
L'orto di un soldato. Foto: TRAN HUYNH
"Ovunque ci siano soldati di stanza, ci sono orti verdi", questo detto mi risuona nella mente quando penso alle caserme. Ogni volta che visito un'unità militare, trovo sempre il tempo per fare un giro negli orti dei soldati. L'orto di un soldato non è solo un susseguirsi di file di cavoli verdi e rigogliosi, file di pomodori carichi di frutti o pergolati di zucche gialle e vivaci; custodisce anche storie silenziose del loro legame con la terra e della loro incrollabile determinazione di fronte alle avversità.
Le terre aride e rocciose, grazie alle mani e al sudore dei soldati, si sono trasformate in fertili giardini. Non potei fare a meno di commuovermi alla vista di filari di senape, pergolati di fagiolini carichi di frutti o piante di melanzane che ondeggiavano al sole pomeridiano. Un giovane soldato sorrise raggiante e disse: "Ogni giorno, al di fuori dell'addestramento, ci prendiamo cura dell'orto come se fosse un angolo della nostra famiglia. Trascorrere i pomeriggi a curare l'orto è anche un momento in cui le nostre anime si sentono più leggere e rilassate".
Più che una semplice fonte di cibo, l'orto è anche un luogo dove i soldati stringono legami e condividono storie di gioia e di dolore. Si raccontano delle loro famiglie, degli amici e dei sogni che nutrono per il futuro, dopo il congedo dall'esercito. Le loro mani, sporche di terra, annaffiano agilmente le piante, eliminano i parassiti e coltivano il terreno, riflettendo una gioia indescrivibile. È la gioia dei giovani che sanno lavorare, che sanno coltivare non solo ortaggi, ma anche preziose lezioni per il futuro.
Il verde dell'orto simboleggia vitalità e fiducia nel futuro. Che sia sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente, i soldati perseverano nei loro orti. Questi orti non solo integrano i loro pasti, ma coltivano anche uno spirito di autosufficienza e resilienza. Pertanto, gli orti dei soldati di oggi non sono solo aree di lavoro, ma anche simboli di amore per la vita e dello spirito militare. In piedi in questo spazio, osservando i germogli verdi ondeggiare dolcemente nella brezza, penso in silenzio: ovunque ci siano soldati, sicuramente c'è una vita vibrante che viene coltivata, come questi rigogliosi orti verdi che sorgono dalle difficoltà.
L'orto dei soldati non è solo parte della loro routine quotidiana, ma anche un luogo che custodisce ricordi indimenticabili dei giorni di servizio militare. Ogni fila di ortaggi, ogni pianta di cavolo, ogni traliccio di zucche, non è solo rigoglioso e verde grazie a cure attente, ma è anche intriso di cameratismo, amore per il lavoro e persino sogni.
Chi avrebbe mai pensato che, tra le estenuanti giornate di addestramento, un tranquillo pomeriggio trascorso a curare l'orto potesse portare tanta serenità? Le gocce di sudore che cadono a terra non sono insignificanti. Irrigano il terreno, rendono le verdure più verdi e arricchiscono l'anima del giovane soldato.
Al calar del sole, l'orto appariva come un dipinto vibrante, radioso e sereno. I soldati passeggiavano tra le file di ortaggi, con gli occhi pieni di serenità. Un soldato sorrise e disse: "A volte, coltiviamo ortaggi non solo per mangiarli, ma anche per rafforzare la nostra forza di volontà. Vedere le piante crescere ogni giorno è come vedere noi stessi diventare più forti."
Anche nelle remote zone di confine, tra terre aride o desolate regioni montuose, gli orti dei soldati rimangono un simbolo di resilienza e di fiducia nella vita. Quelle sfumature di verde ci ricordano che, per quanto difficile o ardua possa essere la vita, finché le persone amano lavorare e condividere, la terra brulla può diventare rigogliosa e verde, e tutte le difficoltà possono essere superate.
Quegli orti non erano solo terreno fertile per la coltivazione, ma anche un luogo che favoriva lo spirito di solidarietà e condivisione tra i soldati. Lì, ho visto l'immagine di giovani uomini che lasciavano le loro città natali, accantonando i propri sogni personali per compiere il loro sacro dovere verso la Patria. E in quel periodo, gli orti erano il filo conduttore che li univa alla loro terra, ai ricordi delle loro madri, dei loro padri e dei giorni dell'infanzia trascorsi in campagna. Ricordo un soldato appena arruolato, che potava con cura le piante di zucca, e diceva: "Quando ero piccolo, aiutavo spesso mia madre nell'orto. Ogni volta che mi prendo cura delle verdure qui, mi sento come a casa, a concimare e innaffiare con mia madre. In momenti come questi, la nostalgia di casa si attenua un po'".
Mentre me ne andavo, ho lanciato un'occhiata al loro orto. Credo che ovunque ci siano soldati, ci siano orti rigogliosi. I giovani germogli spuntano vigorosamente, proprio come il loro spirito resiliente, semplice ma profondamente umano.
TRAN HUYNH
Fonte: https://baoangiang.com.vn/vuon-rau-cua-linh-a479073.html








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