Quattro principi fondamentali che guidano il raggiungimento di un'elevata crescita.

Da molti anni, la crescita è sempre stata al centro delle strategie di sviluppo. Ma mai prima d'ora l'esigenza di crescita è stata presentata con una visione così decisa e profonda come oggi. Quando il Segretario Generale To Lam ha sottolineato l'obiettivo di una crescita a "due cifre", non si trattava semplicemente di un indicatore economico , ma della manifestazione della forte aspirazione di una nazione che entra in una nuova fase di sviluppo. Tuttavia, ciò che è ancora più importante non è il numero in sé, ma come lo interpretiamo e lo mettiamo in pratica.
Nel suo intervento conclusivo al 2° Plenum del 14° Comitato Centrale, il Segretario Generale ha delineato quattro "principi" fondamentali per guidare il raggiungimento di un'elevata crescita. Non si tratta semplicemente di requisiti tecnici per la gestione economica, ma di una nuova mentalità di sviluppo, in cui la crescita è intrinsecamente legata alla qualità, alla sostenibilità, all'uso efficiente delle risorse e, soprattutto, alle persone.
Il primo principio è che la crescita deve essere sostanziale. Può sembrare un concetto scontato, ma in realtà rappresenta una sfida significativa. Per lunghi periodi siamo stati assorbiti dalla pressione degli obiettivi, dai dati riportati e dai risultati a breve termine. In quei periodi, la crescita veniva facilmente intesa semplicemente come un aumento di scala, senza riconoscerne appieno la profondità in termini di qualità. Il Segretario Generale ha sottolineato con chiarezza: la qualità e la sostenibilità non possono essere sacrificate in nome della mera velocità di crescita. Ogni punto percentuale di crescita deve corrispondere a un livello di conoscenza più elevato, a un maggiore valore aggiunto e a una competitività più sostenibile.

Questo è un messaggio molto importante. Perché se la crescita si basa esclusivamente sullo sfruttamento delle risorse, sulla manodopera a basso costo o su investimenti frammentari, prima o poi raggiungerà un limite. Una crescita autentica richiede un passaggio a un modello basato su produttività, innovazione, scienza e tecnologia. E, ancor più fondamentalmente, richiede una cultura sviluppata, in cui l'onestà nei dati, la trasparenza nella governance e la responsabilità nell'attuazione diventino la norma.
Il secondo principio consiste nel mantenere la stabilità macroeconomica, controllare l'inflazione e garantire i principali equilibri di bilancio. Questo è un prerequisito per evitare che la crescita si trasformi in un "boom" temporaneo. Un'economia può crescere rapidamente per alcuni anni, ma se manca di stabilità e di disciplina fiscale e monetaria, le conseguenze saranno significative e durature. Il Segretario Generale ha sottolineato che la gestione delle politiche deve essere flessibile ma non compiacente, sostenendo la crescita e al contempo rafforzando la fiducia del mercato e accrescendo la resilienza dell'economia agli shock esterni.

