Oggi la città di Davos (Svizzera) accoglie personalità di spicco del mondo politico ed economico per l'incontro annuale del Forum economico mondiale. L'incontro di quest'anno si svolge in un contesto di profonde divergenze politiche, in particolare da parte degli Stati Uniti, sollevando interrogativi sul ruolo e sul futuro del modello di cooperazione multilaterale che Davos persegue da decenni.
Il momento clou del forum di Davos di quest'anno è stato il ritorno del presidente statunitense Donald Trump dopo sei anni di assenza, con la delegazione più numerosa di sempre, composta da numerosi ministri, consiglieri e importanti leader aziendali. Ma il dramma non si è fermato qui, poiché Trump ha portato a Davos uno stile di "negoziazione aggressiva", soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato l'imposizione di dazi fino al 10-25% sulle merci provenienti da diversi paesi europei che si fossero opposti alle sue ambizioni di controllo della Groenlandia.
Questa azione ha spinto i leader dell'UE a discutere opzioni di ritorsione in un vertice di emergenza a Bruxelles, tra cui un pacchetto di dazi da 93 miliardi di euro sulle importazioni statunitensi, creando una delle maggiori tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e i loro alleati.
Lo scontro di quest'anno a Davos riflette non solo le divergenze commerciali tra gli alleati occidentali, ma testimonia anche un ordine mondiale in rapida evoluzione. Mentre molti leader invocano il dialogo e la cooperazione, la domanda è: Davos riuscirà a preservare lo "spirito del dialogo" di fronte a squilibri di potere così ampi?
Fonte: https://vtv.vn/cang-thang-thue-quan-truoc-them-wef-davos-2026-100260119194157646.htm








Commento (0)