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La mania del playback è un vero grattacapo!

Il Dipartimento della Cultura e dello Sport di Ho Chi Minh City ha appena pubblicato un documento che richiede un rafforzamento della disciplina e la garanzia dell'onestà nelle attività artistiche. Di conseguenza, organizzazioni, individui e aziende coinvolte nelle arti performative devono attenersi rigorosamente alle normative vigenti durante l'organizzazione di programmi e spettacoli, soprattutto in teatri e palcoscenici al chiuso. L'ente di gestione ha sottolineato la necessità di limitare l'abuso di mezzi tecnici, in particolare l'uso di musica registrata al posto dell'esibizione dal vivo (lip-sync), un atto considerato lesivo del diritto del pubblico di godere dei valori culturali e potenzialmente dannoso per l'etica e la psicologia sociale della comunità.

Báo Cần ThơBáo Cần Thơ06/04/2026

Il playback non è una novità. Da anni le autorità emanano regolamenti in merito, ma la questione rimane irrisolta. Su molti palchi, il playback o l'utilizzo di sovrapposizioni vocali rappresenta ancora una "ancora di salvezza" per alcuni artisti. Quando l'aspetto, la coreografia e le capacità interattive diventano prioritarie, la voce viene apparentemente affidata alle macchine e alla tecnologia di elaborazione del suono.

Con lo sviluppo della tecnologia moderna, i cantanti possono facilmente "migliorare" le proprie capacità vocali, passando da un livello medio a uno buono, o persino eccellente. Questa facilità d'uso è diventata un'abitudine e molti cantanti rimangono stagnanti, ricorrendo al playback. Gradualmente perdono la creatività e l'impegno. Di conseguenza, la fiducia e il piacere del pubblico vengono meno.

Ogni professione richiede professionalità e responsabilità. Quella del cantante è ancora più esigente. Quando un artista sceglie di esibirsi sul palco, deve dimostrare rispetto al pubblico con il proprio talento autentico, piuttosto che affidarsi a una facciata glamour o a un eccessivo supporto tecnologico. Il pubblico viene all'arte non solo per vedere, ma anche per ascoltare e sentire.

In definitiva, essere un cantante non significa solo essere belli; prima di tutto, bisogna saper cantare bene e avere un timbro vocale unico. È un requisito piuttosto ovvio, eppure un piccolo numero di "cantanti" non riesce ancora a soddisfarlo. Non c'è da stupirsi se molti spettatori si lamentano del fatto che i cantanti di oggi ricorrano a troppi espedienti sul palco – o, come direbbero i giovani, a troppi "contenuti"!

Tuttavia, porre rimedio a questa situazione non è semplice. Alcuni sostengono che il ruolo dei consigli artistici nella valutazione e nella consulenza alle agenzie di management debba essere rafforzato. Per operare efficacemente, questi consigli devono riunire esperti con conoscenze specialistiche ed esperienza pratica nel settore artistico professionale. Inoltre, la gestione di artisti freelance, che non sono alle dipendenze di alcuna agenzia, presenta numerose sfide, poiché le loro condizioni di vita e le loro prospettive professionali sono diverse.

"Vietare l'uso improprio" non significa "divieto assoluto". La questione risiede nei limiti e nelle modalità di utilizzo, ovvero nella professionalità e nell'etica di ciascun artista. Il palcoscenico non è solo un luogo da guardare, ma anche uno spazio per ascoltare e percepire il vero valore dell'arte.

DANG HUYNH

Fonte: https://baocantho.com.vn/dau-dau-nan-hat-nhep--a201365.html


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