Qui emerge una mentalità molto chiara: lo sviluppo non significa solo muoversi velocemente, ma procedere con costanza. La stabilità non soffoca la crescita, bensì costituisce il fondamento per una crescita duratura. È un po' come un corpo sano: non ha bisogno solo di un esercizio fisico intenso, ma anche di un sistema di regolazione stabile per mantenere la sua resistenza.
Dobbiamo cambiare la nostra mentalità riguardo all'allocazione delle risorse.
Il terzo principio è quello di utilizzare tutte le risorse in modo efficiente, evitando dispersioni e sprechi e concentrandosi su progetti strategici. Questo è un punto che merita di essere approfondito, perché in pratica molte delle nostre risorse sono state disperse e non mirate, con conseguente bassa efficienza. Il Segretario Generale ha richiesto che l'utilizzo delle risorse sia vincolato a principi scientifici, a una chiara contabilità socio-economica e che vengano prioritari i progetti in grado di creare un reale valore aggiunto e di accrescere la competitività nazionale.
Ciò richiede un cambiamento di mentalità nell'allocazione delle risorse: da una "distribuzione equa" a una "concentrazione", da "investimenti guidati dalle tendenze" a "investimenti strategici". Allo stesso tempo, apre significative opportunità per le partnership pubblico-private e la mobilitazione delle risorse sociali per lo sviluppo. Quando le risorse vengono utilizzate nel posto giusto, al momento giusto e per lo scopo giusto, ogni dollaro investito genererà un valore maggiore, avrà un effetto a catena più forte e sarà più sostenibile.
Ma di questi quattro principi, forse il quarto è quello con il significato umanistico più profondo: un'elevata crescita economica deve servire gli interessi e migliorare la vita materiale e spirituale delle persone, garantendo la giustizia sociale. Non si tratta solo di un requisito, ma di un criterio per valutare l'intero processo di sviluppo.
In molti casi in tutto il mondo, un'elevata crescita economica non si traduce in benessere sociale. Ci sono Paesi che raggiungono tassi di crescita impressionanti, ma il divario tra ricchi e poveri si allarga, la disuguaglianza aumenta, la fiducia sociale diminuisce e le persone si sentono emarginate proprio da questo sviluppo. Questa è una lezione fondamentale, che dimostra come se la crescita non sia accompagnata da equità e non sia incentrata sulle persone, possa creare fratture sociali molto difficili da sanare.

Pertanto, quando il Segretario Generale ha inserito questo principio tra i quattro pilastri della crescita, la scelta in merito al modello di sviluppo è stata molto chiara. Si tratta di un modello di sviluppo incentrato sulle persone, in cui tutti i risultati economici devono essere trasformati in un miglioramento della qualità della vita, in opportunità di sviluppo e nella sicurezza e felicità della popolazione. La crescita deve contribuire alla riduzione della povertà, al contenimento del divario di sviluppo, all'espansione del welfare e a garantire che nessuno venga lasciato indietro.
Da una prospettiva culturale, questo principio assume un significato ancora più profondo. Ci ricorda che lo sviluppo non è solo una questione economica, ma anche morale. Una società sviluppata è una società che sa condividere, si prende cura dei gruppi vulnerabili e antepone il bene comune agli interessi locali. È anche un luogo in cui valori come l'equità, la compassione e la responsabilità sociale si esprimono non solo a parole, ma anche nelle politiche e nelle azioni.
I quattro principi delineati dal Segretario Generale non sono elementi separati, ma costituiscono un tutt'uno: una crescita sostanziale pone le basi per uno sviluppo sostenibile; la stabilità macroeconomica garantisce una crescita ininterrotta; l'uso efficiente delle risorse ottimizza i risultati dello sviluppo; e un approccio incentrato sulle persone assicura che tutti i risultati conseguiti abbiano un significato sociale e umanitario.

Il ponte tra visione e azione.
Inseriti nel quadro generale del motto "autonomia strategica - impegno costante verso obiettivi secolari - lavorare insieme per la felicità del popolo", questi quattro principi fungono da ponte tra visione e azione, contribuendo a trasformare i grandi obiettivi in requisiti concreti, misurabili, verificabili e valutabili nella vita delle persone stesse.
In un mondo in rapida evoluzione, dove i modelli di sviluppo tradizionali stanno gradualmente rivelando i propri limiti, stabilire un simile insieme di principi non è importante solo nel breve termine, ma ha anche un valore a lungo termine. Ci aiuta a non lasciarci travolgere da tendenze passeggere e a non farci abbagliare da cifre a breve termine, mantenendo al contempo una direzione chiara, coerente e profonda.
In definitiva, la crescita non è la meta, ma il mezzo. La meta dello sviluppo rimane sempre la gente. Quando ogni politica viene formulata ponendosi la domanda "cosa ne trarranno beneficio le persone?", quando ogni decisione viene valutata secondo il criterio "come migliorerà la società?", e quando ogni risultato viene misurato in base al livello di soddisfazione e felicità delle persone, allora la crescita acquista un vero significato.
Solo allora i dati sulla crescita cesseranno di essere semplici simboli aridi e diventeranno la vibrante espressione di una nazione in movimento, non solo più veloce, ma anche più stabile, equa e umana.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/tang-truong-cao-va-vi-hanh-phuc-cua-nhan-dan-10411226.html







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