
Nel vivace quartiere dello shopping di Orchard a Singapore, un cliente è entrato in un negozio Levi's indossando un paio di jeans con l'orlo sfilacciato. Non cercava un nuovo modello, né chiedeva uno sconto; ha semplicemente consegnato i vecchi jeans al personale con un'unica richiesta: farli modificare per poterli indossare di nuovo.
Questa immagine sta diventando sempre più familiare nell'industria globale della moda, dove un numero crescente di marchi non solo vende nuovi prodotti, ma genera anche profitti e fidelizza i clienti prolungando il ciclo di vita degli articoli già venduti.
Da Hermès, Louis Vuitton e Burberry a Uniqlo e Levi's, i servizi di riparazione, restauro e ammodernamento dei prodotti stanno diventando parte integrante delle strategie post-vendita. Le vecchie borse si vedono sostituire le tracolle e rifinire la pelle, i tessuti delle giacche vengono rinnovati, le vecchie sciarpe di lana vengono ricucite per creare nuovi modelli e i jeans strappati possono essere rattoppati o rimodellati direttamente in negozio.

A prima vista, potrebbe sembrare un modo per accontentare i clienti. Ma dietro a tutto ciò si cela una strategia aziendale ben più astuta.
Per anni, l'industria della moda ha operato secondo una formula consolidata: vendere il maggior numero possibile di nuovi articoli. Ora, questa formula sta cambiando, poiché le pressioni ambientali, l'aumento dei costi delle materie prime e una mentalità più cauta da parte dei consumatori costringono i marchi a trovare modi per fidelizzare i clienti più a lungo, anziché limitarsi a spingerli ad acquistare di più.
Far riparare un articolo significa che il cliente torna in negozio, continua a interagire con il marchio e si ricorda che il prodotto che possiede ha ancora valore. Questa è un'opportunità per il marchio di rafforzare la fiducia nella qualità, aumentare la fedeltà e persino aprire la possibilità di proporre nuovi servizi o prodotti.
In altre parole, l'industria della moda sta imparando a guadagnare non solo dalla prima vendita, ma dall'intero ciclo di vita di un articolo.

Nel segmento del lusso, questa strategia è ancora più marcata. Marchi come Hermès e Louis Vuitton dispongono da tempo di laboratori specializzati per il restauro di articoli in pelle realizzati a mano, con tempi di riparazione che possono durare mesi. Inviare una borsa a Parigi per la sostituzione di una tracolla, il restauro della pelle o la regolazione delle cuciture non è semplicemente un servizio tecnico, ma un'affermazione del fatto che l'oggetto è sufficientemente prezioso da meritare una cura adeguata.
Quando i clienti si rendono conto che la borsa può durare decenni, il prezzo di migliaia di dollari diventa molto più accettabile.
Nel mercato di massa, questa strategia viene implementata in modo più flessibile. Levi's offre servizi di riparazione e personalizzazione dei jeans a pochi dollari. Uniqlo ha aperto i Re.Uniqlo Studios, dove i clienti possono effettuare piccole riparazioni, sostituire bottoni o apportare modifiche di base direttamente in negozio. Burberry si spinge ancora oltre con un programma che permette di trasformare vecchie sciarpe in nuove.
Il filo conduttore che le accomuna è la trasformazione del negozio da semplice luogo di vendita a spazio dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio di moda dei clienti.
Questo è particolarmente importante in un contesto in cui i consumatori sono sempre più cauti nei confronti degli acquisti impulsivi. Dopo anni passati a inseguire la moda usa e getta, molti clienti iniziano a chiedersi se gli articoli che acquistano valgano davvero il denaro speso e quanto a lungo dureranno. I servizi di riparazione aiutano i marchi a fornire una risposta convincente: il valore dell'articolo non si esaurisce con il pagamento.
Secondo la Ellen MacArthur Foundation, prolungare la vita utile degli abiti attraverso la riparazione, il riutilizzo e il riciclo è uno degli approcci chiave per ridurre la pressione sulle risorse e gli sprechi nel settore della moda. Ma per i marchi, i vantaggi vanno oltre la semplice trasmissione di un messaggio di sostenibilità. È anche un modo per migliorare la propria immagine di responsabilità sociale e consolidare le relazioni a lungo termine con i consumatori.
Ecco perché sempre più marchi promuovono lo slogan: l'oggetto più sostenibile è quello che già possiedi.
Dietro questa affermazione apparentemente attenta all'ambiente si cela una logica commerciale molto pratica. Quando i clienti credono che la loro camicia, borsa o pantaloni possano essere curati, riparati e utilizzati per molti anni, sono più propensi a spendere di più per quel marchio fin dall'inizio.
Fonte: https://hanoimoi.vn/do-cu-dang-thanh-mo-doanh-thu-moi-cua-nganh-thoi-trang-748471.html








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