A maggio, il Pentagono ha raggiunto accordi con sette importanti aziende tecnologiche – Google, Microsoft, Amazon, Nvidia, OpenAI, Reflection e SpaceX – per integrare l'intelligenza artificiale nella propria rete di sicurezza, consentendo alle forze armate statunitensi di migliorare l'accesso e l'applicazione di tecnologie avanzate in complessi scenari di combattimento. Secondo il Segretario alla Guerra Pete Hegseth, il Pentagono deve essere autorizzato a utilizzare questa tecnologia in qualsiasi modo legale ritenga opportuno. Le precedenti dichiarazioni di Hegseth avevano inoltre ribadito che il Dipartimento avrebbe respinto qualsiasi modello di intelligenza artificiale che "non consentisse il combattimento", sottolineando così la sua visione di un sistema che operi "senza essere vincolato dall'ideologia di limitare le legittime applicazioni militari".
Di fronte all'ambizione del Dipartimento della Guerra di inaugurare un'era senza precedenti di predominio dell'intelligenza artificiale nelle forze armate statunitensi, il presidente Trump ha recentemente annullato la firma di un nuovo ordine esecutivo sul controllo dell'IA, temendo che tali misure potessero minare il vantaggio americano. Questa decisione giunge nel pieno del dibattito sull'integrazione dell'IA in ambito militare.
In una recente dichiarazione, l'ammiraglio Frank Bradley, capo del Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti (USSOCOM), ha affermato che i soldati devono essere estremamente cauti riguardo al modo in cui le forze armate utilizzano l'intelligenza artificiale, in particolare le tecnologie che generano capacità letali. In precedenza, erano emerse notizie di un'accesa disputa contrattuale tra il Pentagono e la società di ricerca e sviluppo sull'IA Anthropic, a causa dei timori che il governo potesse utilizzare la sua tecnologia senza alcun controllo.
A questo proposito, molti funzionari dell'USSOCOM descrivono l'intelligenza artificiale non come un'arma per distruggere obiettivi, bensì come uno strumento per aiutare i soldati a liberare tempo da dedicare alla missione. Attualmente, nell'ambito delle attività amministrative, l'IA sta riducendo il carico di lavoro quotidiano dei soldati e modernizzando il funzionamento del Dipartimento della Guerra.
A lungo termine, gli sforzi si concentrano sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per creare strumenti efficaci sul campo di battaglia che accelerino gli attacchi e accorcino la "catena di uccisione", ovvero la serie di azioni necessarie per l'uso della forza letale, dall'identificazione del bersaglio all'attivazione.
In uno studio condotto due anni fa, il 18° Corpo Aviotrasportato dell'Esercito ha utilizzato l'intelligenza artificiale per localizzare e colpire l'artiglieria, riducendo il processo a pochi minuti anziché alle precedenti decine di minuti. Questo sistema ha ridotto significativamente il personale combattente, svolgendo compiti con la stessa efficacia di operazioni su larga scala che richiedevano almeno 2.000 soldati. Analogamente, nell'attuale conflitto con l'Iran, il tenente generale Michael Conley ha affermato che i soldati del Comando delle Operazioni Speciali dell'Aeronautica (AFSOC) hanno impiegato solo pochi secondi per convertire le informazioni di intelligence e condividerle facilmente con i droni terrestri utilizzando robot dotati di intelligenza artificiale.
MAI QUYEN (Secondo Military Times, AP)
Fonte: https://baocantho.com.vn/chia-re-quanh-no-luc-van-hanh-ai-trong-quan-doi-my-a206044.html










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