
Zhang Sanfeng è un personaggio noto nei film e nelle serie televisive cinesi, basato sulle opere di Jin Yong - Foto: XN
Kim Dung prediligeva le scuole di arti marziali della tradizione taoista.
"Non c'è nessuno prima di lui, e non ci sarà nessuno dopo di lui": così Jin Yong descrisse il personaggio di Zhang Sanfeng quando lo creò nel romanzo "La spada celeste e la sciabola del drago".
Con tale descrizione, Jin Yong affermò che Zhang Sanfeng era il più grande maestro di arti marziali nella storia delle arti marziali cinesi.
Da personaggio avvolto da un'aura mistica tipica del taoismo cinese, attraverso la penna di Jin Yong, Zhang Sanfeng venne acclamato come il "massimo" nel mondo delle arti marziali, e la scuola Wudang da lui fondata fu elevata allo stesso livello del Tempio Shaolin, eretto diverse centinaia di anni prima.
Oltre a Wudang, un'altra scuola di arti marziali prediletta da Jin Yong era la setta Quanzhen. Il fondatore della setta Quanzhen, Wang Chongyang, viene descritto come "imbattibile al mondo" in entrambi i suoi romanzi, *La leggenda degli eroi del Condor * e *Il ritorno degli eroi del Condor*.

Il personaggio di Jin Yong, Zhou Botong (a sinistra), è considerato un adattamento dell'immagine semplice e distaccata di Lao Tzu - Foto: SC
Zhou Botong, il fratello minore di Wang Chongyang, è considerato dalle generazioni successive della letteratura cinese come l'incarnazione di "Lao Tzu", in quanto rappresenta la filosofia del non-agire (wu wei) e possiede una saggezza straordinaria sotto le spoglie di una persona innocente e ingenua.
Nei suoi romanzi, Jin Yong ha costantemente elogiato le arti marziali derivate dal taoismo, definendole l'arte marziale "autentica e profonda" del popolo cinese, mentre il kung fu Shaolin è stato indicato solo come "esterno" (ovvero introdotto in Cina dall'esterno).
Le tecniche di arti marziali più potenti presenti nei romanzi di Jin Yong, come il Manuale delle Nove Yin (basato sulla filosofia di Lao Tzu) e la Spada Quan del Tai Chi (creata da Zhang Sanfeng), mostrano tutte un'influenza taoista.
È evidente che il compianto gigante della letteratura di Hong Kong nutrisse una grande passione per il sistema delle arti marziali taoiste. Questa passione deriva dalla visione del mondo di Jin Yong, una persona profondamente influenzata dal pensiero taoista.
Sostenendo la filosofia di Lao Tzu e Zhuangzi
Cresciuto in un ambiente tradizionale, Jin Yong è stato esposto fin da piccolo ai classici del confucianesimo, del taoismo e del buddhismo, le "tre religioni" che rivestono un ruolo fondamentale nella cultura religiosa cinese.
Ma con la maturità, Jin Yong scelse di rimanere fedele alla filosofia di Lao-Zhuang perché credeva che questo sistema di pensiero fosse più flessibile, critico ed equilibrato.
In un'intervista rilasciata al Ming Pao nel 1993, il celebre romanziere ammise di tenere spesso il Tao Te Ching accanto alla sua scrivania e di rileggerlo "decine di volte", perché la filosofia della "non-azione" lo aiutava a rimanere calmo di fronte alle pressioni del pubblico.
Kim Dung ha studiato legge e relazioni internazionali all'Università di Suzhou, per poi dedicarsi alla ricerca sulle tradizioni culturali di Hong Kong, gettando così solide basi teoriche.
Tuttavia, ha ripetutamente espresso scetticismo riguardo alla rigidità del confucianesimo. In una conferenza tenuta nel 2006 all'Università di Hong Kong, ha osservato che il confucianesimo "pone così tanta enfasi sull'ordine sociale da limitare l'individuo", mentre il taoismo incoraggia le persone a prendere le distanze dal conflitto e a osservare l'essenza delle cose.
Questa prospettiva riflette la statura intellettuale di uno scrittore che ha vissuto sconvolgimenti politici e ha assistito allo scontro tra potere e vita personale.
L'influenza del taoismo si riflette non solo nelle sue scelte filosofiche, ma anche nel suo atteggiamento verso la vita. Molti dei suoi collaboratori hanno notato che Jin Yong aveva uno stile di lavoro tollerante, rifuggendo dagli estremismi e mantenendo sempre un tono calmo anche nei dibattiti più accesi.

Grazie alla penna di Jin Yong, il taoismo è considerato la principale cultura e arte marziale della Cina - Foto: XN
Il ricercatore culturale Yang Mingfeng (Università di Pechino) ha definito questo temperamento "vicino allo spirito non conflittuale di Lao Tzu", incline a trasformare la tensione in dialogo (citato dal Journal of Sinology Studies , 2007). La sua capacità di mantenere una prospettiva mite è ciò che lo ha reso un modello dell'intellettualismo di Hong Kong nella seconda metà del XX secolo.
Nel campo del giornalismo, dove la competizione e i punti di vista contrastanti sono all'ordine del giorno, Jin Yong ha mantenuto un atteggiamento cauto e misurato. Quando dirigeva il quotidiano Ming Pao , interveniva spesso per smorzare i toni incendiari, sostenendo che il giornalismo dovrebbe "seguire la natura e non forzare o manipolare l'opinione pubblica".
Questa prospettiva si basa sul capitolo 57 del Tao Te Ching, che enfatizza la governance attraverso la semplificazione e l'intervento limitato, al fine di consentire alla società di autoregolamentarsi. Questo approccio ha contribuito all'affermazione del Ming Pao come giornale che ha mantenuto una posizione moderata durante l'instabilità politica di Hong Kong negli anni '60 e '70.
Nella sua visione del mondo, Jin Yong fa ripetutamente riferimento al concetto di Zhuangzi di "grande saggezza che appare folle", considerandolo un metro di giudizio per le persone.
Secondo lui, più una persona cerca di dimostrare qualcosa a gran voce, più è probabile che cada in errore. Queste affermazioni sono apparse in un'antologia di dialoghi culturali del 2005 dell'Accademia cinese di Hong Kong, e mostrano come egli utilizzi il taoismo come bussola per la critica sociale.

La saggezza di Kim Dung si basa in gran parte sulle scritture taoiste - Foto: CN
Questo spirito di umiltà si riflette anche nel suo frequente rifiuto di accettare il titolo di "gran maestro di arti marziali", convinto che ogni forma di venerazione debba rimanere entro limiti ben definiti.
In un'intervista del 2010 con Phoenix Television, ha affermato che la filosofia di Lao-Tzu e Zhuang-Tzu "aiuta le persone ad accettare l'impermanenza senza disperare", il che è particolarmente utile nella vecchiaia, quando gli amici gradualmente se ne vanno.
I romanzi di Jin Yong sono molto popolari e apprezzati non solo per le trame avvincenti e lo sviluppo memorabile dei personaggi, ma anche per il suo stile di scrittura classico che gli permette di esprimere pensieri e filosofie profonde.
Tra queste, la filosofia taoista è forse l'elemento più rilevante, avendo dato origine a innumerevoli maestri, eroi e a una profonda filosofia di vita, trasmessa attraverso le arti marziali.
Fonte: https://tuoitre.vn/vi-sao-kim-dung-de-cao-cac-phai-vo-dang-toan-chan-2025111110053976.htm







Commento (0)