non solo in India, ma in tutti i paesi del G20.
Julia Simpson ha affermato che la presidenza indiana del G20 ha permesso al Paese di mettere in luce il potenziale contributo del turismo alla ripresa economica globale.
Visione strategica
Per capitalizzare su questo slancio di crescita, Nuova Delhi ha proposto, sviluppato e implementato programmi in linea con le tendenze attuali, tra cui il turismo sostenibile e il turismo d'avventura, con quattro obiettivi principali: creare posti di lavoro e opportunità commerciali; migliorare la competitività del settore; attrarre investimenti del settore privato e investimenti diretti esteri (IDE); e preservare e valorizzare le risorse culturali e naturali, promuovendo lo sviluppo del turismo sostenibile.
| Il tempio Harmandir Sahib, ricoperto d'oro, nella provincia del Punjab, sorge sulle acque sacre del lago Sarovar. (Fonte: Shutterstock) |
Nell'aprile del 2022, il Ministero del Turismo indiano ha lanciato una strategia nazionale per il turismo sostenibile, delineandone la visione, la missione e i pilastri strategici per lo sviluppo del turismo sostenibile nel Paese. Nel novembre dello stesso anno, Nuova Delhi ha ospitato il suo primo seminario regionale sullo sviluppo sostenibile delle aree panoramiche, prestando particolare attenzione a città turistiche chiave come Khajuraho, nel Madhya Pradesh.
Inoltre, il Ministero del Turismo sta promuovendo in particolare due iniziative, "Swadesh Darshan 2.0" e "Adotta un patrimonio: Apni Dharohar, Apni Pehchaan", per incoraggiare le parti interessate a sviluppare e migliorare le infrastrutture turistiche in modo sostenibile e rispettoso dell'ambiente.
Analogamente al turismo sostenibile, Nuova Delhi sta implementando una strategia nazionale per il turismo d'avventura, con l'obiettivo di trasformare l'India in una destinazione leader a livello mondiale in questo settore. Questo è considerato un punto di forza della nazione sudasiatica, poiché l'India possiede straordinari vantaggi geografici, come il 70% del suo territorio coperto dall'Himalaya e 7.000 km di costa.
L'India è anche uno dei soli tre paesi al mondo ad avere sia deserti caldi che freddi, si classifica al decimo posto per copertura forestale totale e al sesto per siti naturali riconosciuti dall'UNESCO. Il settore del turismo d'avventura in India, sebbene ancora agli inizi, valeva 0,3 miliardi di dollari nel 2019 e si stima che supererà i 2 miliardi di dollari entro il 2028, con un tasso di crescita annuo composto del 20%.
Pertanto, il settore turistico indiano ha intrapreso un percorso di crescita sin dall'inizio della pandemia, contribuendo in modo significativo all'economia complessiva sia in termini di PIL che di occupazione. Per proseguire su questa strada, Nuova Delhi sta promuovendo attivamente numerose iniziative concrete per aiutare il Paese dell'Asia meridionale a sviluppare un turismo sostenibile e ad attrarre un gran numero di turisti internazionali.
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