Mio padre compie ottant'anni quest'anno. Ottant'anni hanno portato tanti cambiamenti nel mondo e nei cuori delle persone. Ma nella mia memoria, rimarrà sempre il soldato magro e risoluto di un tempo, con quegli occhi profondi che sembravano custodire molti segreti.
Mio padre sposò mia madre, poi fece le valigie e partì per arruolarsi nell'esercito, lasciando la giovane moglie sola nella loro semplice casa. Mia madre rimase a casa, facendosi carico dell'intera famiglia, prendendosi cura dei miei nonni, sopportando tutte le responsabilità, l'amore, i doveri e persino il dolore. Per dieci lunghi anni, attese mio padre in solitudine perché non avevano figli, eppure non si lamentò mai, attese solo in silenzio.
Ho sentito mia madre raccontare di quando mio padre tornò a casa in licenza, magro e scarno, ma i suoi occhi brillavano di felicità ed emozione quando scoprì che mia madre lo aveva aspettato dopo tanti anni di lontananza. Non portò regali, solo una piccola bambola che aveva comprato in fretta lungo la strada. La diede a mia madre e disse: "Tieni stretta questa bambola mentre dormi per alleviare la tua tristezza...". Mia madre sorrise, con le lacrime agli occhi. Chi avrebbe mai pensato che l'anno successivo sarebbe rimasta incinta – un dono inaspettato dopo una lunga, apparentemente disperata attesa...
Sono nato in una notte di pioggia. Piccolo, fragile, pesavo meno di due chili. L'ostetrica sospirò e gli abitanti del villaggio provarono compassione per me. Poiché ero così piccolo, mia madre mi avvolse in una copertina sottile, mi strinse forte al petto e mi cullava con ninne nanne piene di felicità e speranza. Ogni volta che mio padre tornava a casa in licenza, portava una piccola scatola di carne di maiale sfilacciata, un dono semplice ma incredibilmente prezioso. Grazie a quelle manciate di carne di maiale sfilacciata, sono cresciuto a poco a poco, circondato dalle cure di mia madre e dall'amore silenzioso di mio padre.
Non ho molti ricordi d'infanzia di mio padre perché era sempre lontano. Ma ricordo distintamente quando tornava a casa in licenza a mezzogiorno, sotto il sole cocente, con il suo cappello a secchiello logoro e l'uniforme da soldato impolverata. Ogni volta che tornava a casa, nella sua borsa c'era sempre una scatola di carne di maiale essiccata e sfilacciata, qualche caramella dura e uno sguardo affettuoso per me e mia madre.
Ora che mio padre è anziano, con i capelli bianchi e la schiena curva per l'età, lo amo ancora di più. Una vita di dedizione senza mai lamentarsi, un padre che non esprimeva il suo amore a parole, ma ogni suo gesto era intriso di un amore profondo.
Questo agosto, mi sono seduto accanto a mio padre, ascoltandolo raccontare vecchie storie. La sua voce era lenta e calda. Sulle sue mani, le macchie dell'età si erano accentuate con il tempo. Ma i suoi occhi erano ancora luminosi, ancora pieni di una tristezza molto personale, fatta di amore, sacrificio, attesa e di essere atteso.
Afferrai la mano anziana di mio padre, il cuore colmo di parole inespresse, ma soffocato dall'emozione. Grazie, papà, per aver sopportato tutti questi anni con tutto il tuo amore e la tua responsabilità. Grazie per quei profumati vasetti di carne di maiale sfilacciata che mi hanno nutrito con il tuo amore paterno silenzioso. E grazie, agosto, per averti riportato indietro, da mamma, da noi, nel dolce autunno di quell'anno.
Doan Hang
Fonte: https://baodongnai.com.vn/van-hoa/202507/cha-va-thang-tam-2112740/







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