
Rispetto alle cornee artificiali realizzate in plastica o materiali sintetici, le cornee derivate da scaglie di pesce hanno il vantaggio di essere "vive". Ciò consente alle cellule epiteliali del paziente stesso di crescere e ricoprire la cornea, favorendo la completa integrazione dell'impianto nel bulbo oculare, anziché renderlo un semplice corpo estraneo temporaneamente fissato. - Foto: REUTERS
La cornea è una membrana trasparente che funge da "finestra" dell'occhio, ma è anche una parte vulnerabile ed estremamente difficile da riparare. A causa della sua particolare struttura, priva di vasi sanguigni che ne mantengano la trasparenza, quando si cicatrizza o si opacizza a causa di una patologia, la cornea perde quasi completamente la sua capacità di rigenerarsi.
Per decenni, i trapianti di cornea da donatore sono stati l'unico "standard di riferimento". Tuttavia, i costi elevati e la carenza di forniture hanno lasciato milioni di pazienti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, senza accesso alle cure.
Ingegneria tissutale: trasformare le squame di pesce in "filtri" di luce.
Un team di ingegneri tissutali dell'Università di Granada e dell'Istituto di ricerca biomedica ibs.GRANADA (Spagna) ha trascorso anni alla ricerca di un biomateriale che possedesse sia un'elevata resistenza meccanica che un'elevata biocompatibilità. La risposta è stata trovata nelle squame di pesce, che spesso vengono scartate in grandi quantità nei mercati.
Secondo gli istologi, le squame dei pesci hanno una struttura contenente collagene di tipo I estremamente puro, disposto a strati, in modo straordinariamente simile alla struttura delle fibre di collagene nella cornea umana.
Attraverso complessi processi fisico-chimici, gli scienziati hanno rimosso completamente gli antigeni del pesce (per evitare reazioni di rigetto) mantenendo intatta la struttura proteica.
Il risultato è una membrana trasparente e resistente con un'eccellente permeabilità ai nutrienti. La professoressa Ingrid Garzon, coautrice dello studio, ha commentato: "Questo prodotto non solo risolve la carenza di pesce donato, ma dà anche impulso all'industria della pesca locale trasformando gli scarti in preziosi materiali biomedici".
La carenza di organi e le sfide economiche nel settore sanitario.
Perché questa ricerca è così importante? Consideriamo la realtà sanitaria globale: solo 1 paziente su 70 che necessita di un trapianto di cornea ha la fortuna di trovare un donatore. La lista d'attesa si allunga per anni, peggiorando la situazione e potenzialmente portando alla cecità permanente.
Il professor Miguel Alaminos ha sottolineato: "Abbiamo bisogno di metodi rigenerativi efficaci che non dipendano dalla fortuna della donazione di organi".
Le cornee derivate dalle scaglie di pesce offrono un notevole vantaggio in termini di costi. La produzione di massa a basso costo renderà il trapianto di cornea più accessibile, anziché farlo rimanere un servizio medico costoso disponibile solo a pochi eletti.
Sebbene gli studi sugli animali abbiano dimostrato eccellenti capacità di ripristino della vista e un'elevata biosicurezza, gli scienziati mantengono comunque la dovuta cautela. Un articolo sottoposto a revisione paritaria nel 2016 dall'Università di Anversa ha inoltre supportato l'ipotesi di compatibilità tra le squame di pesce e i tessuti umani, fornendo una solida base per il team di ricerca spagnolo per procedere ulteriormente.
Attualmente, il team di ricerca sta ultimando le procedure di verifica finali in preparazione alle sperimentazioni cliniche sull'uomo. Se supereranno questo ostacolo, la "cornea a scaglie di pesce" rappresenterà una svolta, portando la medicina rigenerativa fuori dal laboratorio per salvare concretamente la vita di coloro che desiderano riacquistare la vista.
Fonte: https://tuoitre.vn/bat-ngo-che-tao-thanh-cong-giac-mac-tu-vay-ca-20260311120452832.htm








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