
Il forum, organizzato dall'Associazione vietnamita per lo sviluppo delle industrie culturali in collaborazione con l'Associazione di Hanoi per la lotta alla contraffazione e la tutela dei marchi, si è svolto il 15 maggio presso l'Accademia femminile del Vietnam.
Al forum, l'avvocato Bui Van Thanh, arbitro presso il Centro di Arbitrato Internazionale del Vietnam (VIAC), ha dichiarato: "Il successo del Vietnam negli ultimi tempi è innegabile, ma per evitare di cadere nella trappola del reddito medio, dobbiamo passare da un'economia puramente manifatturiera a una nazione che crea marchi e valore a livello globale. Il periodo dal 2026 al 2035 deve essere quello in cui il Vietnam passa dal partecipare alla catena del valore al plasmarla."
"La futura competizione internazionale non si baserà solo su chi produce a costi inferiori, ma anche su chi saprà costruire fiducia e possedere una storia di marca più solida", ha affermato l'avvocato.
Non si tratta solo di un obiettivo economico, ma di una strategia di soft power. Costruire una narrazione nazionale forte, radicata nei valori umani e in un'identità unica, sarà fondamentale per trasformare la cultura in un vantaggio competitivo essenziale.
Durante la sessione di discussione tematica "La cultura: le fondamenta per la valorizzazione dei marchi vietnamiti", i relatori hanno trasmesso un messaggio forte: la cultura non è un ornamento, ma la linfa vitale di un'impresa. In un'economia di mercato volatile, l'etica aziendale e la trasparenza sono i fondamenti per costruire la fiducia.
Il signor Trieu Van Thin, ex presidente dell'Associazione di Hanoi per la lotta alla contraffazione e la tutela del marchio, ritiene che la lotta alla contraffazione non sia solo responsabilità delle autorità, ma debba scaturire anche dalla cultura delle imprese stesse, dove il rispetto di sé e la disciplina professionale sono valori fondamentali.
Condividendo la sua prospettiva sulla gestione aziendale, l'imprenditore Le Viet Hai, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo di Costruzioni Hoa Binh, ha affermato metaforicamente: "Se la tecnologia e la finanza sono le ali che permettono a un'azienda di spiccare il volo, la cultura è l'ancora che le impedisce di affondare quando si avventura in mare aperto".
Ha affermato che un'impresa può crescere rapidamente grazie alle opportunità, ma per sopravvivere a lungo termine e guadagnarsi il rispetto dei partner internazionali, deve possedere una cultura forte e distintiva.

Nel corso della discussione sullo "Sviluppo dell'industria culturale", il forum ha delineato una visione per la valorizzazione del ricco patrimonio nazionale. L'industria culturale non è solo un nuovo settore economico, ma una direzione strategica per diffondere l'immagine del Vietnam, un paese ricco di identità e creatività.
L'imprenditore Le Viet Hai ha espresso l'opinione che l'architettura sia come " musica congelata" e che ogni edificio debba portare con sé il "codice genetico" della nazione. L'identità non si basa su ciò che è antiquato, ma sui valori migliori rinati in una forma più moderna e sostenibile. Ha affermato: "Il mondo ci rispetterà non perché siamo simili a loro, ma perché portiamo valori vietnamiti molto diversi: i valori della pace, della compassione e della responsabilità per il futuro".
Condividendo la stessa opinione, la signora Vu Thi Mai, direttrice generale del Gruppo Huong Mai, ritiene che la sfida più grande sia preservare l'identità in un contesto di gusti globali in continua evoluzione. Conciliare tradizione e modernità è la chiave per permettere ai prodotti "Made in Vietnam" di emanciparsi dalla mera trasformazione e diventare simboli culturali di elevato valore economico.
A conclusione del forum, i delegati hanno affermato che la cultura crea identità, la cultura crea fiducia ed è la cultura che aiuta le imprese non solo a sopravvivere, ma anche a svilupparsi in modo sostenibile e responsabile. Nel nuovo ordine economico, chi possiederà una storia di marca basata su fondamenta culturali più profonde avrà la meglio.
Il Vietnam ha bisogno di una solida "ideologia di marca", in cui ogni imprenditore sia un ambasciatore culturale e ogni prodotto un messaggio di umanità. Il percorso da "fabbrica" a "nazione creatrice di valore" è ancora irto di sfide, ma con solide basi nella cultura nazionale e le aspirazioni di veri imprenditori, i marchi vietnamiti possono affermare con sicurezza la propria posizione e diffondere l'essenza della nazione nel flusso della civiltà umana.
Fonte: https://nhandan.vn/van-hoa-la-can-cuoc-de-thuong-hieu-viet-vuon-tam-toan-cau-post962640.html







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