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Calcio vietnamita: non "rimpicciolite" la nazionale!

Non lasciamo che pochi nomi mettano in ombra l'intera squadra. Questa è una storia apparentemente piccola ma significativa riguardante la nazionale di calcio vietnamita dopo la vittoria per 3-0 in amichevole contro il Bangladesh.

Người Lao ĐộngNgười Lao Động29/03/2026

Il calcio è uno sport di squadra. Un singolo momento di genio individuale può decidere una partita, ma il lungo percorso di una nazionale non si costruisce mai solo su pochi nomi.

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Xuan Son non ha lasciato un'impressione particolare quando è entrato in campo nel secondo tempo della partita vinta dal Vietnam per 3-0 contro il Bangladesh. (Foto: VFF)

Pertanto, quando la storia di una squadra "definita" da una o due stelle non è più solo una questione di abilità professionale, è una storia di percezione, di media e, più profondamente, di identità.

Di recente, la nazionale vietnamita è stata spesso associata a due nomi: Nguyen Xuan Son e Do Hoang Hen, due giocatori naturalizzati che hanno portato una nuova prospettiva in termini di fisicità e stile di gioco. Il loro contributo è innegabile, ma quando tutti gli occhi sono puntati su pochi individui, il resto della squadra rischia di passare in secondo piano.

La vittoria per 3-0 contro il Bangladesh è un dettaglio che fa riflettere. Tutti e tre i gol sono stati segnati da giocatori del campionato nazionale: Tuan Hai, Xuan Manh e Hai Long, tutti attualmente in forza all'Hanoi FC. Questo serve anche a ricordare chiaramente che la forza della squadra non risiede in pochi singoli talenti, ma nella profondità e nella coesione dell'intero sistema.

Quando una squadra è legata a poche stelle, soprattutto se si tratta di giocatori naturalizzati, si crea una sottile pressione. Xuan Son e Hoang Hen sono diventati il ​​punto focale di questa pressione.

Da questa prospettiva, "definire" una squadra in base a poche stelle non solo mette pressione sul resto del gruppo, ma costringe anche quelle stelle a dimostrare costantemente le proprie capacità, a volte al di là del loro ruolo effettivo all'interno del sistema.

Nel frattempo, i giocatori nazionali possono essere soggetti a paragoni, vedersi mettere in discussione il proprio ruolo o addirittura essere considerati "comparse". Eppure, sono loro il fondamento che crea stabilità e profondità nella squadra.

Il cambiamento nella convenzione di denominazione della squadra, da un collettivo con molti giocatori chiave a una squadra associata a pochi individui, deve quindi essere visto con cautela.

Nel mondo del calcio non mancano le squadre legate a un'icona, come il Portogallo con Cristiano Ronaldo e l'Argentina con Messi. Ma la vittoria del Portogallo a Euro 2016 è stata il risultato di una squadra disciplinata. Il trionfo dell'Argentina ai Mondiali del 2022 è stato il frutto di un gruppo completo, in cui ogni elemento ha svolto un ruolo insostituibile.

I media possono scegliere un volto per raccontare una storia. Ma la squadra non può essere ridotta a pochi volti.

Nessuno può chiedere ai fan di diminuire il loro affetto per una star. Le emozioni sono naturali, ma il modo in cui le si percepisce è una questione di scelta.

L'equilibrio è fondamentale per comprendere che un gol non è solo il risultato del tocco finale, ma la conseguenza di una serie di azioni coordinate. L'equilibrio è essenziale per raccontare la storia della squadra nel suo complesso e per far sì che ogni giocatore percepisca il proprio valore all'interno del quadro generale.

Fonte: https://nld.com.vn/dung-thu-nho-doi-tuyen-196260328204414915.htm


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