
I ponti aerei militari stanno affluendo in Israele.
Il 18 maggio, i media israeliani hanno riferito che decine di aerei da trasporto statunitensi, provenienti da basi militari in Germania, erano atterrati in un aeroporto di Tel Aviv, trasportando munizioni e attrezzature militari.
Il Canale 13 israeliano suggerisce che queste spedizioni siano direttamente collegate ai preparativi per una possibile ripresa delle azioni militari contro l'Iran, in un contesto di crescenti tensioni regionali.
Quest'ultima mossa per rafforzare la logistica militare è vista come un segnale che Washington sta ponendo l'esercito israeliano e i suoi alleati in uno stato di maggiore prontezza in vista di scenari di escalation.
Lo scenario di "ripresa dei combattimenti"
Il 15 maggio, il New York Times, citando fonti attendibili, ha riportato che Stati Uniti e Israele si stanno attivamente preparando alla possibilità di riprendere le operazioni militari contro l'Iran. Secondo queste fonti, l'Iran potrebbe subire nuovi attacchi già questa settimana. I consiglieri del presidente statunitense Donald Trump hanno elaborato diverse opzioni militari, sebbene il leader americano non abbia ancora preso una decisione definitiva.
Tra le opzioni prese in considerazione, si parla di attacchi aerei su larga scala e più intensi, mirati a obiettivi strategici in Iran. Un'opzione ancora più audace, invece, prevede il dispiegamento di forze speciali di terra per sequestrare l'uranio arricchito presente negli impianti nucleari di Teheran.
Fonti interne indicano inoltre che alti ufficiali militari israeliani si sono consultati negli ultimi giorni con il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe continuando a sostenere una linea dura, sottolineando ripetutamente la necessità di riprendere le operazioni militari contro l'Iran.
Nel frattempo, il quotidiano Haaretz, citando funzionari della sicurezza israeliana, ha riferito che non vi erano segnali di anomalie diffuse, ma che il rischio di una ripresa del conflitto nei prossimi giorni era seriamente preso in considerazione dalle autorità di Tel Aviv.
"Operazione Martello" e crescenti pressioni da parte della Casa Bianca.
Recenti notizie diffuse dai media statunitensi hanno rivelato nuovi piani militari in fase di preparazione da parte del Pentagono. Secondo la NBC News, il Dipartimento della Guerra statunitense sta valutando la possibilità di denominare la prossima operazione militare contro l'Iran "Operazione Sledgehammer" qualora l'attuale cessate il fuoco dovesse fallire. Questa operazione potrebbe sostituire l'"Operazione Epic Fury", lanciata il 28 febbraio.
Secondo quanto riportato da Axios il 17 maggio, citando due funzionari statunitensi, il presidente Donald Trump dovrebbe convocare una squadra di alto livello per la sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca il 19 maggio per discutere le opzioni militari riguardanti l'Iran. Trump ha avvertito che "il tempo stringe" per l'Iran, affermando che se Teheran non offrirà un accordo "migliore", dovrà affrontare attacchi molto più violenti.
Sebbene il presidente Trump continui a ribadire la sua volontà di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto, il rifiuto dell'Iran di accogliere molte richieste di Washington e la sua intransigenza nel fare concessioni significative sul proprio programma nucleare stanno riportando al centro dell'attenzione le opzioni militari.
Israele è pronto a collaborare con gli Stati Uniti.
Sul fronte israeliano, Al Jazeera, citando un funzionario della sicurezza israeliano rimasto anonimo, ha rivelato che Tel Aviv si coordinerebbe con Washington in qualsiasi nuova operazione militare e potrebbe concentrare gli attacchi sulle infrastrutture energetiche iraniane. Questa informazione è emersa poco dopo una telefonata di oltre 30 minuti tra il presidente Donald Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahu, avvenuta il 17 maggio. Secondo Kan TV, i due leader hanno discusso del rischio di una ripresa dei combattimenti.
La telefonata è avvenuta mentre le agenzie militari si preparavano a una possibile ripresa della campagna contro l'Iran e l'esercito israeliano era stato posto in stato di massima allerta. Tuttavia, Tel Aviv non ha ancora chiarito quando Washington potrebbe prendere una decisione definitiva.
Mentre Washington continua ad aumentare la pressione per costringere Teheran a fare concessioni, l'Iran continua a inviare segnali di sfida e afferma di essere pronto a tutti gli scenari, compresa la possibilità di un prolungato confronto militare. Gli ultimi sviluppi suggeriscono che il rischio di un conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a gettare un'ombra sul Medio Oriente, soprattutto data la mancanza di progressi negli sforzi diplomatici riguardanti il programma nucleare iraniano.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/xung-dot-my-israel-va-iran-co-the-som-tai-bung-phat-10417318.html








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