In un contesto di crescenti tensioni globali, sia la Russia che la Cina stanno accelerando lo sviluppo di moderni missili balistici a raggio intermedio (IRBM). Il russo RS-26 Rubezh (variante Oreshnik) e il cinese DF-26 rappresentano due approcci distinti ma ugualmente pericolosi.

Uno si concentra sulla velocità ipersonica e sulla capacità di penetrare le difese nemiche, mentre l'altro enfatizza la flessibilità a duplice capacità e la capacità di ingaggiare bersagli in movimento in mare. Questi due sistemi stanno ridefinendo gli equilibri militari in Europa e nel Pacifico occidentale.

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Missile russo RS-26 Rubezh (variante Oreshnik) e missile cinese DF-26. Foto: Military Power

Il missile Oreshnik (una variante operativa del missile RS-26 Rubezh ) è un missile balistico a medio raggio (IRBM) a propellente solido, lanciato da una piattaforma mobile su strada.

Lo YFQ-48A Talon Blue, soprannominato Lo YFQ-48A Talon Blue, soprannominato "l'assassino notturno", sta ridefinendo il futuro del combattimento aereo globale.

Si tratta di una versione semplificata del progetto originale del missile RS-26 , con due stadi propulsori anziché tre. Il missile RS-26 ha una gittata stimata tra i 3.500 e i 5.500 km, sufficiente a raggiungere la maggior parte delle capitali europee dal territorio russo.

La velocità massima del missile RS-26 supera Mach 10 (circa 12.300 km/h) e può raggiungere velocità ancora maggiori durante la fase di rientro.

La caratteristica più notevole del missile Oreshnik è la sua capacità di trasportare testate MIRV (veicoli di rientro a puntamento multiplo indipendente), con la configurazione utilizzata in combattimento che prevede 6 testate, ciascuna delle quali trasporta diverse submunizioni.

L'utilizzo dell'energia cinetica ipersonica, anziché affidarsi esclusivamente agli esplosivi, aumenta il potere distruttivo e riduce la probabilità di intercettazione.